Com’è la vita di un pendolare a Mosca?

Artem Korotaev/TASS
Con quasi 15 milioni di persone in movimento nella capitale e da e per le città circostanti, raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa è spesso l’elemento più stressante della giornata

Quanto tempo impiegate in totale per gli spostamenti casa-lavoro (o casa-università) e viceversa? Per diversi moscoviti, quattro ore al giorno sono la norma. E attenzione, questo vale solo per le persone che vivono entro i confini metropolitani di Mosca! Per chi vive nella Regione circostante i tempi possono allungarsi ulteriormente.

Non un minuto da perdere

Di solito parto per andare al lavoro alle 8 del mattino. Il mio tragitto giornaliero spesso si compone così: 7 minuti a piedi fino alla fermata dell’autobus, 5-10 minuti in autobus fino alla metro, mezz’ora sotto terra con un cambio di linea, e quindi una passeggiata di un minuto… e sono alla porta del mio ufficio. Vivo a Izmajlovo, il più vicino al centro tra tutti i “quartieri periferici” (cioè i quartieri lungo i confini di Mosca); ecco perché la classe media spesso affitta e acquista appartamenti in quella zona. Questo lo ha reso però un vero inferno per chi guida la sua macchina: arrivare in centro in auto da Izmajlovo ti porta via almeno due ore ed è un incubo totale fatto di clacson e ingorghi. E quindi, se devi arrivare in ufficio alle 9 di mattina, come capita a gran parte dei moscoviti, meglio dirigersi verso la metropolitana! Ma bisogna essere pronti a un pendolarismo in stile giapponese! Sarai schiacciato in qualche angolo tra un uomo di mezza età in sovrappeso che suda come se fosse il giorno del giudizio e una ragazza con i capelli lunghi e crespi che ti si infilano su per il naso. Ma tranquilli, anche se doveste svenire nel vagone della metropolitana per la mancanza di spazio/ossigeno, non ci sarebbe comunque spazio per cadere! (Qui potete trovare qualche trucco per sopravvivere). 

A Mosca vivono ufficialmente 12,6 milioni di persone (15,5 con le città satellite dell’agglomerato), e oltre 7 milioni di loro sono economicamente attive. Vanno, insomma, a lavorare ogni giorno. Ma non è tutto. Come afferma la Higher School of Economics, circa 0,9-1,2 milioni di persone viaggiano da e per Mosca ogni giorno dalla regione circostante, con una fascia di età compresa tra i 22 e i 30 anni che fa le rotte più lunghe di tutti. Come affermano gli autori dello studio, Mosca “attira” le persone da zone fino a 50 chilometri di distanza. Quindi, abbiamo a che fare con diversi milioni di pendolari! Ad esempio, circa 9 milioni di persone usano la metropolitana di Mosca ogni giorno. Ecco perché deve funzionare come un orologio. Si calcola che anche un ritardo di 10 secondi di un treno della metropolitana si moltiplichi rapidamente e di solito porti a un ritardo di 5 minuti nel momento in cui il treno raggiunge la fine della linea.

Studiare lo spagnolo al volante

Darja Fedorova, 24 anni, che vive a Domodedovo, una città di quasi 130 mila abitanti a 37 chilometri dal centro di Mosca (qui sorge anche uno degli aeroporti della capitale), dice che impiega più di 4 ore al giorno per gli spostamenti casa-lavoro-casa con la sua auto, ma che se viaggiasse con i mezzi pubblici il tempo sarebbe più o meno lo stesso. La differenza sta nel fatto che sul trasporto pubblico, puoi almeno leggere o ascoltare dei podcast. Darja ammette di truccarsi e studiare lo spagnolo mentre guida la macchina. Ma spesso tali distrazioni portano a incidenti stradali di piccola entità, come tamponamenti, che aggravano ulteriormente i disagi.

Alcuni anni fa, un uomo che viveva nel distretto meridionale di Butovo, alla periferia di Mosca, e guidava una Hyundai Santa Fe, divenne famoso come “il Babbo Natale di Butovo”, perché ogni mattina bloccava l’accesso alla corsia preferenziale del trasporto pubblico con la sua auto, di modo che i guidatori indisciplinati non la occupassero, e faceva largo solo agli autobus. Questa decisione rese Dmitrij un eroe locale, perché aiutò molte persone ad arrivare al lavoro più velocemente. Sì, perdeva del tempo stando lì parcheggiato, ma in fondo era comunque abituato a stare in mezzo agli ingorghi per ore!

