Cos’è la troika? Dieci cose da sapere

Mikhail Voskresenskij/Sputnik
Perché i russi scelsero di affiancare tre cavalli, e perché i due ai lati guardano nei sensi opposti? E quando è apparsa? E che significato ha nella cultura nazionale questo speciale tipo di tiro a tre per carrozze e slitte?

La troika (тройка) è un tipo di attacco per tre cavalli per carrozze o slitte esclusivamente russo, senza analoghi al mondo. E inoltre è il più veloce in assoluto tra i tipi di tiro! La troika è un simbolo della Russia, al pari della matrioshka, della balalajka e del generale inverno

Più veloce? Solo in macchina

La troika russa è un tiro a tre, in cui i tre quadrupedi sono affiancati ma vanno con andatura diversa. Il cavallo centrale (detto “korennìk”), attaccato alle stanghe, deve essere più forte e più grande, e va al trotto. I cavalli detti “pristjazhnýe”, imbrigliati ai lati con dei semplici tirelli, invece galoppano, portandosi dietro il korennìk, ma stancandosi comunque meno che se tirassero il carico da soli. Una squadra del genere può percorrere lunghe distanze a velocità fino a 45-50 chilometri all’ora. La velocità urbana di un’auto moderna!

I cavalli guardano in direzioni diverse

Se si guarda come avanza la troika russa, si può notare un dettaglio molto interessante: i cavalli “pristjazhnýe” girano la testa verso l’esterno, ma vanno esattamente dritti in avanti. Perché succede questo? Il fatto è che nella squadra, il cavallo a destra va a galoppo sinistro e quello a sinistra va a galoppo destro (per capirlo, bisogna guardare quale zampa anteriore tocca per ultima terra). E girano la testa dall’altra parte per mantenere l’equilibrio. Questo accade a livello di istinto (anche se il risultato è poi molto elegante a livello stilistico).

I cavalli dovrebbero essere della stessa razza

Si ritiene che la troika migliore sia composta da cavalli trottatori (“rysàk” in russo; un gruppo di razze allevate per la corsa veloce) dallo stesso mantello. In ogni caso, il cavallo centrale dovrebbe essere il più grande e forte. I cavalli di razza Vjatka sono considerati i più affidabili per via della loro resistenza, anche se quelli ritenuti più di lusso sono i quadrupedi di razza Orlov.

La troika era per tre passeggeri

La parola “trojka” (che in russo indica la “cifra tre”) fu usata in relazione al tiro dei cavalli dal XVIII secolo (alcune fonti parlano della fine del XVII secolo). All’epoca, in giro per il mondo, il numero di cavalli messi a trainare dipendeva dal numero di passeggeri e merci: se a bordo c’era una persona, allora veniva imbrigliato un solo cavallo, e se era necessaria più “potenza” perché i passeggeri aumentavano, i cavalli venivano imbrigliati seguendo la regola: una persona, un cavallo, ma erano messi uno dietro l’altro Questo metodo non mise mai radici in Russia, a causa della scarsa qualità delle strade (o meglio, della loro assenza). Quando si provò a mettere i tre cavalli uno accanto all’altro, si vide che le cose andarono decisamente meglio quanto a trazione e velocità.

Forse dobbiamo ringraziare le Poste russe (ma non è certo)

Chi e quando abbia inventato la troika non è noto in modo affidabile. Molto probabilmente, lo sviluppo del settore postale ha contribuito alla nascita di questo tiro possente. In Russia, le distanze tra gli insediamenti sono spesso enormi, e anche la consegna di messaggi e merci tra le “due capitali”, Mosca e San Pietroburgo, richiedeva diversi giorni. Per altre grandi città dell’Impero un viaggio poteva durare settimane, soprattutto in primavera e in autunno, quando le vie si trasformavano in un mare di fango. E per il trasporto della posta non era importante solo la resistenza dei cavalli, ma anche la loro velocità. È noto che già all’inizio del XIX secolo le diligenze postali in Russia usavano la troika. E che in seguito iniziarono a usarle i corrieri e anche per il trasporto passeggeri. E inoltre un giro in troika era una specie di sfarzo e di divertimento, sia nei villaggi che in città. Per esempio, nel giorno del matrimonio, i contadini più ricchi affittavano più di una troika, per far divertire la sposa, i parenti e gli ospiti.

Abbellimenti estetici o anti malocchio?

Oggi molti automobilisti adorano decorare i loro bolidi con spoiler, disegni ad aerografo e fari alogeni. Ma prima, quando non c’erano le macchine, si faceva qualcosa di simile con i cavalli e le bardature. Per congiungere le stanghe del cavallo centrale usavano spesso un lussuoso sostegno ad arco in legno (chiamato in russo “duga”), non di rado dorato, con ornamenti decorativi o intagli. A metà del XIX secolo, apparve la moda della “duga” ricoperta in rame e dopo diversi decenni quella della decorazione con nastri colorati. I vetturini erano convinti che questi elementi non solo avessero uno scopo estetico, ma che avrebbero anche tenuto alla larga i ladri e il malocchio.

Campanelle al posto dell’autoradio

Ékhali na trojke s bubentsàmi”; “Andavamo sulla troika con i sonagli”. Sono parole dalla celeberrima romanza russa “Dorógoj dlìnnoju” (“La lunga strada”). 

