Come cambieranno le relazioni con la Nato

29 dicembre 2016 Aleksej Timofejchev, RBTH
Secondo gli esperti del Consiglio per le relazioni estere, una delle principali minacce per il prossimo anno potrebbe essere un ipotetico conflitto tra Mosca e l’Alleanza Atlantica. Ecco quattro scenari possibili
Lithuanian troops
Truppe lituane insieme ad altri soldati provenienti da undici Paesi membri della Nato durante alcune esercitazioni nella città di Pabrade, in Lituania. Fonte: Reuters

Il Consiglio per le relazioni estere ha redatto un rapporto intitolato “Le principali minacce su cui vigilare nel 2017”. Tra esse  quella di un conflitto tra la Russia e la Nato occupa il primo posto nella categoria delle minacce ritenute dagli esperti a più “alto” rischio, ma con probabilità di attuazione “moderata”.

Nel documento si parla di uno “scontro militare intenzionale o involontario” che potrebbe essere provocato da una condotta aggressiva della Russia nel territorio dell’Europa Orientale. Alcuni esperti russi hanno spiegato a Rbth quali forme potrebbe assumere tale conflitto e quali fattori potrebbero costituire dei motivi di scontro tra Mosca e l’Alleanza.

1. Azioni militari nel Baltico

Come rilevano gli analisti, lo scatenarsi di un conflitto nell’Europa Orientale appare di gran lunga la minaccia più probabile dal momento che in quell’area la Nato ha dispiegato le proprie forze. L’Alleanza ha deliberato di recente di inviare dei contingenti militari supplementari  nei paesi della regione. Come sostiene nell’intervista concessa a Rbth Petr Topychkanov, che collabora al programma di non proliferazione del Centro Carnegie di Mosca, “essendo dispiegate l’una accanto all’altra le forze militari delle due parti potrebbero a causa di un errore o di una provocazione entrare reciprocamente in collisione”.

A detta dell’esperto, in questo caso non andrebbe esclusa un’escalation del conflitto come quella che si è espressa nell’annunciato programma delle forze aeree.  In base a tale scenario, se si verificasse un’invasione della Lettonia da parte dell’esercito russo, l’Occidente si troverebbe ad affrontare la questione del ricorso alle armi nucleari. Secondo Topychkanov, malgrado il rischio reale di un simile scenario, esso risulta “estremamente improbabile” dal momento che “nessuno in Occidente, né in Russia vuole una guerra in Europa”.

Al contempo, secondo l’opinione di Aleksej  Fenenko, coordinatore scientifico dell’Istituto per i problemi della sicurezza internazionale dell’Accademia delle Scienze russa, un ingresso delle truppe russe nei Paesi Baltici sarebbe ipotizzabile solo come reazione della Russia a un tentativo dei contingenti della Nato di circondare Kaliningrad, l’enclave russa nel Baltico.

2. Uno scontro tra i contingenti della Russia e della Nato in Siria

La Siria potrebbe diventare uno dei terreni su cui potrebbe intensificarsi il conflitto tra Mosca e la Nato. Un inasprimento della tensione sarebbe possibile se i Paesi occidentali dalle minacce all’indirizzo delle forze del presidente Bashar Assad passassero a vie di fatto, avviando delle azioni militari contro le truppe governative siriane. Allora, a detta degli analisti, diventerebbero possibili anche scontri con i contingenti russi che appoggiano le unità di Assad. Tuttavia, come osserva l’esperto militare Anatolij Tsyganok, docente presso la Facoltà di Politica internazionale dell’Mgu di Mosca, potrebbe risultare teoricamente poco probabile nei prossimi mesi. Secondo l’analista, tra breve negli Usa si effettuerà il “passaggio di consegne” a Donald Trump e la Casa Bianca si troverà ad affrontare ben altri problemi oltre alla Siria, e poi in Siria inizierà la stagione delle tempeste di sabbia. Perciò se dovesse esservi qualche inasprimento della tensione, non si verificherà  prima della fine di marzo.

Anche Aleksandr Golts, analista militare indipendente, e capo redattore del portale dell’opposizione Ezhednevnyi zhurnal collega la situazione siriana al cambio della guardia che avverrà tra breve alla Casa Bianca. Il Presidente eletto Donald Trump ha dichiarato che è necessario rivedere gli approcci in politica estera ed è quindi difficile per il momento prevedere le sue azioni in futuro.

3. Inasprimento delle relazioni a causa dell’Ucraina

Esiste anche un’eventualità, sebbene remota, che s’inaspriscano le relazioni tra Mosca e l’Alleanza Atlantica a causa dell’Ucraina. La causa è la forma assunta dal conflitto nell’Ucraina Orientale: ufficialmente sia l’Occidente che la Russia negano la presenza nel territorio delle proprie forze militari.

Anche i fattori di ordine politico non risultano secondari. In Germania e Francia, paesi occidentali membri del cosiddetto Formato Normandia, presto si svolgeranno le elezioni dei leader di governo. In tale contesto ciò che nessuno auspica è un inasprimento del conflitto in Ucraina, né tantomeno un’escalation dei problemi con la Russia.

4. Cyber-attacchi

A detta degli esperti, uno degli scenari dell’ulteriore deterioramento delle relazioni tra la Federazione Russa e la Nato potrebbe essere determinato non da fattori geo-politici, ma da minacce provenienti dal cyberspazio. Ultimamente le autorità degli Usa hanno ripetutamente accusato Mosca di essersi servita di hacker russi per interferire nelle elezioni americane. A detta di Topychkanov, un’escalation dei rapporti tra la Federazione Russa e uno qualunque dei paesi Nato nel cyberspazio è del tutto ipotizzabile. L’esperto ricorda, per esempio, che gli attacchi informatici tra India e Pakistan sono diventati ormai una norma nella loro coesistenza conflittuale.

Tuttavia, per ora non è affatto chiaro cosa si debba intendere per aggressione informatica, né quali misure debba adottare un paese vittima di questo genere di attacco. Secondo l’esperto, si può ipotizzare che “nel caso di un attacco informatico contro una centrale nucleare o una rete  di trasporto il paese dovrà prevedere una serie di azioni, non escluso un normale intervento di tipo militare”.

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