Elena, 35 anni, che vive sei chilometri fuori dal cartello che segna la fine di Mosca, nella città di Lytkàrino (58 mila abitanti), ha invece scelto di lavorare da casa. È una sceneggiatrice, e madre single che alleva suo figlio, e dice che è un’impresa quotidiana arrivare a Mosca. “Qui non c’è una stazione ferroviaria suburbana. C’è una strada di 5 chilometri attraverso la foresta che ha solo due corsie e nelle mattine dei giorni feriali è un ingorgo senza soluzione di continuità. La strada che normalmente si impiegherebbero 20 minuti a percorrere si trasforma in due ore di purgatorio a passo d’uomo!”, si lamenta Elena, “e quando arrivi all’autostrada che porta nel centro della capitale, potrebbero volertici altre due ore, se c’è un incidente stradale o ci sono dei lavori. Ora hanno costruito una nuova strada che accorcia il viaggio. Ma non appena inizia l’estate, la stagione della dacia, diventa impossibile rientrare a Lytkarino il venerdì sera: i cittadini vanno a frotte a trascorrere il weekend nella casa di campagna, e a noi ci vuole almeno un’ora in più per tornare a casa!”.

Un’altra causa importante per la formazione degli ingorghi di Mosca sono i genitori che portano i figli a scuola. Ai tempi dell’Unione Sovietica era inaudito. “Nella mia generazione, nessuno ha mai portato i bambini a scuola o è andato a prenderli alla fine delle lezioni”, dice Tatjana, 61 anni. “Sì, sapevamo che c’erano esibizionisti e rapitori, ma Mosca era ancora considerata molto sicura. Di solito, i bambini si limitavano ad accordarsi per andare a scuola in gruppo e non da soli. Io prendevo un autobus per una fermata e poi camminavo per un chilometro per arrivare al mio istituto, e lo stesso quando tornavo a casa. Solo una volta, quando ci fu un’enorme tempesta di neve, mia nonna arrivò alla fermata dell’autobus con uno scialle e dei valenki caldi. I genitori lavoravano sempre, quindi nessuno poteva portarci a scuola. Eravamo abituati ad andare e tornare da soli. Ma già quando stavo allevando i miei figli, tra il 1980 e il 1990, i nostri quartieri erano diventati più pericolosi, così ci siamo abituati ad accompagnarli”.

Tornare a camminare?

Alla fine degli anni Duemila, Mosca aveva sviluppato un problema nei trasporti che richiedeva un’azione immediata. Dal 2010, la metropolitana di Mosca si è espansa notevolmente, aggiungendo oltre 60 nuove stazioni. L’Anello centrale ferroviario di Mosca (Moskovskoe tsentralnoe koltsò) è stato inaugurato nel 2016. E, entro il 2023, le autorità promettono che saranno aperte altre 55 stazioni della metropolitana. È infatti in costruzione la Grande linea circolare della metropolitana (Bolshaja koltsevaja linija), lunga quasi 70 chilometri!

In generale, il trasporto pubblico di Mosca ha fatto un balzo in avanti incredibile, e anche un cittadino che avesse trascorso un anno intero a New York sarebbe rimasto affascinato, al suo ritorno, dalla rapidità con cui la città era cambiata. Tuttavia, tutto questo non ha ancora risolto i problemi dei pendolari di Mosca.

Questo inverno, si sono svolti dei lavori di manutenzione su diverse linee della metropolitana di Mosca. Per molti giorni, i treni sono stati sostituiti da lunghe file di autobus, che hanno causato caos lungo ogni linea in riparazione. Per fortuna, hanno lavorato a una dopo l’altra, e non contemporaneamente! Nel quartiere dove vivo, poi, è in corso la costruzione di case popolari, il che significherà presto più persone e più automobili!

Sono passati tre anni da quando ho venduto la mia auto e un anno da quando ho smesso di prendere gli autobus per arrivare alla stazione della metropolitana più vicina; sono così affollati che spesso non riesci a entrarci. Ora faccio con orgoglio una passeggiata quotidiana di 15 minuti: non devo stare come un sardina ed è anche salutare!

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