In effetti, quando la troika andava, poteva essere sentita a un chilometro di distanza! I vetturini del servizio postale la riempivano di sonagli e in modo che facessero un rumore infernale e tutti si scansassero, lasciando libera la strada. Allo stesso tempo così si avvisavano tutti che la corrispondenza stava arrivando. 

Ma poi anche ai proprietari privati piacque l’idea dei sonagli, e iniziarono a usarli non solo per la posta, ma anche per far baccano. Naturalmente, questo, specie in città, interferiva con il lavoro dei postini, e il governo nella seconda metà del XIX secolo introdusse un divieto di tali sonagli per i privati. In risposta, ebbero l’idea di utilizzare campane di bronzo sulle imbracature di cuoio, che producevano suoni più morbidi. Le campane venivano scelte in base al tono, e ogni troika aveva un proprio accompagnamento musicale durante il viaggio.

Una meraviglia da esposizione

La troika russa arrivò per la prima volta all’estero nel 1911, quando fu mostrata all’Esposizione Mondiale di Londra. Aveva al centro un trottatore di razza Orlov e ai lati due cavalli di razza strelétskaja (che era stata selezionata per gli ufficiali della guardia imperiale). Da allora, la troika russa ha partecipato regolarmente a mostre straniere. Negli anni sovietici, la tradizione continuò, ma i tre cavalli erano quasi sempre maestosi trottatori Orlov.

Oggi si possono vedere delle troike in Russia?

Con l’avvento delle ferrovie, e poi delle automobili, l’uso della troika divenne ovviamente sempre meno popolare. Tuttavia, possono ancora esserne viste nei festeggiamenti nelle città turistiche della Russia (come Suzdal e Vladimir) e nelle competizioni sportive.

Negli anni Quaranta dell’Ottocento, all’Ippodromo di Mosca le troike gareggiavano non solo in velocità, ma anche in competizioni di figura. Dalla metà degli anni Novanta del Novecento, si tengono diverse competizioni della “Coppa di Russia per Troike” in varie città. La finale si svolge a Mosca.

La troika è fonte d’ispirazione

La parola “trojka” è un russismo entrato in molti vocabolari esteri (in italiano come “troika” con la i), spesso usato anche per indicare un triumvirato o una commissione di tre persone e, più recentemente la delegazione tripartita formata dagli emissari di Banca centrale europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione europea che rappresentano i creditori ufficiali nei confronti dei Paesi membri in difficoltà economica. 

Ma tornando alla troika come tiro di cavalli, è un vero simbolo della Russia! Ha ispirato molti dipinti, poesie, storie, canzoni. La citazione più famosa a riguardo, ovviamente, è considerato un estratto dalle “Anime morte” di Nikolaj Gogol (1809-1852):

“Ah, troika, uccello troika, chi ti ha inventato? È vero, tu potevi nascere solo da un popolo audace, in quella terra che non ama far le cose per scherzo, e piatta e uguale si allunga per mezzo mondo, e vacci tu a contar le verste, finché non ti cascano gli occhi. E non sei complicata, a guardarti, come strumento di viaggio, non viti di ferro ti tengono insieme, ma in quattro e quattr’otto, con accetta e scalpello, t’ha inventato e messo in sesto l’abile contadino di Jaroslavl. Non calza stivali tedeschi da scuderia, il cocchiere: una gran barba, e dei gran guanti, e sa il diavolo su cosa sia seduto; ma si solleva appena e tende la frusta, e intona una canzone, e già i cavalli volano via, i razzi delle ruote si sono fusi in un solo disco levigato, trema la strada, e il viandante impietrito grida di spavento, e intanto lei vola via, vola via, vola via! E ormai si vede appena, in lontananza, qualcosa che fa polvere e trapassa l’aria.”

“Non è così che anche tu, Russia, come un’ardita insuperabile troika, voli via? Fuma sotto di te la strada, rimbombano i ponti, tutto si allontana e resta indietro. Si ferma, colpito dal prodigio divino, lo spettatore; non è un fulmine, questo, buttato giù dal cielo? Cosa significa questa cosa terrificante? E quale forza ignota c’è in questi cavalli ignoti al mondo? Ah, cavalli, cavalli, che cavalli siete! I turbini, ci sono, forse, nelle vostre criniere? Un orecchio acuto freme forse in ogni vostra fibra? Appena si sente, dall’alto, la nota canzone, tutti all’unisono protendono i petti di bronzo, e quasi senza toccar con gli zoccoli a terra, non si disegnano più che in linee allungate, che volano a mezz’aria, e divora lo spazio la troika, tutta infusa dell’afflato di Dio! Russia, dove voli mai tu? Dai risposta. Non dà risposta. Un tintinnio stupendo prorompe dalle sonagliere; rimbomba e si muta in vento l’aria squarciata; vola indietro tutto quanto sta sulla terra, e schivandola si fanno in disparte e le danno strada gli altri popoli e le altre nazioni.” (Nikolaj Gogol, “Anime Morte”, Universale Economica Feltrinelli).


A proposito, anche la tessera di viaggio nella metropolitana di Mosca prende il nome dalla troika russa 

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