Sanzioni e terrorismo fra i temi del primo colloquio di Putin con Trump

Il Presidente russo Vladimir Putin parla al telefono.

Il Presidente russo Vladimir Putin parla al telefono.

: AFP
Dal conflitto in Siria ai provvedimenti contro Mosca, passando per il nucleare e le relazioni bilaterali: c'è attesa per il confronto telefonico di domani tra i due Presidenti. E gli esperti si interrogano sugli argomenti che verranno affrontati

Putin si prepara al colloquio telefonico con Donald Trump, il primo da quando il Trump si è insediata alla Casa Bianca. La conversazione si terrà domani, 28 gennaio, così come ha confermato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. L’ultima volta i due avevano parlato il 9 novembre 2016, subito dopo le elezioni americane. E ora gli esperti si interrogano su quali potrebbero essere gli argomenti che verranno affrontati dai due Presidenti nel prossimo futuro.

1. La Siria e la lotta all’Isis

Donald Trump ha più volte parlato della sua volontà a combattere lo Stato islamico in Iraq e Siria, anche in collaborazione con la Russia. Il 24 gennaio il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer ha ribadito la disponibilità dell'amministrazione Trump di collaborare con qualsiasi Paese, compresa la Russia, nella lotta contro l'Isis. Gli esperti sottolineano che la lotta comune contro il terrorismo in Siria potrebbe diventare uno dei temi chiave della conversazione tra Putin e Trump. Come fa notare Leonid Isaev, docente di scienze politiche presso l'università Higher School of Economics, stando alle sue dichiarazioni, Trump intende agire in Siria in maniera pragmatica. "La dichiarazione di Trump sulla creazione in territorio siriano di una zona di sicurezza si relaziona a un dipartimento sulla Siria sulle sfere di influenza di Russia, Turchia e Iran, creato nel mese di dicembre”, ha detto Isayev a Rbth. 

L'esperto ritiene che, molto probabilmente, con Trump gli Stati Uniti preferiscono mantenere l'influenza sui territori controllati dai curdi (alleati degli Usa) senza cercare di rovesciare Assad o di far ritirare le truppe iraniane dal Paese. 

2. Le sanzioni 

Si discute attivamente la questione della sospensione delle sanzioni contro la Russia con Donald Trump. Il Presidente degli Stati Uniti aveva proposto di collegarla al disarmo nucleare. Ma la Russia aveva guardato con scetticismo a questo legame: il portavoce ha detto che era "quasi impossibile". Seppure sia improbabile che la Russia accetti di pagare con una riduzione dell'arsenale nucleare per l'annullamento delle sanzioni, il modo stesso in cui Trump ha impostato la questione è interessante, dice il direttore programmi del club di discussione internazionale Valdaj e professore all’Mgimo, Andrej Sushentsov. "La nuova amministrazione ha smesso di collegare le sanzioni alla crisi ucraina e alla questione dello status della Crimea - ha detto a Rbth Sushentsov -. È molto sintomatico e generalmente positivo per le relazioni bilaterali". 

Poco prima della conversazione tra Putin e Trump negli Stati Uniti ha iniziato a girare voce che Trump avrebbe già pronto un decreto sulla revoca delle sanzioni contro la Russia. Fonti ufficiali del Cremlino, tuttavia, riferiscono che non sono a conoscenza di nulla in merito. 

3. Le armi nucleari e di difesa missilistica 

La conservazione della stabilità strategica, anche nel settore delle armi nucleari, è un altro tema importante per Putin e Trump, dice Sergei Karaganov, presidente onorario del Consiglio per la politica estera e di difesa (SWAP). Secondo Karaganov, insieme ad altre potenze nucleari, la Russia e gli Stati Uniti devono impostare un nuovo approccio in materia di sicurezza nucleare, che non si basi su riduzioni o incrementi degli arsenali, ma sulla preservazione del status quo globale". Questo approccio, secondo l'esperto, aiuterà a stabilizzare il mondo molto meglio che cercando di stipulare nuovi trattati sul disarmo, i quali, in caso di fallimento dei negoziati, non possono che peggiorare le relazioni, come è stato durante l'amministrazione Obama. 

4. L'Ucraina e la questione della sicurezza europea 

Sergei Karaganov ritiene inoltre che Putin e Trump, dato il ruolo chiave degli Stati Uniti nella Nato, possono accordarsi sulla cessazione del confronto Nato-Russia in Europa orientale. Secondo l'esperto, questo è possibile perché Trump, a differenza del suo predecessore, non è così veemente nel sostenere l'Ucraina nel suo conflitto con la Russia. “A livello bilaterale congeliamo la situazione, anche in Ucraina concordiamo i contatti militari tra la Nato e la Russia al fine di sbarazzarsi di questa contrapposizione completamente inutile e artificiale”, ha detto Karaganov, ipotizzando uno scenario ottimistico. L'esperto, tuttavia, ha convenuto che per affrontare questo problema serve tempo, una conversazione tra Putin e Trump, naturalmente, non basterà a risolverlo. 

5. Il destino dei russi nelle prigioni degli Stati Uniti 

Un altro tema su cui la Russia e gli Stati Uniti con Trump possono trovare un compromesso è la questione dei cittadini russi Viktor Bout e Konstantin Yaroshenko, che stanno scontando la loro pena nelle prigioni degli Stati Uniti. Bout è finito in prigione dopo il suo arresto a Bangkok nel 2008, accusato di traffico di armi. Yaroshenko è stato preso dai servizi segreti americani in Liberia (Africa occidentale) nel 2010, accusato di traffico di droga. La Russia ha ripetutamente chiesto l'estradizione dei suoi cittadini, finora senza successo. Andrej Sushentsov osserva che Trump, discutendo la situazione con Putin, potrebbe rimandare i russi a casa: i poteri del Presidente sono sufficienti. "In questa direzione era già iniziato ad andare Obama e credo che la reputazione di Trump non ne risentirà se la questione continuerà a muoversi in questo senso”, ha detto Sushentsov.

Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale