Sette ragioni per le quali i russi sono così tosti

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Tenaci, resistenti, ma anche rudi e inflessibili. Ecco cosa ha influito sul carattere del popolo russo

Quasi tutti discendono da contadini 

Prima che i comunisti rovesciassero in Russia quello che Lenin definì “il sistema imperialista militare-feudale”, oltre il 75% del Paese era composto da contadini che lavoravano la terra. La vita non era certo una passeggiata, e i bambini venivano messi al lavoro dall’età di circa sei anni e a dieci le bambine potevano già mandare avanti la casa. I bimbi si occupavano del bestiame e facevano cose utili come i lapti (le calzature tradizionali) mentre i loro genitori e fratelli maggiori erano impegnati nei campi. La diligenza era una virtù; tutti si rimboccavano le maniche e avevano con un solo obiettivo: la sopravvivenza. I fanti dell’esercito russo erano di origine contadina, così come le squadre al servizio degli esploratori, e per una buona ragione: erano affidabili e robusti. 

Ai contadini e ai nobili veniva inculcata l’umiltà 

I contadini russi erano leali allo zar e umili davanti al loro padrone di casa. In caso contrario venivano duramente puniti. La Chiesa ortodossa è stata per secoli strumentale nel propagare questa obbedienza assoluta. 

Ivan Susanin è passato alla storia come uno dei contadini più eroici, dopo aver sacrificato la sua vita per fermare i polacchi che cercavano lo zar per farlo prigioniero. Il suo atto disinteressato simboleggiava la mentalità collettiva dei contadini russi: raramente si tiravano indietro quando il gioco si faceva duro. 

Per essere considerati dei nobili onorevoli, i proprietari terrieri russi e gli ufficiali (più le loro mogli e i loro familiari) dovevano rispettare alcune regole severe. Soprattutto, ci si aspettava che fossero buoni cristiani, che salvaguardassero l’onore dello zar e che non si abbassassero mai a implorare qualcuno o a chiedere soldi. Con questo in mente, ai bambini delle famiglie nobili russe veniva spesso insegnato un mestiere, in modo da poter provvedere economicamente alla loro famiglia, se le cose fossero andate male. Ciò aiutò i nobili sulla scia della Rivoluzione, quando furono quasi tutti privati della loro ricchezza da un giorno all’altro e costretti a intraprendere qualche lavoro manuale. L’essere a loro agio con questioni pratiche permise loro in molti casi di nascondere le loro nobili origini ai bolscevichi, che davano la caccia a chi aveva il sangue blu. 

Rivoluzione, epurazioni e gulag 

Le tensioni sociali durante e dopo la Rivoluzione portarono all’emigrazione, al mescolamento tra l’ex nobiltà e il proletariato e all’eliminazione della classe dominante. La nuova élite sovietica che prosperò sotto Lenin e i primi anni di Stalin fu a sua volta spazzata via durante le purghe. Quindi i russi contemporanei discendono principalmente dalla classe lavoratrice urbana, che a sua volta aveva sangue contadino nelle vene. 

Anche le repressioni di massa di Stalin e Khrushchev, che durarono dagli anni Venti agli anni Sessanta, hanno lasciato il segno: quasi tutti i russi di oggi hanno un parente che ha scontato qualche anno in prigione o nel gulag. Durante gli anni più duri del regime di Stalin, durante la collettivizzazione, persino per un nonnulla si poteva finire per decenni ai lavori forzati. 

La Seconda guerra mondiale, un fattore chiave 

La Russia ha perso più vite di qualsiasi altra nazione coinvolta nella Seconda guerra mondiale. La maggior parte di coloro che morirono erano uomini, e lasciarono vedove e innumerevoli orfani. Molti dei soldati che sopravvissero furono feriti o resi permanentemente invalidi e bisognosi di cure continue. 

Il bilancio della guerra sulla popolazione maschile della Russia pesa ancora oggi e ha costretto le donne a intraprendere molti di quei lavori che tradizionalmente erano considerati maschili. Spesso le donne dovevano mantenere le famiglie da sole, lavorando fuori, con i figli e le figlie lasciati a fare i lavori domestici. 

Migrazioni interne, Paese enorme, clima rigido 

I russi non hanno mai smesso di esplorare il proprio Paese. Per secoli le persone delle regioni centrali hanno attraversato gli Urali, la Siberia e l’Estremo Oriente, mentre la forza gravitazionale della Russia centrale è sempre rimasta forte. Ho un amico con una discendenza impressionante: sua madre proviene dalla città centrale russa di Penza, da una famiglia di meridionali, ed ha un carattere estremamente vivace e socievole, mentre suo padre è mezzo russo e mezzo mansi; un discendente dell’antico popolo siberiano. È molto riservato e incredibilmente laborioso. 

Il mix dei geni, tanto comune in Russia, porta spesso a un sistema immunitario più forte. Nel corso dei secoli, poi, le persone che vivono in un clima rigido si sono adattate e sono diventate più forti. 

Condizioni di vita non semplici e naja obbligatoria 

In Russia, il non mostrare le proprie emozioni è sempre stato visto come una virtù e incoraggiato. In epoca sovietica, le autorità hanno propagandato l’esercizio fisico per motivare le persone, aiutare a canalizzare l’energia superflua e promuovere uno stile di vita sano. 

Nei villaggi, le scazzottate di massa erano un modo tradizionale di sfogarsi per gli uomini esuberanti. Nelle città, c’era parecchia violenza nelle strade, mentre una nuova cultura caratterizzata da abilità fisiche e abilità di combattimento stava rapidamente prendendo forma. Fortunatamente, oggi ci sono meno galletti pronti a fare a botte per un nonnulla nelle strade della Russia, ma durante la mia infanzia a Mosca, sono diventato piuttosto bravo a difendere a suon di schiaffi i soldi per il pranzo dai ragazzi più grandi. Quasi ogni giorno, i bambini della mia classe venivano picchiati o derubati: questa era la realtà di chi è cresciuto negli anni Novanta.

I programmi di addestramento dell’esercito russo sono poi estenuanti e famigerati. Le reclute che sono un po’ delicatine devono indurirsi velocemente. Questa è una delle ragioni per cui l’esercito russo ha la reputazione che ha. 

L’atteggiamento nei confronti dell’esistenza 

Non stiamo qui a parlare dell’anima russa, anche se la durezza gioca un certo ruolo in essa. Riguarda la semplice sopravvivenza: quando devi lavorare duramente anche solo per nutrire la tua famiglia, proprio come facevano i tuoi antenati, la cosa diventa un fatto normale e ti ci abitui. 

Dall’esterno, i russi sono spesso percepiti come persone depresse e malinconiche. Ma questa cosiddetta “depressione” o “masochismo” non è quello che sembra, è solo uno stato mentale per aiutarci a far fronte a qualsiasi cosa la vita ci getti contro.

 

I sette pilastri culturali alla base della russità 

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