Cinque grandi della storia e dell’arte russa che non sarebbero sopravvissuti al #MeToo

Global Look Press, Russia Beyond
In Occidente si prende in considerazione l’idea di vietare le opere del pittore Paul Gauguin, perché a Tahiti, da occidentale privilegiato, ebbe relazioni sessuali con molte ragazze, anche adolescenti. Se si dovesse applicare lo stesso metro morale in Russia, il Paese resterebbe privo di gran parte delle sue icone storiche

In che tempi viviamo! Il 28 novembre scorso, il “New York Times” ha pubblicato un articolo su Paul Gauguin (1848-1903; il più importante esponente del post-impressionismo), dedicato in particolare alla mostra delle sue opere alla National Gallery di Londra, che si chiude il 26 gennaio 2020. L’articolo era intitolato “Is It Time Gauguin Got Cancelled?” (“È tempo che Gauguin sia cancellato?”).

La domanda sorge dal fatto che il pittore ha trascorso diversi anni della sua vita a Tahiti, e “ha ripetutamente iniziato relazioni sessuali con ragazze molto giovani”, “sfruttando la sua posizione di occidentale privilegiato”. E inoltre ha dipinto i locali come “selvaggi”.

In questo contesto, abbiamo deciso di provare a usare lo stesso approccio nei confronti di alcune figure storiche e culturali russe, le cui vite private erano, per essere clementi, in una zona morale grigia. Che cosa succederebbe se noi russi, pieni di giusta rabbia, vietassimo del tutto l’eredità storica e artistica di questi molestatori e maltrattatori?

1 / Pietro I (Pietro il Grande) (1672-1725)

Pietro I ha forgiato la Russia facendola diventare un impero europeo e ha fondato una delle sue città più belle, San Pietroburgo, ma, come molti monarchi del suo tempo, si comportò in modo orribile con le donne. Per cominciare, quando si stancò della sua prima moglie, Evdokija Lopukhina, la rinchiuse in un monastero (lontano dagli occhi, lontano dal cuore!). In seguito ordinò anche di giustiziare il suo stesso figlio, lo zarevich Aleksej, e potrebbe aver addirittura partecipato direttamente alle torture a lui inflitte

Per quanto riguarda la sua seconda moglie ufficiale, l’imperatrice Caterina I, che regnò dopo la morte di Pietro, iniziò l’ascesa al trono come concubina di uno stretto collaboratore, Aleksandr Menshikov. Ma a Pietro piaceva, e la fece sua, senza troppi complimenti.

Punizione: Bruciare San Pietroburgo, poiché è stata fondata da un evidente molestatore, e quindi merita di essere cancellata dalla faccia del pianeta!

2 / Mikhail Kutuzov (1759-1813)

Uno dei più grandi comandanti militari della storia russa, Mikhaìl Kutùzov, guidò l’esercito russo nella Guerra patriottica del 1812, sconfiggendo Napoleone e ponendo fine al dominio della Francia sull’Europa. Prima di questi eventi gloriosi, Kutuzov aveva all’attivo decine di anni di servizio militare e di vittorie sui campi di battaglia. Ma certamente non costituisce un grande esempio morale per gli uomini nel XXI secolo.

Il fatto è che Kutuzov, come molti altri alti ufficiali del suo tempo, aveva molte amanti mentre era sul campo. “Durante la guerra con i turchi, una delle sue amanti aveva 14 anni, mentre lui ne aveva 60”, ha scritto lo storico Arsenij Zamostianov. Al suo tempo era considerato del tutto normale; oggi sarebbe assolutamente vergognoso.

Punizione: Lanciare una campagna su Twitter per mostrare che è una “persona molto diversa” rispetto a quella a cui il pubblico è stato indotto a credere nel tempo. Quindi rinunciare ai risultati della guerra del 1812 e consegnare Smolensk e diverse altre città russe alla Francia.

