I cinque migliori libri russi sull’amore

Joe Wright/Universal Pictures, 2012
Spesso la passione amorosa finisce tragicamente (in un caso anche sotto un treno), ma non manca qualche happy end. Leggete, e innamoratevi!

1 / Aleksandr Pushkin – “I racconti di Belkin”

Pushkin (1799-1837) ha scritto più sull’amore felice di quanto abbiano probabilmente fatto la maggior parte degli altri scrittori russi. Il suo famoso romanzo in versi “Eugenio Onegin” descrive un dramma in cui un amore ricambiato arriva nel momento sbagliato. Ma i romanzi in prosa e i racconti di Pushkin conducono non di rado i personaggi attraverso le sfide della vita fino al lieto fine. “La figlia del capitano” è un buon esempio, ma anche “I racconti di Belkin” (in russo: “Повести покойного Ивана Петровича Белкина”; “Póvesti pokójnogo Ivàna Petróvicha Bélkina”). Due dei cinque racconti della raccolta, che è un puro piacere leggere, hanno trame particolarmente intriganti e piacevoli linee amorose.

In italiano sono disponibili in varie edizioni. Tra quelle attualmente presenti in libreria, due sono con traduzioni storiche: “I racconti di Belkin”, edito da Bur, nella traduzione di Alfredo Polledro (1885-1961) e “Le novelle del defunto Ivan Petrovič Belkin”, Kogoi Edizioni, nella traduzione di Leone Ginzburg (1909-1944). Feltrinelli li racchiude invece in “Umili prose”, nella più recente traduzione di Paolo Nori (1963-).

La trama di uno dei racconti della raccolta, “La tormenta” (in russo: “Метель”; “Metél”), è intricata; una giovane donna di nome Maria si innamora di un ufficiale che è di stanza con la sua unità militare nella sua città di provincia. I genitori di lei sono contrari alla loro relazione e lui le suggerisce di scappare e di sposarlo segretamente. Sulla strada per la chiesa, lui viene però sorpreso da una terribile tormenta di neve. Maria comunque si sposa. Con chi? Nessuno spoiler.

La protagonista femminile di “La signorina-contadina” (in russo: “Барышня-крестьянка”; “Bàryshnja-krestjànka”) è una ragazza coraggiosa e creativa. Finge di essere una normale contadina e incontra un nobile di una tenuta vicina. Il giovane gentiluomo si innamora di lei, e passeggiano insieme nella foresta e nessun altro sa della loro relazione. Ma una volta che scopre che suo padre gli ha combinato le nozze con una nobile pulzella, diventa pazzo, perché vuole l’impossibile: stare con la sua amata contadina. Ebbene, in seguito, la vita per lui si stravolge in modo imprevedibile…

2 / Lev Tolstoj – “Anna Karenina”

Questo romanzo di Lev Tolstoj (1828-1910) parla dell’amore nel suo più completo significato: non solo delle relazioni tra un uomo e una donna, ma anche dell’amore di una madre per i suoi figli, dell’amore di una sorella per suo fratello, e anche dell’amore per Dio. La trama principale è incentrata su Anna e il suo adulterio, e sui rapporti segreti e dolorosi con un bell’ufficiale di nome Aleksej Vronskij. Mostra perfettamente le abitudini morali e le tradizioni della nobiltà russa del XIX secolo e la posizione di debolezza di una donna che non può disporre della propria vita, che finisce tragicamente.

Tuttavia, ci sono altre sottotrame che mostrano il puro amore e il puro pentimento (cose che Tolstoj apprezzava molto). L’autore elogia i valori della famiglia: Stiva Oblonskij, che ha commesso adulterio, lo descrive incredibilmente affranto per questo, e la sua meravigliosa moglie e amorevole madre dei suoi figli, Dolly, lo perdona, perché un peccato del genere non significa nulla, mentre la famiglia è tutto. Ed è Anna Karenina che aiuta Dolly a prendere questa decisione.

Un altro personaggio con l’amore nel profondo del cuore è Konstantin Levin, una figura semi-autobiografica che trova la sua strada nella vita rifiutando la vita sociale e tornando alla terra, falciando l’erba assieme i contadini, indossando camicie strappate al posto dei frac eleganti, amando un’unica purissima ragazza e avendo figli con lei.

“Anna Karenina” (“Aнна Каренина”) uscì nel 1877 e arrivò in Italia dieci anni dopo, pubblicato da Treves nella traduzione di Domenico Ciampoli (1852-1926). In seguito si sono dedicati alla sua traduzione diversi grandi slavisti, e oggi troverete il volume in libreria in svariate edizioni e traduzioni.

3 / Aleksandr Grin – “Vele scarlatte”

In Unione Sovietica era impossibile scrivere di amore senza inserire elementi dell’ideologia ufficiale. Quindi, molti scrittori hanno dovuto inventare trucchi: disporre le loro trame amorose in un mondo immaginario (o in quello della fantascienza; si veda il punto 4). Aleksandr Grin (1880-1932)  ha creato un Paese chiamato Grinlandia, dove accadono gli eventi dei suoi romanzi. Dà anche ai suoi personaggi nomi non russi, per allontanarli dalla realtà.

