Tra gloria e miseria: gli anni ‘80 in URSS raccontati in foto

Yurij Lizunov, Aleksandr Chumichev, I. Khodzhayev, Boris Yusupov/TASS
Se all'inizio degli anni ‘80 l'Unione Sovietica era ancora in grado di stupire il mondo con grandiosi Giochi Olimpici ed esercitazioni militari mozzafiato, alla fine del decennio si rivelò un paese che stava sprofondando nel caos, lacerato da catastrofi naturali e industriali, da crisi politiche ed economiche

1 / Le Olimpiadi del 1980

Furono le prime Olimpiadi estive mai organizzate nell'Europa dell'Est, nonché le prime in un paese socialista. In risposta all'intervento sovietico nella guerra civile in Afghanistan, gli Stati Uniti e altri 60 Paesi boicottarono i Giochi.

2 / L’esercitazione Zapad-82 (Ovest-81)

Zapad-81 (Ovest-81), una delle esercitazioni più grandi e impressionanti della storia mondiale, coinvolse oltre 100.000 soldati, provenienti non solo dall’URSS, ma anche dal territorio degli alleati del Patto di Varsavia. Le manovre avevano lo scopo di dimostrare alla NATO che anche senza l'uso di armi nucleari l'esercito sovietico era in grado di sconfiggere qualsiasi avversario. 

3 / Il volo 007 della Korean Air Lines

Il 1° settembre 1983 l'aereo di linea sudcoreano KAL 007 in viaggio da Anchorage (la più grande città dell’Alaska, ndr) a Seul deviò la rotta prevista e attraversò lo spazio aereo sovietico proibito. Fu abbattuto da un intercettore Su-15; 269 persone, tra passeggeri e membri dell'equipaggio, persero la vita. 

4 / La visita di Samantha Smith in URSS 

Nell'estate del 1983, durante uno dei periodi più tesi della guerra fredda, una ragazza americana di 11 anni, Samantha Smith, scrisse una lettera alla leadership sovietica chiedendo se l'URSS volesse davvero iniziare una guerra nucleare. La sua lettera arrivò ai più alti livelli e Samantha fu invitata nel Paese per vedere che "in Unione Sovietica tutti sono per la pace e l'amicizia tra i popoli". La ragazza trascorse due settimane in URSS, visitando diverse città, partecipando a festeggiamenti, spettacoli teatrali e attività varie.

5 / La campagna anti-alcol di Gorbaciov

Il consumo di alcool a metà degli anni '80 aveva raggiunto proporzioni colossali: in media quasi 100 bottiglie all'anno per ogni uomo adulto. Perciò, due mesi dopo essere salito al potere, Mikhail Gorbaciov avviò una campagna anti-alcol che imponeva limiti alla produzione e alla vendita di alcolici e diffondeva consigli su come rimanere sobri.

Nonostante i risultati positivi (calo del tasso di criminalità, aumento della natalità...), la campagna suscitò un certo risentimento da parte dell'opinione pubblica. Venne abbandonata nel 1990.

Qui vi abbiamo parlato delle misure adottate dall’URSS per combattere l’alcolismo

6 / La Perestrojka

La Perestrojka (ricostruzione) è stato un ciclo di riforme economiche e politiche introdotto dalla leadership sovietica nella seconda metà degli anni Ottanta; fra le varie cose comprendeva il graduale indebolimento della censura, l'aumento della democratizzazione, la liberalizzazione dei media, la normalizzazione dei rapporti con l'Occidente. La campagna fallì, causando l'indebolimento del potere centrale e l'aumento delle tensioni interetniche nel paese. Alcuni ritengono che la Perestrojka sia stata una delle ragioni principali della caduta dell'Unione Sovietica. 

Qui vi abbiamo raccontato che cosa pensano i russi della Perestrojka

7 / La fine del “Titanic Sovietico”

Alle 23.12 del 31 agosto 1986, l'Ammiraglio Nakhimov si scontrò con un’altra nave nelle acque del Mar Nero, non lontano da Novorossiysk. Con un enorme buco sulla fiancata, il transatlantico affondò in otto minuti, portando con sé la vita di 423 persone. 

Vi abbiamo raccontato l’intera storia qui

8 / Il disastro di Chernobyl

Il disastro di Chernobyl, la più grave catastrofe nucleare della storia, avvenuta il 26 aprile 1986, è stata causata dall'esplosione di uno dei reattori della centrale. Le ricadute radioattive si estesero per centinaia o addirittura migliaia di chilometri, raggiungendo persino l’Europa e l'Irlanda. La vicina Pripyat e decine di città e villaggi vennero abbandonati e si trasformarono in città fantasma. Negli anni successivi, oltre 4.000 persone sono morte a causa delle malattie causate dal disastro.

Qui vi abbiamo raccontato come i russi hanno reagito alla serie tv americana “Chernobyl”

9 / Il volo illegale di Mathias Rust

Il 28 maggio 1987 Mathias Rust, un giovane pilota dilettante della Germania Ovest, atterrò vicino alla Piazza Rossa con un Cessna che superò il sistema di difesa aerea sovietico. Le forze antiaeree dell’URSS monitorarono il volo, ma dopo la tragedia del 1983 con l'aereo di linea coreano decisero di non aprire il fuoco. Rust fu arrestato, ma venne presto rilasciato e rispedito nella Germania Ovest.

10 / Il ritiro sovietico dall'Afghanistan

Il 15 maggio 1988 l'Unione Sovietica iniziò a ritirare le sue truppe dall'Afghanistan. Gli ultimi soldati lasciarono ufficialmente il Paese il 15 febbraio 1989. Tuttavia, alcune unità delle truppe di frontiera rimasero in Afghanistan fino ad agosto. 

11 / Il terremoto di Spitak

Uno dei terremoti più micidiali della storia, il massiccio terremoto del 7 dicembre 1988 nell'Armenia settentrionale, distrusse completamente la città di Spitak, danneggiando 21 città e 300 piccoli villaggi. 25.000 persone persero la vita e più di 140.000 persone rimasero gravemente ferite.

12 / Il Festival musicale della pace di Mosca

Il Moscow Music Peace Festival, tenutosi dal 12 al 13 agosto 1989, fu il primo grande festival rock internazionale mai organizzato in URSS. Comunemente noto come Woodstock russo, raccolse nello stadio Luzhniki di Mosca 100.000 persone, oltre a un altro miliardo di spettatori in 59 paesi. Si esibirono, tra gli altri, Bon Jovi, Ozzy Osbourne e gli Scorpions.

13 / La catena baltica

Il 23 agosto 1989 diversi milioni di residenti delle repubbliche baltiche sovietiche - Lettonia, Estonia e Lituania - organizzarono la più grande protesta pacifica mai avvenuta in URSS, spinta dalla rivelazione di nuovi dettagli relativi al Patto Molotov-Ribbentrop del 1939, in base al quale l'Unione Sovietica e la Germania nazista avevano concordato un protocollo segreto per la spartizione dell'Europa orientale. Unendo le mani, formarono una catena umana che univa le tre capitali baltiche, Riga, Tallinn e Vilnius. Lunga quasi 600 km, la catena umana è entrata nel Guinness dei primati come la più lunga della storia. Ebbe un peso importante nella disgregazione dell'URSS.

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