I tre più grandi impostori della storia russa, che riuscirono (o quasi) a farsi passare per zar

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Spacciandosi per eredi al trono “miracolosamente sopravvissuti” (mentre in realtà erano morti) ottennero il potere, anche se per poco tempo

Falso Dimitri I di Russia

Il Falso Dimitri I (Лжедмитрий I; Lzhedmitrij I) è stata la prima persona nella storia russa a salire al trono con l’aiuto di una rivolta popolare e sotto falsa identità! La sua vera identità è ancora fortemente dibattuta, ma lui affermò, durante il cosiddetto Periodo dei torbidi, una grave crisi dinastica, di essere lo zarevic Dmitrij Ivanovich (1582-1591), il figlio più giovane di Ivan il Terribile e Maria Nagaja, sua ultima moglie. Sosteneva di essere sfuggito a un tentativo di omicidio nel 1591, quando aveva solo otto anni.

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Il sedicente “Dmitrij” (nella storiografia italiana è noto come Dimitri) iniziò a sostenere la sua falsa identità mentre era in Polonia e venne ufficialmente riconosciuto dal re Sigismondo III Vasa (Zygmunt III Waza) come il figlio di Ivan il Terribile. Forse il re polacco non gli credeva, ma voleva usare l’impostore come pretesto per attaccare le terre russe. Con al suo fianco migliaia di soldati, Dmitrij invase la Russia, indebolita dai disordini, dove trovò molti sostenitori che credevano che davvero fosse il figlio dello zar.

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Neanche a farlo apposta, lo zar Boris Godunov morì improvvisamente a Mosca. Promettendo grandi cambiamenti sia ai nobili che ai contadini, Dmitrij entrò nel Cremlino di Mosca nel giugno 1605 e fu proclamato zar russo nel luglio 1605. Fece rientrare molti boiardi dall’esilio, annullò le tasse per alcune terre russe (ma le aumentò in altre) e confiscò le terre della Chiesa ortodossa russa.

Ben presto, i russi iniziarono a sospettare che Dimitri I fosse un impostore, a causa della mancata osservanza da parte dello zar dei digiuni imposti dalla Chiesa e della violazione delle usanze russe nell’abbigliamento e nella vita di tutti i giorni. Uno dei suoi comportamenti oltraggiosi che spiccava era che consumava prosciutto, che era severamente vietato dalle usanze russe. Si vestiva poi con abiti europei, amava passare il tempo con gli stranieri e aveva sposato Marina Mniszech (1588-1614), una nobildonna cattolica polacca. Dmitrij infrangeva insomma quasi tutte le usanze ortodosse che uno zar russo avrebbe dovuto osservare.

Alla fine, il Falso Dimitri I fu ucciso violentemente da una folla di nobili infuriati, appena una settimana dopo il suo matrimonio, il 17 maggio 1606. La folla era guidata da Vasilij Shuiskij (1552-1612), che sarebbe diventato il successivo zar (con il nome di Basilio IV di Moscovia) per quattro, instabili, anni. Il corpo di Dmitrij venne gettato a terra in una delle piazze di Mosca per essere profanato dalla folla, e una maschera da giullare fu posta sul suo ventre maciullato.

Falso Dimitri II di Russia

Sorprendentemente, ci sono stati vari falsi Dimitri nella storia russa, ben quattro in totale! Ma solo i primi due di loro sono stati effettivamente chiamati zar: ma se il Falso Dimitri I era salito al trono di Russia con una cerimonia ufficiale, il Falso Dimitri II (Лжедмитрий II; Lzhedmitrij II) fu semplicemente trattato da zar in un territorio abbastanza ampio, esistito per un breve periodo come zarato autonomo all’interno del territorio russo, senza mai essere considerato uno zar legittimo.

L’identità del Falso Dimitri II è sconosciuta ai giorni nostri. Poiché il corpo del Falso Dimitri I era stato gravemente mutilato dopo il suo omicidio, tanto da renderlo irriconoscibile, non mancarono persone pronte a credere che il cadavere fosse di un’altra persona, e che l’ultimo figlio di Ivan IV fosse ancora vivo. Nel 1607, Mikhail Molchanov (morto nel 1611), un nobile e truffatore russo, che prese parte all’omicidio del figlio e della moglie di Boris Godunov, trovò una persona bielorussa che assomigliava al Falso Dimitri I e, con un misto di minacce e promesse, lo convinse a fargli dichiarare di essere lo zar miracolosamente sopravvissuto.

