L'andamento delle cose

Uno scorcio di Vologda (Foto: William Brumfield)

Uno scorcio di Vologda (Foto: William Brumfield)

L’opera di Nata Suchkova e la sua nuova raccolta, presentata al Festival di poesia di Vologda

Vologda è un'antica città della Russia Occidentale, attraversata dal fiume omonimo. È capoluogo dell'Oblast di Vologda. Le prime notizie sulla città risalgono al 1147. Oggi Vologda è un centro amministrativo, culturale e industriale tra i più grandi della Russia Occidentale. Sul territorio cittadino sono presenti: un'Università, dieci musei, scuole, teatri, industrie, diverse chiese. In prevalenza sono chiese di confessione ortodossa, ma vi è anche una chiesa cattolica, alcune chiese della confessione protestante e una moschea. La città, al centro delle varie fiere, da qualche anno vanta anche un Festival di poesia " Pliusovaja Poesia". Vi partecipano i poeti delle diverse regioni della Russia. Il Festival si svolge nell'ambito degli interscambi culturali, della conoscenza con la città, di dibattiti letterari, letture poetiche. Tre giorni di poesia, escursioni, incontri. Non ci sono, purtroppo, i mezzi economici per l'organizzazione del Festival, ma questo non ha mai scoraggiato gli organizzatori e gli ospiti. I poeti vi partecipano a spese proprie. Le spese di viaggio, vitto e alloggio purtroppo non sono rimborsabili. Ideato e voluto dai poeti e dai letterati del luogo, il Festival quest'anno è arrivato alla sua decima edizione. Si svolge proprio nel mese di Novembre. Tra i personaggi chiave del Festival c'è Nata Suchkova: una poetessa di cui vi ho già parlato. È appena uscita la sua terza raccolta poetica dal titolo "L'andamento delle cose", che verrà presentata durante il Festival. 

Ho conosciuto Nata nel 2012, leggendo le sue poesie sul sito del glorioso Arion (una nota rivista letteraria russa). Tradussi allora qualche sua poesia e scrissi un articolo che suscitò l'interesse del redattore dell'Associazione Internazionale Cultura Russa "Russky Mir" (il Mondo Russo),Tatiana Kovalkova, San Pietroburgo. Durante un suo viaggio a Vologda, Tatiana volle conoscere di persona Nata, "per confermare o per smentire”, come mi scrisse, "l'impressione che ebbe della poetessa", leggendo il mio articolo.

Sono davvero contenta che Tatiana ebbe la conferma del talento e dell'autenticità della poetessa di cui scrissi, mossa esclusivamente dal mio gusto poetico. In questi giorni è stato pubblicato sul portale dell'Associazione Cultura Russa un articolo di Tatiana Kovalkova, (con annessa la traduzione in russo del mio articolo) che parla della scoperta a San Pietroburgo, attraverso un articolo romano, di un poeta russo, Nata Suchkova, e del loro incontro a Vologda. E non è che Nata fosse una sconosciuta in Russia: al suo attivo aveva già diversi premi per la poesia, tre sillogi poetiche pubblicate, un numeroso pubblico che leggeva e amava la sua poesia. C'è da dire però  che Nata è una persona umile. Di modi semplici e schivi, come tutti i grandi. Non ama la vita di relazioni "utili" del mondo poetico e la pubblicità rumorosa, non frequenta le caste letterarie della capitale e non fa parte della ristretta cerchia di "amici degli amici..."           

"Avendola lasciata, dopo la nostra conversazione al caffè del Ponte di Pietra, mi sono incamminata sul lungofiume, e ho aperto il suo secondo libro, che lei mi regalò, "L'eroe lirico" (adesso è uscita la sua terza raccolta "L'andamento delle cose”). Aprii il libro alla poesia "Ecco risonanti api, un pezzetto del giardino, tessuto in casa". Il finale di questa poesia mi ha commossa fino alle lacrime. E, avendolo tradotto, finalmente, l'articolo di Natalia Stepanova, che chiude con i versi finali della stessa poesia - non mi sono affatto meravigliata. Anzi, ne ero felice! Ci sono le energie che si attraggono, attraversando qualsiasi distanza e spazio, e il tempo su queste cose non ha nessun potere” (Tatiana Kovalkova, russkymir.org). 

 

Quando, quando sognerò questa estate,

Quando, quando essa verrà ancora,

Per baciare i fiori come le sigarette

E riempirsi dei loro petali la bocca?

La loro sottile pelle è percossa dagli schiaffi,

Essi crescono ardendo sulle gote,

Io questi petali non li sputo, li ingoio,

Li nascondo dentro di me,

Non mi perderanno di vista i calabroni,

Non si smarriranno su di me gli scarabei,

Sono qui di fiori gialli riempita,

Sono qui di acqua rosa colma,

E cadere, perdersi così in questi fiori -

Di calabroni, scarabei un vortice!

Come solo i bambini possono e i morti,

Nascondendo in bocca cose, care a loro.

(Nata Suchkova)

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