La rivoluzione delle startup

Nel parco industriale Navigator Campus di Kazan, specializzato nella realizzazione di sistemi elettronici e robotici, si lavora a una “sedia a rotelle” per cani con difficoltà motorie

Nel parco industriale Navigator Campus di Kazan, specializzato nella realizzazione di sistemi elettronici e robotici, si lavora a una “sedia a rotelle” per cani con difficoltà motorie

Alexey Nasyrov / TASS
Il numero di nuove e giovani imprese russe, altamente innovative sotto il profilo tecnologico, sta crescendo a ritmi vertiginosi. Solo negli ultimi otto anni sono stati costruiti 12 nuovi parchi scientifici e tecnologici dove operano oltre 775 startup, leader nei settori dell’informatica, della biotecnologia, dell’aviazione e dell’industria alimentare

La Russia continua a incrementare il suo potenziale innovativo: negli ultimi otto anni sono stati costruiti 12 nuovi parchi scientifici e tecnologici dove operano oltre 775 startup. Attualmente in Russia i settori leader nello sviluppo innovativo sono quelli della tecnologia informatica, della biotecnologia, dell’aviazione e dell’industria alimentare.

Il prossimo anno si svolgerà la Conferenza internazionale dei parchi scientifici tecnologici e delle aree innovative organizzata dall’Associazione internazionale dei parchi scientifici (Iasp). Come ha dichiarato il presidente della Iasp, Jean François Balducchi, una delle specificità della Russia che attira gli organizzatori è proprio l’aumento vertiginoso del numero di parchi tecnologici nelle sue regioni.

La scommessa sulle startup 

Nel 2014 nella mappa dei centri innovativi di sviluppo sono comparse Togliatti e la regione di Sverdlovsk, e nel 2015 Nizhny Novgorod. Il fondatore del parco tecnologico Sophia Antipolis Dominique Fache ritiene che l’innovazione debba arrivare proprio dalle regioni. “I grandi progetti pubblici non bastano. Le innovazioni non possono essere gestite dal centro”, dichiara.

A indicare le dinamiche dello sviluppo tecnologico con un anno di anticipo sarà il Forum “Innovazioni aperte”, organizzato dal governo russo che si svolgerà a Mosca dal 28 ottobre al 1° novembre. Questa volta il Forum focalizzerà la sua attenzione sulle startup.

“In tutto il mondo le piccole e medie imprese sono la forza motrice dello sviluppo economico”, afferma Edward Crawley, presidente dell’Istituto di ricerca scientifica e tecnologica Skolkovo (Skoltech). Per stimolare il loro sviluppo occorre formare e spronare la nuova generazione di imprenditori e costruire interrellazioni sempre più strette tra la scienza e la produzione industriale”.

A detta di Balducchi, il compito principale oggi è quello di creare un contesto orientato allo sviluppo delle startup. “Bisogna stimolare la loro crescita, le loro ambizioni. Le startup devono avere una dimensione internazionale, essere aperte al resto del mondo”, sostiene l’esperto. Ma a ostacolare il lancio delle startup russe nel mercato globale sono le dimensioni del Paese: “più un Paese è grande e più gli sviluppatori fanno fatica a considerarsi parte del mondo circostante”, sottolinea Balducchi.

“Le grandi imprese come elefanti sedentari”

Il problema principale in Russia non è la mancanza di progetti interessanti, ma il trasferimento di tecnologie e la loro commercializzazione, osserva Dominique Fache, da oltre 20 anni amministratore delegato per la Russia delle maggiori società energetiche internazionali, incluse Schlumberger ed Enel.

“La forza della Russia risiede nelle grandi società come Ferrovie Russe e Gazprom, ma le grandi imprese sono come elefanti sedentari, non sono molto ricettive alle innovazioni. Per loro è complicato lavorare con le startup. Ho deciso di creare un’organizzazione che si occuperà del trasferimento di tecnologie, della ricerca e  della realizzazione di nuovi progetti. Abbiamo già firmato accordi con alcune società energetiche russe”, ha dichiarato Fache.

A suo avviso, le grandi imprese dovrebbero rivedere i propri investimenti nell’innovazione e nella ricerca scientifica. “Schlumberger era la società leader del mercato poiché investiva annualmente nell’innovazione circa il 5% dei suoi profitti”, sostiene Fache. Molte importanti società russe investono poco nei progetti scientifici e ciò spiega la loro vulnerabilità rispetto alle sanzioni, dichiara l’imprenditore. A detta di Fache, la Russia è in grado di sostituire le tecnologie d’importazione, ma per far questo occorrerà tempo. 

La Russia deve riformare la sua economia, ma non per l’obiettivo immediato della sostituzione delle importazioni, bensì per diventare un operatore a pieno titolo nel mercato mondiale dell’innovazione, sostiene Edward Crawley. “La Russia possiede tutte le risorse intellettuali necessarie per giungere a una simile trasformazione nel prossimo decennio”, afferma Crawley. “A tale scopo è necessario costruire un rapporto tra il mondo dell’imprenditoria e quello della scienza, possedere una conoscenza più approfondita del mercato interno e internazionale e investire dei capitali. Tutto ciò è realizzabile”.

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