I nostalgici di Stalin

Ritratti di Stalin in Piazza Rossa a Mosca.

Ritratti di Stalin in Piazza Rossa a Mosca.

: EPA
Secondo i sondaggi, la popolarità del leader sovietico è sempre più in aumento: oltre la metà dei russi ritiene che abbia rivestito un ruolo positivo nella storia del Paese e i comunisti pensano di utilizzare la sua immagine per le prossime elezioni parlamentari. Rbth ha cercato di analizzare le ragioni dietro a questo fenomeno

Iosif Stalin, uno dei leader più controversi della storia dell’Urss, era considerato dal popolo sovietico una sorta di divinità. Grazie alla propaganda, Stalin era amato in tutta l’Urss: alla Grande Guida vennero eretti monumenti mentre era ancora in vita, dedicate canzoni e vi furono città battezzate in suo onore.  

Dopo la morte di Stalin il culto della personalità diminuì rapidamente. Il nuovo leader, Nikita Khruschev, condannò le repressioni staliniane che avevano causato la morte di milioni di persone innocenti. Ebbe inizio il processo di destalinizzazione: i monumenti innalzati alla Grande Guida vennero rimossi, mentre le personalità ufficiali preferivano non menzionare il suo nome. Durante il periodo della perestrojka e dopo la dissoluzione dell’Urss, al silenzio seguirono le critiche. “Le colpe di Stalin nei confronti del partito e del popolo per le repressioni di massa e le illegalità commesse sono immense e imperdonabili”, aveva dichiarato Mikhail Gorbachev nella sua relazione del 1987. E anche i leader post-sovietici hanno ripetutamente denunciato i crimini dell’epoca staliniana.

Un processo di destalinizzazione fallito

Malgrado tutto ciò, nel XXI secolo in Russia sono comparsi nuovi monumenti dedicati a Stalin. Generalmente busti di piccole dimensioni fatti erigere dai comunisti. Dal 2012 in parecchie città russe nel Giorno della Vittoria i militanti hanno preso l’abitudine di appendere ritratti di Stalin sui pullman, i cosiddetti “Stalin bus”. A Penza i comunisti hanno aperto un piccolo “Centro Stalin”, analogo al “Centro Eltsin” di Ekaterinburg, e hanno proclamato il 2016 “anno di Stalin”.

Le iniziative dei comunisti ottengono consensi.

Come dimostra un sondaggio effettuato dal Centro Levada a marzo di quest’anno, il 54% dei russi ritiene che Stalin ha rivestito un ruolo positivo nella storia del Paese: si tratta dell’indice più elevato ottenuto da quando nel 2003 sono iniziati questi sondaggi. La percentuale dei cittadini russi che apprezzava Stalin era scesa nel 2008 al 39%, e a partire da allora ha cominciato di nuovo ad aumentare. Un numero incredibilmente elevato di russi, senza precedenti rispetto al passato, valuta le repressioni staliniane una “necessità politica”, secondo la definizione del 26% degli intervistati.

Aleksej Makarkin, vice presidente del Centro di tecnologie politiche, ritiene che il processo di destalinizzazione non abbia funzionato perché associato a un periodo di fallimenti e crisi politiche. “Stalin è stato intensamente criticato durante il periodo della perestrojka, sono stati rivelati i suoi crimini ed è stato uno shock. Oggi la perestrojka viene recepita dalla massa come un’epoca di errori e di rovina per il Paese e la gente interpreta la sua figura “al contrario”: se la perestrojka ha criticato Stalin, significa che è stato un buon politico”, sostiene l’esperto intervistato da Rbth.

L’immagine di un vincitore

A detta di Makarkin, il fattore principale della popolarità di Stalin scaturisce dalla vittoria ottenuta nella Seconda guerra mondiale: “Stalin era il Comandante supremo delle forze armate dell’Urss. Nella società russa è molto radicato il culto della Vittoria e il ruolo sostenuto da chi ha guidato l’esercito nazionale non può essere ignorato dalla coscienza collettiva”.

Secondo Makarkin, alla leadership di Stalin vengono attribuiti anche altri successi: “Gli stalinisti sono convinti che sia merito suo se fu attuata l’industrializzazione, vennero costruite le fabbriche e annessi nuovi territori. Oggi in Russia predomina un approccio di tipo pragmatico alla storia e non morale. Se riesci a espandere il territorio del tuo Paese, significa che sei un vero leader”.

Stalin va bene per il proprio vicino di casa

Valerij Solovej, analista politico e professore al Mgimo, l’Università statale per le Relazioni pubbliche di Mosca, sostiene che “quando la gente afferma che quella di Stalin è una figura simpatica non si deve intendere necessariamente che avrebbe voluto vivere sotto il suo regime. Per tutti andrebbe bene per i propri vicini di casa e non per se stessi”. Le statistiche confermano le parole di Solovej: il sondaggio effettuato dal Centro Levada dimostra che, malgrado il numero elevato di simpatizzanti di Stalin, solo il 23% dei russi ritiene avrebbe voluto vivere e lavorare sotto il suo governo”.

Lo stalinismo russo odierno, a detta degli esperti, assume perlopiù i connotati di un fenomeno di protesta. “L’immagine di Stalin, con il suo stile semplice nella quotidianità (un unico cappotto da indossare in tutte le occasioni), viene recepita da molti, in presenza di un’élite corrotta, come un modello di onestà”, afferma Aleksej Makarkin. Solovej è dello stesso avviso: “L’immagine dell’amore per Stalin è un simbolo di protesta, il desiderio di un governo forte che sappia garantire l’ordine”.

Un vessillo per i comunisti

A settembre di quest’anno si terranno in Russia le elezioni della Duma di Stato. I rappresentanti del partito comunista (la seconda forza politica in parlamento) hanno già dichiarato che intendono utilizzare nella campagna elettorale l’immagine di Stalin per “conquistare altri voti”.

Gli esperti ritengono lungimirante questa mossa: i nostalgici dell’Unione Sovietica si rallegrano del recupero dell’immagine di Stalin. “L’elettorato del Partito comunista della Federazione Russa dà un giudizio positivo di Stalin”, dichiara Aleksej Makarkin. “Questo può servire a galvanizzarli, a mobilitarli”.

Per una parte della società di orientamento liberale Stalin è invece una figura oscura, l’artefice delle repressioni in cui sarebbero morte (secondo i datidell’Associazione per la difesa dei diritti umani Memorial) da 11 a 39 milioni di persone. La dichiarazione da parte dei comunisti ha suscitato reazioni preoccupate, ma a detta di Valerij Solovej, la polemica andrà a vantaggio dei comunisti. “Stalin gli attirerà voti, simpatie e visibilità”, afferma Solovej nell’intervista a Rbth. “Chi manifesta contro Stalin non voterebbe comunque per il Partito comunista. Così non perderanno nessun voto”.

Il progetto di legge del Partito liberal-democratico, che propone di vietare l’utilizzo di immagini di leader defunti per la propaganda elettorale, potrebbe costituire un ostacolo per i comunisti. Secondo le dichiarazioni rilasciate dai deputati liberal-democratici il progetto di legge non scaturisce come reazione all’iniziativa del Partito comunista, ma se verrà approvato, i comunisti dovranno fare a meno dell’immagine della Grande Guida sovietica nella loro campagna elettorale.

Fonte: Anna Sorokina, Ilya Krol/ RbthDati del 2015. Fonte: Anna Sorokina, Ilya Krol/ Rbth

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