Com’è l’abitante tipico dell’Estremo Oriente Russo?

Reuters
Mangia granchi a pranzo e caviale rosso a cena, con il binocolo può vedere il Giappone e ogni tanto incontra una tigre per strada. Ha un sacco di macchine, e tutte con la guida a destra. Miti e realtà sui cittadini di una delle zone più remote e affascinanti della Russia

Che aspetto ha un tipico abitante dell’Estremo Oriente russo?
Intanto, cos’è e dov’è l’Estremo Oriente russo? Prendete una mappa e guardate dove scorre il fiume Lena. Tutto quello che si trova a est del suo corso non è più Siberia, ma Estremo Oriente Russo. Poi, se parliamo non di geografia fisica, ma politica, bisogna considerare anche tutta la Jakuzia (e non solo la metà di questa repubblica al di là del fiume) come Circondario federale dell’Estremo Oriente Russo. 
Chiarito questo, come sono le persone che abitano questa terra remota? Intanto, bisogna ammettere che, se parlate con un moscovita o un pietroburghese, saranno pochi quelli che hanno visto un “dalnevostochnik” (abitante dell’Estremo Oriente Russo) in carne e ossa. E, generalmente, ritengono gli abitanti di quella zona dei martiri, spersi da qualche parte ai confini del mondo. Se un abitante della Russia europea accetta di trasferirsi da quelle parti, infatti, è solo per far soldi, sulla spinta degli stipendi maggiorati per compensare le proibitive condizioni climatiche.

A Vladivostok (9.000 chilometri a est di Mosca) prendono un po’ in giro questi russi europei, dicendo che la maggioranza di quelli che hanno deciso di trasferirsi in macchina, già a metà strada sono tornati indietro.
Il tipico abitante dell’Estremo Oriente non sembra soffrire più di tanto il fatto che “il Continente” (chiamano così la Russia europea, neanche vivessero su un’isola) sia così distante. Ma certo gli svantaggi ci sono: “Mettiamo che tu domani ti alzi con la voglia di andare in vacanza in Italia. Guardi quanto costa il biglietto e ti intristisci subito”.
Se l’abitante dell’Estremo Oriente arriva a Mosca o a San Pietroburgo, di solito resta deluso. Le persone del posto gli sembrano una grigia massa uniforme, e le trova molto diverse da sé.
Questo in particolare è quello che pare alle donne di Vladivostok: “Non importa, che tu fossi in montagna o al mare: negli anni Ottanta, tutte sui tacchi, e con quelle gonnelline di pelle alla moda. C’erano anche delle esagerazioni. Ad esempio, andare in palestra tutte imbrillantate. Ora a Vladivostok ci si veste semplicemente con gusto”, dice Elena Belous.
E ancora: le persone qui parlano in modo sensibilmente più veloce rispetto al resto della Russia.

Dove va, quando esce, l’abitante dell’Estremo Oriente Russo?
Nei piccoli centri abitati, specialmente in quelli più remoti, non ci sono poi tante opportunità di divertimento. Ma quello che tutti possono concedersi è una bella discesa in snowboard giù per le colline o, al Nord, l’osservazione dell’aurora boreale. E poi ci si può fermare in qualche “pit-stop”, come chiamano qui i caffè lungo la strada, dove spesso si mangia niente male.

D’estate si va alla Mecca dei divertimenti balneari locali: il Territorio del Litorale (capoluogo: Vladivostok), bagnato dal Mar del Giappone. Ha un po’ l’aria di un grande esodo con le tende sul portapacchi, e il pellegrinaggio dura dalla fine di giugno all’inizio di ottobre.
Gli abitanti del Territorio del Litorale non sono troppo contenti della calata di questi barbari dell’entroterra, che occupano i migliori posti sulla spiaggia, ma sanno di non poterne fare a meno.

Come si sposta il tipico abitante dell’Estremo Oriente?

Intanto bisogna dire che nessuna regione della Russia può superare l’Estremo Oriente quanto a macchine. In Kamchatka, per fare un esempio, ci sono 472 veicoli ogni mille abitanti, a fronte di una media russa di 285 (in Italia, sono 624, record in Europa).
E poi bisogna sottolineare che vedere una macchina di fabbricazione russa qui è facile come incontrare una tigre. Cioè, quasi impossibile, almeno che non siate allo zoo. Le auto sono tutte giapponesi (con tanto di volante a destra) o coreane o cinesi. Al volante a destra qui dedicano persino versi di canzoni e poesie (“volante a destra, cuore a sinistra”) ed è apparsa una birra a tema.

Altri tratti caratteristici
Quasi tutti qui sono stati almeno una volta nella vita nei vicini Paesi asiatici e reputano i cittadini di quei posti (molti dei quali sono immigrati o viaggiano spesso in questa parte della Russia) amichevoli e dal buon carattere.
Gli acquisti online qui vengono fatti su AliExpress (e qualcuno ci guadagna pure, specie a Blagoveshchensk). 
Gli abitanti dell’Estremo Oriente hanno un approccio tutto loro ai soldi: di solito sono buoni risparmiatori. Non è che qui vivano solo persone di buon senso. Ma spesso coltivano il sogno di trasferirsi, prima o poi, in qualche landa più ospitale e calda, e per questo hanno bisogno di risorse.

Eppure, quando finalmente se ne vanno, ecco che presto iniziano a provare nostalgia per la terra natale. “Siamo andati a vivere a Mosca. Ero sulla riva di un laghetto e mi facevo scudo con i palmi delle mani attorno agli occhi, perché alla vista rimanesse solo acqua, per poter immaginare che fosse il nostro mare…”, racconta Anna Scits-Bulavina.
Di gran lunga più frequente è un altro scenario: le persone se ne vanno per una lunga vacanza (i residenti di questa regione hanno per legge diritto a ferie più consistenti), dopo la quale tutto torna al proprio posto nella vita. La gente di qui lo sa che ogni tanto bisogna prendersi una pausa dall’Estremo Oriente. Proprio come dal caviale rosso, che qui hanno sempre a barattoli pieni nei frigoriferi.
Ah, e per quanto riguarda gli orsi: è tutto vero. Qui scherzano dicendo che per avere la cittadinanza onoraria bisogna vederne uno a una distanza non superiore ai 15 metri e restare tra i vivi (ecco qualche consiglio su come fare, nel caso dovesse capitarvi). 

Ora che avete fatto confidenza con gli abitanti dell’Estremo Oriente Russo, sapreste invece riconoscere un siberiano doc? Ecco il nostro identikit.

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