Tutto quello che c’è da sapere su “Le anime morte” di Nikolaj Gogol: Breve riassunto

Russia Beyond (Foto: Dominio pubblico)
Questa “Odissea russa” è un tentativo di comprendere fino in fondo la misteriosa anima dei russi, che sono il bersaglio di una satira a tratti feroce. Conoscere la trama e il significato di questo libro è fondamentale per fingere di essere una persona colta

Un brevissimo riassunto (ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER!)

Il funzionario di basso rango (è consigliere di collegio; nono grado su 14 della gerarchia civile) Pavel Chichikov fa il giro dei proprietari terrieri di una città di provincia per acquistare i loro servi della gleba… già morti. Tutti reagiscono in modo differente…

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L’ex funzionario statale Pavel Chichikov è un uomo del tutto ordinario. Arriva in una sconosciuta città di provincia e si finge un proprietario terriero. Fa visita ai proprietari terrieri locali e avanza una richiesta a prima vista bizzarra. Chichikov si offre di comprare i loro servi della gleba (o “anime”, come vengono chiamate nel libro) che sono già morti… Il fatto è che nel XIX secolo, prima dell’abolizione della servitù della gleba (avvenuta nel 1861), il registro dei servi della gleba veniva aggiornato di anno in anno. E se un servo della gleba moriva tra una revisione e l’altra, veniva ancora conteggiato come vivo fino alla successiva rettifica. Chichikov vuole possedere le “anime morte” perché non ha bisogno di loro come persone, ma ha solo bisogno di averne una certa quantità per essere considerato un grande proprietario, il che renderebbe il suo status sociale più elevato (il suo piano è di venderle a una banca come persone vive e ottenere più soldi per loro).

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La maggior parte della narrazione è costituita dalle peregrinazioni di Chichikov da un proprietario all’altro. Tutte sono persone molto diverse tra loro (ma tutti rispecchiano caratteri tipicamente russi), proprio come le loro proprietà, e tutti reagiscono in modo differente. Alcuni si spaventano, altri non si sorprendono, altri ancora cercano di contrattare e di chiedere un prezzo maggiore per le “anime morte”!

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Alla fine, Chichikov riesce a comprare alcune “anime” e i nobili della città di provincia iniziano a vociferare che è un milionario. E le signore cominciano a prestare attenzione a quello scapolo interessante. Ma il successo fantasma non dura a lungo… Alla fine tutti scoprono che Chichikov ha comprato anime morte, il che porta la gente delusa a inventare voci ancora peggiori sul suo conto. Nei guai, Chichikov deve lasciare la città.

Interpretazione

Il titolo completo del libro era “Le peregrinazioni di Chichikov o Le anime morte” e l’autore lo definì un poema epico, tanto che per questo viene spesso paragonato all’“Odissea”. Accanto alla linea narrativa principale, Nikoláj Gógol (1809-1852) fornisce note liriche piuttosto ampie in cui tratteggia il carattere dei russi e della Russia. Una delle citazioni più famose è la riflessione sulla gioia di cavalcare a tutta velocità su una troika. Inizia con una frase che è diventata quasi un proverbio: “E quale russo non ama la velocità?”. E prosegue: “Se è la sua stessa anima che adora infilarsi nel turbine, inebriarsi, e gridare di tanto in tanto: ’Ma andate tutti al diavolo!’. Come può a quest’anima non piacere quando attorno a lei rimbomba qualcosa di strano ed esaltante? Quando pare che una forza invisibile ti abbia sollevato con sé sulle ali. E tu voli, e tutto, attorno a te, vola…”.

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E poi si chiede: “Non è così che anche tu, Russia, come un’ardita insuperabile troika, voli via? Fuma sotto di te la strada, rimbombano i ponti, tutto si allontana e resta indietro. […] e divora lo spazio la troika, tutta infusa dell’afflato di Dio! Russia, dove voli mai tu? Dai risposta. Non dà risposta. Un tintinnio stupendo prorompe dalle sonagliere; rimbomba e si muta in vento l’aria squarciata; vola indietro tutto quanto sta sulla terra, e schivandola si fanno in disparte e le danno strada gli altri popoli e le altre nazioni.”

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Gogol intendeva scrivere un grande romanzo in tre volumi che assomigliasse per struttura della “Divina Commedia” di Dante, con “Inferno”, “Purgatorio” e “Paradiso”. In realtà, riuscì a completare solo la prima parte che, proprio come nell’Inferno dantesco, non presenta personaggi positivi né linee di trama ottimistiche. È tutto un parlare di peccati, di sporche e miserabili realtà russe e di persone ipocrite. Gogol iniziò il secondo volume (Purgatorio), ma gli sembrava di non riuscire a ritrarre un solo personaggio con tratti positivi. Arrabbiato per non essere riuscito nel suo intento, Gogol bruciò il secondo volume delle “Anime morte”, e morì nove giorni dopo.

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