Sette piante molto velenose da cui dovete tenervi alla larga in Russia

Sergej Bobylev/TASS
Queste bacche, queste erbe e questi fiori possono provocare gravi problemi di salute o persino la morte. Per cui, state attenti mentre vi godete i panorami stupendi della natura russa

Forse non è poi male che l’estate sia così breve in Russia, perché con i giorni caldi qui arrivano grossi pericoli. E mentre ti godi il verde della natura che ti citconda, puoi rimanere avvelenato da qualche pianta tossica. Siete avvisati. Fate attenzione! 

7 / Belladonna 

Il nome italiano, ripreso tale e quale in russo, deriva da una pratica rinascimentale: le dame si mettevano delle gocce di succo di questa pianta negli occhi per dare loro risalto e lucentezza, grazie alla sua capacità di dilatare le pupille. Le bacche della belladonna erano usate anche per arrossire le guance. Ma in russo la belladonna è chiamata anche “beshenitsa”, ovvero “che fa impazzire”. Contiene infatti atropina, che può causare una forte eccitazione e, in caso di sovradosaggio tachicardia, allucinazioni, convulsioni e anche la morte. Fate attenzione a questa pianta nel Sud della Russia, specialmente vicino ai fiumi e ai margini della foresta. 

6 / Daphne 

Le sue bacche rosse brillanti sembrano così dolci e innocue… e l’odore è così buono. Assomigliano un sacco al ribes. Ma l’unica cosa che la pianta Daphne vuole è farti del male. In realtà, tutto in questa pianta è velenoso: bacche, foglie, gambo… Una goccia del suo succo provoca una grave irritazione della pelle. Una bacca provoca nausea e vertigini. Il suo nome popolare russo è “Volchejagodnik” (“bacca del lupo”), perché questo animale è tradizionalmente un simbolo di astuzia e crudeltà. La pianta cresce principalmente nelle foreste della Russia centrale.

5 / Giusquiamo nero 

Quando i russi vedono una persona pazza, di solito dicono che “ha mangiato il giusquiamo nero” “Giusquiamo nero” in russo è “belenà chjòrnaja” e il modo di dire “On belený obelsja” vale l’italiano “è uscito di senno”. Questa pianta può davvero fare impazzire. È un parente stretto della belladonna, ma con un aspetto meno esotico. E a dispetto del volto da bel fiorellino, è ancora più tossico della belladonna e può portare allucinazioni, coma e morte. Cresce ovunque, anche nei giardini della dacie.  

4 / Ricino

Ai Tropici, può raggiungere i dieci metri, ma con il clima russo, al massimo arriva a 2-3 metri di altezza. La pianta, che in russo si chiama kleshchevìtsa, contiene ricina, una sostanza molto tossica. Il suo succo o un seme possono causare la morte in 5-7 giorni. Ma molte, persone pur sapendo che è tossico, visto che ha fiori spinosi belli e colorati, lo piantano comunque alla dacia. Non siate sorpresi di vederlo nei giardini, specialmente nel Sud della Russia. 

3 / Dittamo 

Quando vedete una prato fiorito di dittamo (il nome russo è “jasenets”), non crederete a quanto possa essere pericoloso. Questi fiori rosa contengono molti oli essenziali, e quando li si sfrega, profumano come un limone o un cedro. Sembra fantastico, soprattutto per coloro che non sanno a cosa possa portare a una tale “aromaterapia”. Un solo tocco fa sì che una bruciatura della pelle si trasformi presto bolle e cicatrici, come dopo una brutta ustione. Lo jasenets ama il suolo sassoso e cresce ovunque, dalla Russia occidentale all’Estremo Oriente. 

2 / Aconito 

Nei tempi antichi, gli arcieri sfregavano le loro frecce con le radici di aconito (in russo akonìt o borèts) per uccidere i nemici al cento per cento. Anche oggi che non dobbiamo più aver paura delle frecce, questa erba può essere ancora letale. I fiori blu intenso, che attraggono per bellezza e profumo, portano all’intossicazione e alle convulsioni. E se non si chiama un medico in fretta, le conseguenze possono essere fatali (l’aconitina, infatti, è mortale in dosi da 1 a 5 milligrammi e viene considerata uno dei veleni più potenti che si conoscano). 

1 / Heracleum 

Questa è probabilmente l’erba più pericolosa e più diffusa in Russia (dove si chiama “borshchevìk”). Il nome scientifico Heracleum deriva dal fatto che, secondo la leggenda, Eracle stesso fu ferito dal succo della pianta. La varietà presente in Russia è l’Heracleum Sosnowskyi (in alcune regioni italiane del Nord è presente una specie molto simile, il Pànace di Mantegazza). Sembra innocua, come una grande pianta di aneto, ma a toccarla sono guai seri. Brucia la pelle (priva la pelle della protezione dai raggi UV e si ottengono gravissime scottature solari) e può anche provocare la morte. Tenetela lontana dagli occhi, può rendere ciechi! Questa erba è poi molto difficile da distruggere. Un’infiorescenza contiene circa 3.000 semi e un solo esemplare, che cresce fino a 3 metri, può avere fino a 10 infiorescenze. Questi semi non temono il clima russo e scacciano altre piante dal territorio, infestandolo con grande facilità. A Mosca, c’è persino una multa per i proprietari di dacie che non combattono la diffusione della pianta, che sta continuando a diffondersi dal Sud alla Siberia.

 

E comunque, buona estate in Russia!

 

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