Non si sa davvero nulla di questa persona, tranne che conosceva le usanze ortodosse russe e parlava correntemente il polacco. Molto presto, la guarnigione della città di Starodub (ora nella regione di Brjansk, in Russia), dove apparve il Falso Dimitri II, gli prestò giuramento come zar, e il suo esercito iniziò a crescere. Nell’inverno del 1608 conquistò la città di Orjol.

Nel 1608, l’esercito del Falso Dimitri II contava ormai 30 mila uomini e schiacciò quello dello zar Vasilij Shujskij (Basilio IV di Moscovia), ma non riuscì a prendere Mosca, e stabilì un campo militare a Tùshino, a nord-ovest della capitale (ora è un quartiere della città), cosa che gli valse il soprannome “Ladro di Tushino” (“Tushinskij vor”). Lì, Dimitri II agì come zar, e diverse città russe gli giurarono fedeltà. A un certo punto, la maggior parte dello Zarato russo era sotto il suo controllo, con l’eccezione solo delle città più grandi di Novgorod, Kazan, Smolensk, Nizhnij Novgorod, che rimasero fedeli a Vasilij. C’erano due zar, due dume dei boardi, due patriarchi e due amministrazioni statali. In aggiunta a ciò, il governo del Falso Dimitri II coniava anche le proprie monete.

Intanto, la Russia fu invasa dall’esercito polacco, guidato da Sigismondo III. Il Falso Dimitri II e il suo esercito si trasferirono a Kaluga, quindi tentarono di attaccare nuovamente Mosca, ma nel 1610 Basilio IV fu deposto e il governo ad interim, chiamato “dei Sette boiardi”, cedette il controllo di Mosca alla guarnigione polacca.

Tuttavia, non furono gli agenti polacchi ad assassinare il Falso Dimitri II nel dicembre 1610, ma il principe tataro Pjotr Urusov, il suo capo della sicurezza. Questo accadde nella regione di Kaluga, dove Dimitri fu sepolto, come uomo semplice e non come zar. La posizione della sua tomba è sconosciuta.

Falso Alessio I

Sebbene ci fossero anche il Terzo e il Quarto Falso Dimitri, non ebbero lo stesso successo dei primi due. I russi semplicemente ormai avevano smesso di credere nella possibilità che il figlio di Ivan il Terribile fosse sopravvissuto. Per molto tempo non ci furono altri possibili membri della famiglia dello zar che potessero essere “ impersonati‘’ da impostori, fino a quando Simeon Alekseevich (1665-1669) e Aleksej Alekseevich (1654-1670), figli dello Zar Alessio Mikhailovich (1629-1676), morirono. Si diceva che entrambi i figli dello zar fossero stati avvelenati da boiardi che tentavano di prendere il potere in Russia. Ma c’era chi credeva che il quindicenne Aleksej, l’erede al trono, fosse miracolosamente fuggito nella regione del Volga.

Queste voci furono usate dal comandante cosacco Stepan “Stenka” Razin (1630-1671), il capo della rivolta contadina che infuriava nella regione del Volga.

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Il Falso Alessio I (Лже Алексей Алексеевич, Lzhe Aleksej Alekseevich), che probabilmente era un semplice contadino, apparve nell’accampamento di Razin nell’agosto del 1670, quando l’esercito contadino di Razin era di stanza nella regione di Samara. All’inizio, Razin fu ostile e persino offensivo nei confronti dell’impostore, tra le altre cose, secondo quanto riferito, lo “picchiò e lo trascinò per i capelli”, ma in seguito cambiò idea e lo presentò in pubblico come erede al trono miracolosamente sopravvissuto. Razin poteva così dire di star combattendo per restituire il vero erede a suo padre, lo zar Alessio Mikhailovich, a Mosca. Il Falso Alessio venne trasportato su una barca, adeguatamente decorata con velluto rosso “regale” e ricevette i giuramenti di fedeltà da parte del popolo russo.

Tuttavia, non si sa molto di più sul Falso Alessio I, tranne che probabilmente fu catturato nell’ottobre del 1670, dopo che l’esercito di Razin fu schiacciato vicino a Simbirsk (oggi Uljanovsk). Fu giustiziato a Mosca nel giugno 1671, poco dopo l’esecuzione di Razin.


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