Le quindici migliori commedie russe dal 1991 in poi

Zhora Kryzhovnikov/Lunapark, Bazelevs, 2014
Molti di voi probabilmente avranno visto qualche classico sovietico del genere. Ma anche dopo il crollo dell’Urss sono usciti bei film, dall’umorismo piacevole, che fanno allo stesso tempo riflettere e divertire. Ecco la nostra selezione

1 / “Osobennosti natsionalnoj okhoty” – 1995 

Il titolo inglese con cui questo film di Aleksandr Rogozhkin è conosciuto all’estero è “Peculiarities of the National Hunt”, fedele traduzione dell’originale russo (in italiano sarebbe “Le particolarità della caccia nazionale”).

Uno straniero, il finlandese Rajvo, arriva in Russia per studiare le tradizioni nazionali della caccia. Gli vengono mostrate tutte le sue sfaccettature, ma in particolare la caccia con grandi quantità di vodka in corpo. Questo bere non stop dà vita a una gran serie di situazioni comiche, tanto che della caccia si dimenticano in fretta tutti, a parte lui, che, in sogno, la immagina come un’occupazione nobile ed elevata, un po’ come nel XIX secolo, nel romanzo “Guerra e pace” di Lev Tolstoj. 

I russi ridono a crepapelle guardando questo film, perché si riconoscono fin troppo bene nei suoi personaggi portati all’assurdo. E, ovviamente, si contrappongono allo straniero “deboluccio” e ingenuo. 

2 / “Shirli-Myrli” – 1995 

In questo film di Vladimir Menshov (regista Premio Oscar nel 1981 per “Mosca non crede alle lacrime”), l’attore Valerij Garkalin interpreta due ruoli: quelli di due gemelli separati durante l’infanzia. Uno è diventato un musicista di successo, il secondo un criminale. È una commedia degli equivoci e ovviamente i due vengono spesso scambiati: il poco di buono deve dirigere l’orchestra e il musicista deve convincere la polizia che c’è stato uno scambio di persona. 

C’è chi considera questo film stupido e chi lo adora. È una farsa zeppa di frasi divertenti, molte delle quali sono diventate citazioni usate nel linguaggio comune, e gli attori recitano al massimo livello. Bisogna solo chiudere un occhio sullo humour non sempre politicamente corretto degli anni Novanta. Ah, e può essere che dopo questo film capiate perché i russi amano così tanto la vodka e il cavolo. All’estero è conosciuto anche con il titolo inglese di “What a Mess!”. L’originale russo riprende delle parole prive di senso che canta uno dei protagonisti, come ritornello. 

3 / “Zhmurki” – 2005

Questo film del regista cult Aleksej Balabanov è stato distribuito in Italia anche sotto i titoli “Mosca cieca” e “Roulette russa”. Sono i difficili anni Novanta in una città di provincia russa. Un boss criminale gestisce il traffico di droga e tiene nel terrore tutta la città, imponendo il pizzo. Il lavoro sporco lo fanno due scagnozzi davvero stupidi. Per loro regolamenti di conti, sangue e sparatorie sono la quotidianità. 

In questa commedia sono presi in giro tutti gli stereotipi su quei tempi: le giacche color lampone (adorate dai banditi, che le ritenevano estremamente chic), i primi cellulari, i soldi facili… 

4 / “Den vyborov” – 2007 

Questo film di Oleg Fomin è conosciuto all’estero anche con il titolo inglese “Election Day” traduzione fedele di quello originale russo. Un certo oligarca vuole che le elezioni locali in una delle regioni della Russia siano vinte da un suo candidato marionetta, un assoluto signor nessuno. Per raggiungere questo obiettivo, arruola una delle migliori agenzie di immagine della capitale a gestire la campagna elettorale. Gli esperti arrivano in motonave, fermandosi in varie località della regione e riescono a superare molte avversità, facendo miracoli grazie alla loro prontezza d’ingegno.

Sul più popolare portale russo di cinematografia, kinopoisk.ru, questa pellicola è in testa alla classifica delle commedie russe. 

5 / “Russkaja igrà” – 2007 

Questo film di Oleg Pavel Chukhraj è conosciuto all’estero anche con il titolo inglese “The Russian Game”, traduzione fedele di quello originale russo (in italiano sarebbe “Il gioco russo”). Siamo nella Russia del XIX secolo. Il baro italiano Luchino Forza, si dirige nella profonda provincia russa, convinto di potersi arricchire imbrogliando al gioco delle carte i sempliciotti locali. Il suo piano sembra non fare una piega, e tutto va a gonfie vele. Ma poi i russi di rivelano non così fessi…

Si tratta di una trasposizione sul grande schermo di una pièce non molto nota di Nikolaj Gogol “I giocatori” (1842), con un cast eccezionale, pieno di attori russi di primissimo piano come Sergej Garmash, Sergej Makovetskij e Andrej Merzlikin. Il ruolo del baro Luchino Forza è interpretato da Giuliano Di Capua, un attore russo di origini italiane, nato a Zurigo ma da tanti anni in Russia. 

