Cinque domande sui russi che non avete mai avuto il coraggio di porre

Perché sorridono poco? E ancora: perché bevono così tanto? Le nostre risposte alle vostre curiosità

Perché i russi sorridono poco? 

In Russia esiste il fenomeno della "quotidiana assenza di sorriso", che costituisce una delle caratteristiche più evidenti e specificamente nazionali degli atteggiamenti non verbali dei russi e del loro modo di comunicare più in generale.  

Tutto dipende dall’esistenza di codici culturali diversi tra i russi e gli abitanti dei paesi occidentali. “A un europeo i russi appaiono cupi, tetri e incapaci di sorridere”, dice il professor Iosif Sternin, dell’Universita di Voronezh. Mentre la slavista tedesca Katharina Wentzl, che ha vissuto in Russia negli anni Novanta, ricorda cosa le aveva detto sua madre quando era andata a trovarla: “Con la tua abitudine di sorridere, individuerebbero anche a cento chilometri di distanza che sei straniera”. Ma perché i russi non sorridono per la strada? Abbiamo cercato di analizzare questa tendenza in questo articolo

Lo psicologo Pavel Ponomarev, intervistato da Russia Beyond, tiene a precisare che si sta parlando solo di sorrisi formali, rivolti perdipiù a estranei e che i russi, come tutte le altre persone, sorridono volentieri agli amici o anche da soli quando sono di buon umore, ma che quando s’incrocia casualmente lo sguardo di un estraneo non si usa sorridergli. 

Per un russo un sorriso è un gesto pieno di significato, a cui si dà importanza, non è così facile guadagnarselo: il sorriso deve essere una manifestazione di buon umore e di un atteggiamento positivo verso l’altro. 

Perché la lingua russa è così difficile? 

Gli stranieri, abituati ai caratteri latini, comprendono fin dal primo sguardo che il russo è una lingua speciale. Particolarmente difficile è abituarsi all'accento, all'uso dei casi e degli aspetti verbali e alla pronuncia della lettera “y” (ы).  

Tuttavia, non è il caso di disperarsi: per alcuni aspetti il russo risulta una lingua più facile delle altre. I docenti menzionano, in primo luogo, la mancanza di articoli e il minor numero di tempi verbali (rispetto alle altre lingue europee) che in russo sono solo tre.

“Nel russo quasi tutta la grammatica più ostica finisce al livello A2 - spiega Natalya Blinova che insegna lingua russa agli stranieri -. Poi si comincia ad assaporare la libertà e lo sconfinato piacere che può dare l’apprendimento di una lingua così grande e bella”. 

Perché i russi bevono tanto? 

L’amore dei russi per l’alcol è noto fin dai tempi in cui la Russia non esisteva ancora. Secondo il “Racconto dei tempi passati”, cronaca russa del XII secolo, uno dei primi principi della Rus, Vladimir, dovendo scegliere a quale fede religiosa far convertire gli slavi pagani apprese che l’Islam vietava l’uso di bevande alcoliche e subito accantonò l’idea di costringere la Rus a professare la fede in Allah. “Per la Rus bere è un diletto: non ne può fare a meno”, dichiarò il principe. 

Perché alcuni russi sembrano asiatici? 

Esistono più di 190 gruppi etnici tra i 142 milioni di abitanti della Russia, che vanno dall’etnia russa (che costituisce il 78% della popolazione complessiva), alla popolazione siberiana dei Ket il cui numero supera il migliaio. La maggioranza dei residenti di etnia russa ha un aspetto cosiddetto europeo, ma ci sono molti cittadini russi che potrebbero essere classificati come asiatici. 

La maggioranza delle popolazioni asiatiche russe vive nelle aree rurali. Le uniche comunità asiatiche largamente urbanizzate in Russia sono quelle formate da coreani, tatari, uzbeki e kirghizi. 

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Perché Mosca è chiamata la Terza Roma? 

Il primo a chiamare Mosca la Terza Roma fu il monaco ortodosso Filofej che scrisse tra il 1523 e il 1524 una lettera al Gran Principe di Mosca in cui lo esortava a combattere l’eresia. A detta del monaco, il Principato di Mosca restava l’utimo baluardo della vera fede. “Tutti i regni cristiani sono giunti alla loro fine e si sono fusi nell’unico regno del nostro sovrano”, scriveva Filofej in una delle sue lettere. “Due Rome sono cadute, ma la terza resiste e non ve ne sarà una quarta”.  

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