“Vele scarlatte” (in russo: “Алые паруса”; Àlye parusà”) è la storia di una ragazza di nome Assol. Suo padre è un povero marinaio in pensione, che si guadagna da vivere costruendo modellini di navi e barche e vendendoli. Una volta, mentre trasportava una bella barca dalle vele scarlatte al mercato per venderla, Assol la mette in acqua e quella si allontana velocemente. Lei le corre dietro e incontra un vecchio indovino. Questi predice che un bellissimo principe arriverà su una vera nave dalle vele scarlatte e la porterà in una bellissima terra lontana. Assol crede alla storia e sogna ogni giorno il suo principe, mentre cresce e tutti intorno la prendono in giro e pensano che sia pazza. Nel frattempo, un giovane e coraggioso capitano sente la storia di una ragazza “pazza” che sogna un principe e…

È incredibile che un libro fiabesco dal contenuto così leggero sia stato scritto, tra il 1916 e il 1922, nella Pietrogrado epicentro del caos rivoluzionario e della Guerra civile. “Vele scarlatte” è molto popolare in Russia e, dal 2005, a San Pietroburgo si tiene un festival con lo stesso nome (si era già tenuto dal 1969 al 1979). È un evento spettacolare in cui una maestosa imbarcazione dalle vele scarlatte attraversa il fiume Neva con fuochi d’artificio che esplodono tutt’intorno, mentre i famosi ponti mobili della città vengono sollevati.

Uscito in Russia nel 1923, in Italia è stato pubblicato nel 1961 da Editori riuniti. Non è oggi in commercio, quindi va cercato in biblioteca o sul mercato dell’usato.

4 / Aleksandr Beljaev – “L’uomo anfibio”

Il romanzo a molti ricorderà il film vincitore dell’Oscar nel 2017, “La forma dell’acqua - The Shape of Water”, diretto da Guillermo del Toro, poiché la storia è simile. Ma “L’uomo anfibio” (in russo: “Человек-амфибия”; “Chelovék-amfibija”) fu ideato molto prima del film di Hollywood: nel 1927, dallo scrittore di fantascienza sovietico Aleksandr Beljaev (1884-1942). Secondo la sua trama, un chirurgo argentino, appassionato di esperimenti, salva un ragazzo con polmoni deboli trapiantandogli le branchie di uno squalo.

L’uomo “anfibio” si chiama Ikhtiandr e cresce. Può vivere sott’acqua e si diverte molto a nuotare nell’oceano, a cavalcare i delfini e a liberare i pesci dalle reti dei pescatori. La gente del mare lo individua di tanto in tanto, e cominciano a emergere voci su un mostro marino. Un giorno, Ikhtiandr salva una ragazza che sta annegando. Lei è incredibilmente bella e lui prova qualcosa di molto strano e sconosciuto. Vuole incontrarla di nuovo, ma non ha mai comunicato con nessuno, a parte il chirurgo, quindi non sa come comportarsi in modo appropriato. Sebbene Ikhtiandr abbia l’aspetto di un uomo, le persone del mondo reale lo odiano, poiché lo considerano un estraneo e un diverso. Vogliono ucciderlo… Ma nonostante questa minaccia, lui continua a uscire dal mare, perché vuole stare con quella ragazza…

Nel 1962, uscì l’adattamento cinematografico, e il film divenne un successo immediato con 65 milioni di spettatori. L’anfibio era interpretato dal bellissimo Vladimir Kórenev e la sua amata da Anastasija Vertinskaya (attrice che ha anche interpretato il ruolo principale in un adattamento cinematografico di “Vele scarlatte” del 1961, per la regia di Aleksandr Ptushko).

“L’uomo anfibio” è stato finalmente tradotto in italiano dal “Kollektiv Ulyanov” e pubblicato da Agenzia Alcatraz nel 2018.

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5 / Boris Pasternak – “Il Dottor Zhivago”

Molti in tutto il mondo conoscono questa storia grazie all’adattamento cinematografico vincitore dell’Oscar del 1965 del regista David Lean, con Omar Sharif e Julie Christie. “Il Dottor Zhivago” (in russo: “Доктор Живаго”; “Dóktor Zhivàgo”) è un grande romanzo di Borìs Pasternàk (1890-1960) sulla vita di un uomo durante il periodo più turbolento della storia della Russia: la Rivoluzione e la Guerra civile. Un medico di nome Jurij Zhivago sposa la sua amata e danno vita a una famiglia felice, ma l’idillio è fatalmente rovinato dal tragico corso della Storia.

Jurij viene incarcerato e lavora come medico in reclusione, ma riesce a fuggire e incontra una donna di nome Lara. Mentre infuria la Guerra civile, si nascondono in un villaggio remoto e trovano la felicità insieme lì. Il dottore è pieno di amore sia per la sua prima moglie che per Lara e, allo stesso tempo, soffre per il tradimento. Non è, prima di tutto, un rosso o un bianco, ma un cristiano e, come medico, è pieno di amore per l’umanità.

Uno dei migliori romanzi del XX secolo, “Il dottor Zhivago” è stato censurato per molto tempo, perché Pasternak non mostrava alcun atteggiamento positivo nei confronti dei bolscevichi e delle loro azioni durante la Rivoluzione e la Guerra civile. Il libro è stato pubblicato in Urss solo durante la Perestrojka, nel 1988. 

Tuttavia, era stato pubblicato per la prima volta in Italia, in anteprima mondiale, il 15 novembre 1957 dalla Feltrinelli. Non molto tempo fa, la Cia ha desecretato alcuni materiali d’archivio che dimostrano il suo coinvolgimento nella pubblicazione di questo libro “antisovietico” in Occidente, come strumento di propaganda.

La storica traduzione di Pietro Zveteremich (1922-1992), che fu anche materialmente la persona che consegnò alla casa editrice Feltrinelli il manoscritto inedito, è sostituita a partire dal 2018 dalla traduzione di Serena Prina (1956-).


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