L’arte spaziale di Lucio Fontana esposta per la prima volta a Mosca

Concetto spaziale, Attese, 1964

Concetto spaziale, Attese, 1964

Fondazione Lucio Fontana, SIAE 2019
Dal 27 novembre 2019, il Multimedia Art Museum presenta la prima retrospettiva dedicata al padre del movimento spazialista a Mosca. In mostra, circa 60 opere che illustrano il percorso creativo del più importante artista italiano del Novecento

Sessanta opere per illustrare il percorso creativo del più importante artista italiano del Novecento: Lucio Fontana (1899–1968). Dal 27 novembre 2019 al 23 febbraio 2020, il Multimedia Art Museum (MAMM) presenta la prima retrospettiva a Mosca dedicata al padre del movimento spazialista. Dalle prime sculture sperimentali alle opere spazialiste della maturità, passando per le creazioni dei famosi cicli “Tagli” e “Fine di Dio”, la mostra racconterà al pubblico russo il metodo creativo di Fontana e la grande influenza che egli ebbe sulle generazioni successive di artisti. 

Concetto spaziale, 1949

L’artista 

Lucio Fontana è considerato il padre del Movimento Spazialista, che aspirava al superamento dell’accademismo e del legame con il passato, per arrivare a un’arte libera in cui si potessero fondere varie forme di attività creativa, utilizzando nuovi mezzi artistici.

Negli anni della formazione della nuova società e della rivoluzione tecnologica, Fontana ha sottoposto il linguaggio dell’arte a una trasformazione radicale. Tentando di uscire dai limiti imposti dall’arte del passato e fedele allo spirito della cultura del dopoguerra, Fontana considerava la pittura tradizionale come un punto di partenza per le sue sperimentazioni, e scopriva nuovi spazi oltre la superficie bidimensionale della tela. Queste sperimentazioni l’hanno portato a sviluppare un approccio assolutamente nuovo anche nella pittura, ovvero allo Spazialismo.

Ritratto di Teresita, 1940

La retrospettiva

Per illustrare i diversi linguaggi usati dal maestro, sono state scelte opere molto diverse che però fanno parte di un’unica narrazione, rivelando le idee di Fontana e le fonti della sua ispirazione.

Concetto spaziale, Il Paradiso, 1956
Concetto spaziale, L’Inferno, 1956

Le opere che fanno parte della serie “Buchi”, come il “Concetto spaziale” (1949, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma), dialogano con gli oggetti materiali della serie “Pietre” o con i “Barocchi”, dove sulla superficie del quadro vi sono frammenti di vetro o grossi strati di colore, come nei famosissimi “Inferno” e “Paradiso” (1956). 

Crocifissione
Crocifissione

La sobrietà della serie “Tagli” contrasta con la poetica della pennellata nella serie “Olii” (“Concetto spaziale”, 1962, Fondazione Lucio Fontana) per aprire la discussione sul superamento della materialità e sulla possibilità di proporre interpretazioni infinite di un’opera d’arte. Tra le opere della serie “Tagli” vi sono il monumentale “Concetto spaziale, Attese” (1964, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino) con dodici tagli della tela e il “Concetto spaziale, Attesa” (1965, Museo del Novecento, Firenze) – l’artista ha scritto sul rovescio “Allunaggio / morbido / dei Russi sulla Luna… / Era Spaziale” per ricordare gli eventi storici di quell’anno.

Concetto spaziale, Attesa, 1965
Concetto spaziale, Attese, 1961

Le ricerche spaziali hanno spinto Fontana a creare il ciclo scultoreo “Natura” (“Concetto spaziale, Natura”, 1959-60, Collezione Prada) – una serie di grosse sfere con squarci e buchi, - ma hanno anche fatto nascere il circo “Teatrini” dove i buchi sottolineano il gioco di colore e di prospettiva tra la superficie e le forme in legno verniciato che fungono da cornice (“Concetto spaziale, Teatrino”, 1965, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma).

Concetto spaziale, Teatrino, 1965

L’esposizione, curata da Elena Geuna e Olga Sviblova, è organizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana di Milano e l’Istituto italiano di Cultura di Mosca. 

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