6 / “Samyj luchshij film” – 2008

Il titolo inglese con cui questo film, diretto da Kirill Kuzin, è conosciuto all’estero è “The Best Movie”, fedele traduzione dell’originale russo (in italiano sarebbe “Il miglior film”).

Vadik si fa una canna durante le nozze e, per overdose, cade in uno stato di morte clinica. Si trova quindi alle Porte del Paradiso, dove deve convincere il segretario di Dio (che lui scambia per Dio stesso) a farlo entrare, per non finire all’Inferno. Iniziano a rievocare tutto quello che ha combinato nella sua inutile vita: le droghe, i piccoli vandalismi e come per caso fosse riuscito a iniziare una relazione con una ragazza di buona famiglia. 

Spesso la pellicola viene definita, storpiando il titolo, “Il peggior film”, ma agli amanti dell’umorismo stupido e grottesco del tipo “Scary Movie” sicuramente piacerà. 

7 / “Kanikuly strogogo rezhima” – 2009 

Il titolo inglese con cui questo film, diretto da Igor Zajtsev, è conosciuto all’estero è “High Security Vacation”, fedele traduzione dell’originale russo (in italiano può essere tradotto come “Vacanze di massima sicurezza”).

È la storia di due reclusi. Uno è un ex poliziotto, eroe della guerra di Cecenia, finito dentro per aver ucciso un collega corrotto, l’altro un ladro recidivo. Loro malgrado sono costretti a evadere dal carcere, e visto che nella piccola città dove si trova il penitenziario è difficile nascondersi, vengono messi a lavorare come istruttori nel locale campo estivo per bambini. Ma la direttrice della colonia infantile, una severissima matrona, impone regole ferree, rendendo loro la vita quasi più dura che in galera. 

È un film buono e privo di battute scurrili, su come ogni uomo resti, in fin dei conti, in cuor suo, un po’ bambino. 

8 / “O chjom govorjat muzhchiny” – 2010 

Il titolo inglese con cui questo film diretto da Dmitrij Djachenko è conosciuto all’estero è “What Men Talk About”, fedele traduzione dell’originale russo (in italiano può essere tradotto come “Di cosa parlano gli uomini”).

Quattro amici, allontanandosi dalle rispettive mogli e amanti, viaggiano in macchina da Mosca a Odessa. Lungo la strada, chiacchierano delle relazioni sentimentali, delle donne, delle paure infantili e di vari temi “maschili”.

Di fatto privo di una trama, questo film è pieno di osservazioni molto profonde sulla vita, nelle quali ognuno può riconoscere se stesso e la propria situazione esistenziale, e per questo ridere di gusto. Il film è stato realizzato dalla stessa squadra del già citato “Den vyborov”.

9 / “Yolki”– 2010

È un film di Timur Bekmambetov, regista famoso per le varie pellicole realizzate ad Hollywood. “Yolki” (che potrebbe essere tradotto in italiano come “Alberi di natale”) racchiude vari episodi su come, alla vigilia di Capodanno, grazie alla teoria dei Sei gradi di separazione, si possano realizzare i sogni più incredibili. 

È il film delle Festività più riuscito dopo il grande classico “Ironija sudby, ili S ljogkim parom!” (“L’ironia del destino, oppure Buona sauna!”) di Eldar Rjazanov del 1975 e una sorta di “Love Actually - L’amore davvero” in salsa russa. Un sequel di “Yolki” esce ogni anno dal 2010, puntuale come ogni cinepanettone che si rispetti. Quindi ormai potete mettere in piedi un intero weekend di proiezione con gli amici, pieno di spirito natalizio, e guardarvi in success

ione: “Yolki”, “Yolki 2”, “Yolki 3”, “Yolki 2014”, “Yolki lokhmatye”, “Yolki 5”, “Yolki Novye”, “Yolki poslednye”. 

10 / “Sluzhebnyj roman. Nashe vremja” – 2011 

Questa coproduzione russo-ucraina è nota all’estero con il titolo inglese “Office Romance. Our Time”, fedele all’originale russo (e traducibile in italiano come “Un’avventura da ufficio. Nostri tempi”). È il remake realizzato da Sarik Andreasjan della commedia cult sovietica del 1977 “Sluzhebnyj roman” di Eldar Rjazanov.

Gli amici propongono al timido analista finanziario Anatolij di provarci con il suo boss, Ljudmila Kalugina, un vero squalo del business, una freddissima donna di potere e di affari. Tutti i tentativi di Anatolij appaiono miseri e comici, ma la personalità della superba dama mostra nuovi lati sconosciuti. 

Chi ama l’originale, spesso detesta questo remake. E sì, se non avete visto il film del 1977, iniziate da quello, per favore. 

