Cinque libri di Gogol da leggere per capire la Russia

Yu. Levyant/Sputnik, KirstentB/Pixabay, Konstantin Yershov/Mosfilm 1967, Aleksandr Rou/Gorky Film Studio 1961
Lo stile visionario e satirico, a tratti grottesco, dei suoi racconti vi farà immergere nello spirito e nelle antiche atmosfere di questo paese dalle mille contraddizioni

Un giovane truffatore piomba nel piccolo villaggio di N. e si spaccia per un importante funzionario della capitale, mettendo a soqquadro la quieta e corrotta cittadina; l’assessore di collegio Kovalyov si sveglia un bel giorno e si ritrova senza naso; nel frattempo, il furbo Chichikov si lancia alla ricerca di “anime morte” da comprare per mettere a punto il suo diabolico piano...

Solo solamente alcuni degli esilaranti, grotteschi, comici e spettacolari racconti “partoriti” dalla penna di Nikolaj Gogol, scrittore e drammaturgo, considerato uno dei grandi della letteratura russa. Nato 210 anni fa in un piccolo villaggio dell’attuale Ucraina, è riuscito a ritrarre con maestria “situazioni satirico-grottesche sullo sfondo di una desolante mediocrità umana”. Gogol non solo ha tratteggiato i tratti salienti del carattere russo, ma ha affrontato in modo pungente e ironico i grandi problemi della società dell’epoca. 

Leggere i suoi libri vi farà ridere, indispettire, riflettere. Vi metterà di fronte alla nuda e cruda realtà dell’epoca. Per l’anniversario della sua nascita, abbiamo selezionato per voi cinque libri di Gogol che vale la pena leggere e conservare con cura tra gli scaffali della propria libreria. 

1 / Le anime morte

Buona parte di questo romanzo è stata scritta in Italia. E da allora si ritiene che gli scrittori russi debbano osservare il proprio paese da lontano, per produrre un buon libro.

La trama, così come accade in molte opere di Gogol, è piuttosto contorta. Un giorno, nella cittadina di N. arriva il Consigliere di Collegio Pavel Ivanovizch Chichikov. Il suo intento è quello di acquistare a buon prezzo ai possidenti locali le loro “anime morte”, ovvero i loro contadini deceduti ma ancora iscritti a censimento. Il furbo Chichikov spera in questo modo di crearsi un grosso capitale. I proprietari terrieri descritti nel romanzo sono caricature tragicomiche, personaggi pittoreschi e carichi di “un vuoto morale” che punta a far riflettere sul destino del paese. 

La prima versione dell’opera, pubblicata con il titolo “Le avventure di Chichikov”, riportava il sottotitolo “Poema”: Gogol era infatti intenzionato a scrivere un grande poema sulla Russia, prendendo spunto dal modello dantesco. “Le anime morte” avrebbero rappresentato la prima parte, allegoria della più bassa dimensione morale del paese (l’inferno, secondo lo schema dantesco). Il progetto però rimaste incompiuto. 

2 / L’ispettore generale

Opera teatrale satirica, considerata uno dei capolavori di Gogol, ha ispirato numerosi film, tra i quali “Chi si ferma è perduto” (1960) con Totò e Peppino De Filippo, e “Baci e abbracci” (1999) di Paolo Virzì.

Ambientata in una piccola cittadina di provincia, l’opera racconta il fermento che si crea alla notizia dell’arrivo, da San Pietroburgo, di un ispettore generale, un revisore, mandato per controllare l’efficienza delle istituzioni locali. Facile immaginare il caos e la corruzione che coinvolgevano in quel periodo le varie strutture e i funzionari pubblici! 

Una divertente commedia degli equivoci, che punta a mettere a nudo la corrotta burocrazia della Russia zarista, qui messa alla berlina dalla penna sapiente di Gogol. 

3 / Veglie alla fattoria presso Dikanka

Nato e cresciuto nel villaggio di Velyki Sorochynci (attuale Ucraina), Gogol ha assorbito i costumi, le tradizioni e le vecchie credenze locali, tipiche dell’allora definita “Piccola Russia”. 

“Veglie alla fattoria presso Dikanka” è una raccolta di racconti che comprende otto testi scritti tra il 1829 e il 1832, e suddivisi in due volumi. I racconti sono centrati su leggende, aneddoti, canti e storie, talvolta dai toni horror (“Una notte di maggio, o l’annegata”, “Una terribile vendetta”), talvolta dai toni più allegri (“La notte prima di Natale”).

Pushkin apprezzò la raccolta e ne lodò la poesia, la “vera allegria, sincera e disinvolta”, e la definì “così insolita nella nostra letteratura di oggi, che [dopo averla letta] ancora non sono tornato in senno!”.

4 / Taras Bulba e gli altri racconti di Mirgorod

Questa raccolta si propone come la naturale continuazione delle “Veglie”, ma con un tono ben più serio e profondo. Si tratta di quattro racconti indipendenti tra di loro, il più celebre dei quali è di sicuro “Taras Bulba”: in un tempo imprecisato a cavallo tra i secoli XV e XVII, in un’Ucraina devastata dai tartari e dai turchi e asservita ai polacchi, il bellicoso Taras Bulba combatte per la libertà della sua gente. Durante l’assedio di una città, uccide il figlio, accusato secondo lui di tradimento. Una frase, tratta da questo racconto, è diventata celebre ed è citata ancora oggi: "Я тебя породил, я тебя и убью” (ya tebya porodil, ya tebya i ubyu), “io ti ho messo al mondo, io ti uccido”.

5 / I racconti di Pietroburgo 

Dopo il folklore ucraino delle “Veglie" e di “Mirgorod”, dopo le avventure di Chichikov e delle sue anime morte, ora vi proponiamo un tuffo nello splendore della capitale dell’Impero russo. Come suggerisce il titolo stesso, i racconti sono ambientati a Pietroburgo e tratteggiano un accurato mosaico umano, sociale e antropologico della società dell’epoca. Ritratti grotteschi, satirici e divertenti, al limite del surreale! 

Tutti i racconti della raccolta meritano di essere letti, ma i più esilaranti sono forse “Il naso”, che narra le paradossali peripezie dell’assessore di collegio Kovalyov che una mattina si sveglia e si accorge di non avere più il naso, e “Il cappotto”, che racchiude una summa della comicità dell’autore.

Per molti anni Gogol è stato conteso tra Russia e Ucraina. Leggete qui la storia di una contesa letteraria che per decenni ha visto fronteggiarsi i due paesi sull’eredità morale dello scrittore

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