3 / Aleksandr Pushkin (1799-1837)

Il più grande poeta russo, soprannominato “il nostro tutto”, era un donnaiolo, e spesso si comportava piuttosto male. Ad esempio, dopo aver ottenuto ciò che voleva da Anna Kern, che aveva ispirato una delle sue poesie d’amore più famose e struggenti (“Ricordo il meraviglioso istante”), scrisse a un suo amico parole piuttosto terra terra: “Finalmente oggi mi sono scopato quell’orgogliosetta della Kern. Ha la fica più larga di quella di una madre”.

Inoltre, ebbe almeno una relazione documentata con una serva, e a quell’epoca i servi non avevano alcuna possibilità di dire “no” a un nobile. Dopo aver messo incinta Olga Kalashkikova, Pushkin la scacciò, chiedendo a uno dei suoi amici “di prendersi cura di un bambino… se fosse stato maschio”.

LEGGI ANCHE: Le donne di Pushkin: chi furono le muse del grande poeta? 

Punizione: Bruciare tutte le opere di Pushkin o quantomeno proibirle. Se ancora non è in cenere per le colpe di Pietro il Grande, bruciare San Pietroburgo, che adorava. Demolire tutti i suoi numerosissimi monumenti

4 / Lev Tolstoj (1828-1910)

Prima di tutto, anche l’autore di “Guerra e pace” e “Anna Karenina” ebbe una relazione con una serva (da cui ebbe un figlio, che non riconobbe mai come suo). In secondo luogo, sebbene piuttosto progressista nelle sue opinioni sulla società russa, Tolstoj era un vero conservatore quando si trattava di donne, e considerava l’emancipazione femminile una completa assurdità. “Si è sempre opposto alla libertà e alla parità di diritti per le donne”, scrisse sua moglie Sofia. “Diceva che qualunque occupazione abbia una donna, che si tratti di educazione, medicina o arte, ha un solo obiettivo: trovare l’amore sessuale. Quando lo ottiene, lascia perdere tutto il resto.” Che misogino!

La vita era dura per Sofia: sebbene Tolstoj l’amasse, era un marito terribile. Ecco il nostro articolo sull’argomento. 

Punizione: Vietare tutti i libri di Tolstoj. Sostituirli con i libri sull’emancipazione femminile, e fare in modo che le donne moderne che amano i suoi romanzi sappiano che persona orribile era da vivo

5 / Pjotr Chajkovskij (1840-1893)

Uno dei migliori compositori russi, Chajkovskij, era gay. Ma, proprio come Kevin Spacey, non si sarebbe salvato dalle accuse di molestie sessuali, se fosse vissuto nel XXI secolo. Secondo i diari e le lettere di Chajkovskij, il musicista ebbe diversi rapporti con ragazzi minorenni, compresi i suoi domestici.

Ciò non significa che il compositore fosse un “predatore sessuale”: trattava bene i suoi amanti. Ad esempio, il suo servitore, Aleksej Safronov, un ex servo, secondo il biografo di Chajkovskij Alekandr Poznanskij, “da compagno di letto divenne un amico stimato, che alla fine si sposò, con la benedizione di Chajkovskij, pur rimanendo in casa fino alla fine”. Oggi Chajkovskij potrebbe essere facilmente accusato di molestie ai minori e la sua intera eredità artistica potrebbe essere trascinata nel fango.

Punizione: Vietare la produzione musicale di Chajkovskij, poiché è ovviamente inficiata dal suo comportamento sessuale. Quando si parla dei peggiori mostri della storia, metterlo sempre in lista, vicino a Jimmy Savile. Se qualcuno, anche inconsapevolmente, mette la sua musica in un locale pubblico, creare una serie di hashtag su Twitter per lanciare il boicottaggio dell’esercizio commerciale, fino a mandarlo in rovina

Scherzi a parte, se si può trarre una conclusione, è che giudicare gli autori, gli artisti e i sovrani dei tempi passati con la morale di oggi e, sulla base di questa, chiederne addirittura la damnatio memoriae, è abbastanza assurdo. Come ha sottolineato il giornalista russo Jurij Saprykin, “Gauguin non può essere giudicato con le stesse leggi delle commedie romantiche che devono promuovere in tv relazioni sane”. E, come lui, nessun altro personaggio storico.


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