11 / “Ljubov s aktsentom” – 2012 

Il titolo inglese con cui questo film, diretto dal regista di origini georgiane Rezo Gigineishvili, è conosciuto all’estero è “Love with an Accent”, fedele traduzione dell’originale russo (in italiano sarebbe “Un amore con l’accento”).

L’accento in questione è quello georgiano, e l’azione si svolge sullo sfondo delle straordinarie montagne della Georgia, del suo mare, delle sue tavole imbandite, delle bellezze della capitale Tbilisi e con un sacco di colore locale. L’amore qui (il film è diviso in cinque episodi) trionfa sempre. 

12 / “Gorko!” – 2013

Il titolo inglese con cui questo film, diretto da Zhora Kryzhovnikov, è conosciuto all’estero è “Kiss Them All!”. “Gorko!” (alla lettera “è amaro!”) è la frase gridata ripetutamente durante le nozze russe e corrispondente all’invocazione italiana “Bacio! Bacio! Bacio!”. La tradizione è antica e si riferisce alla credenza che il vino amaro possa essere reso dolce dai baci dei neo sposi. 

Una coppia di giovani sposi vorrebbe un matrimonio “moderno”, occidentale, senza tutti i rituali sovietici e russi, ma i loro genitori sono di tutt’altra opinione su come debba essere la cerimonia. I due decidono così di accontentare i genitori, ma poi, approfittando dell’alto tasso alcolico degli invitati, di allontanarsi alla chetichella per una celebrazione alternativa. Non tutto però va secondo i piani, e le seconde nozze in riva al mare al tramonto si trasformano in una rissa fantasmagorica.

Il film è una grande collezione di stereotipi e aneddoti sulle nozze nella profonda provincia russa, portati all’assurdo. Un mix di scazzottate, scandali e accessi alcolici estremi, nel corso dei quali finisce per ubriacarsi terribilmente anche il famoso attore (Sergej Svetlakov, che interpreta se stesso) fatto arrivare come animatore dalla capitale. 

13 / “Kukhnja v Parizhe” – 2014 

Il titolo inglese con cui questo film, diretto da Dmitrij Djachenko, è conosciuto all’estero è “Kitchen in Paris”, fedele traduzione dell’originale russo (in italiano sarebbe “Una cucina a Parigi”). 

Il pieno di talento ma troppo impulsivo chef Viktor Barinov gestisce la sua squadra in cucina con il pugno di ferro e ama alzare il gomito. I cuochi sbagliano continuamente qualcosa, si ritrovano in situazioni assurde e fanno innervosire lo chef. Ma tutti sono uniti dal desiderio di dare il meglio, soprattutto ora che al ristorante “Claude Monet” di Mosca si terrà una cena di primissima importanza: tra il presidente russo e quello francese… Ma tutto va storto, tanto che chef e sottoposti dovranno trasferirsi a Parigi, dove inizia un’altra serie di rocambolesche avventure… 

È la versione cinematografica tratta da una serie tv di grande successo in Russia: “Kukhnja” (“Cucina”). 

14 / “Zhili-byli” – 2018 

“Zhili-byli” è la formula con cui iniziano le favole russe, equivalente all’italiano “C’era una volta…”, e anche il titolo inglese con cui questo film di Eduard Parri è conosciuto all’estero, si è mantenuto fedele all’originale: “Once upon a time”. 

È un film su un piccolo villaggio, dove vivono persone semplici e simpatiche. Due migliori amici, ormai non più troppo giovani, si mettono in competizione per conquistare una donna, e ovviamente si cacciano in vari guai. A proposito, se volete vedere un classico del cinema sovietico con una simile atmosfera campagnola vi raccomandiamo “Ljubov i golubi” (“Amore e piccioni”), pellicola del 1984 di Vladimir Menshov.

15 / “Ja khudeju” – 2018 

Il titolo inglese con cui questo film, diretto da Aleksej Nuzhnyj, è conosciuto all’estero è “I Am Losing Weight”, fedele traduzione dell’originale russo (in italiano sarebbe “Dimagrisco”). 

La pasticciera Anja non riesce a trattenersi dai troppi assaggi delle splendide torte che prepara. Ne soffrono in due: la sua figura (ingrassa sempre più) e il suo fidanzato, lo sportivo Zhenja, per il quale è importante avere una ragazza dal fisico scolpito. Lui comincia addirittura a vergognarsi di lei e la molla. Ma Anja, anche grazie all’aiuto di un nuovo amico, pure lui sovrappeso, decide di cambiare vita e inizia a fare sport, diventando un figurino. Nel frattempo però la voglia di tornare con l’ex sembra passata… 

È una commedia buona e motivante, politicamente corretta, che non offenderà i sentimenti dei sostenitori del body positive. L’attrice Sasha Bortich è davvero dovuta ingrassare di venti chili prima dell’inizio delle riprese, e li ha poi persi nel corso della realizzazione del film!

 

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