Cinque film russi da vedere durante le Feste

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Considerati capolavori mondiali, vincitori di premi internazionali, hanno segnato la storia del cinema. Da “Il riccio nella nebbia” a “Quando volano le cicogne”, ecco qualche suggerimento per una serata di divano e relax

“La corazzata Potemkin”, Sergej Ejzenshtejn, 1925

Fonte: youtube.com

È difficile rendersi conto che questo film, considerato tra i capolavori del cinema mondiale, è stato proibito in Inghilterra fino agli anni Cinquanta, e che fino al 1978 veniva segnato con la X del cinema porno. Il gerarca nazista Joseph Goebbels sosteneva che “La corazzata Potemkin” era l’opera con la maggior forza propagandistica che mai aveva visto, e ironizzava che, dopo averla vista, si era quasi convertito al comunismo. Quando il film tornò sugli schermi inglesi nel 2005, il quotidiano londinese London Evening Standard scrisse: “Perché andare a vedere Avatar in 3D quando abbiamo film come questo?”.

Oltre a mostrare una forza e un coraggio che all’epoca lasciarono gli spettatori senza fiato, Ejzenshtejn lasciò in eredità eccezionali e innovative tecniche di montaggio. Tecniche che vennero utilizzate anche nei film “Il padrino” di Coppola e “Gli intoccabili” di Brian De Palma.

Molti sostengono che si tratti del miglior film della storia del cinema.

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“Quando volano le cicogne”, Mikhail Kalatozov, 1957

Fonte: youtube.com

Girato quattro anni dopo la morte di Stalin, questo film venne distribuito negli Stati Uniti dalla Warner Brothers nel 1960, dopo essere entrato nella storia per essere stata la seconda pellicola sovietica ad aver vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes. I critici rimasero stupiti per la sua “avversione totale alla guerra, che non ha frontiere geografiche e politiche, così come per l’assenza della propaganda stalinista”.

La storia di Veronika, una giovane che decide di abbandonare il marito che non ama e conservare la memoria di un vecchio amante morto in guerra, risultò una storia internazionale di grande successo. Il film continua a essere considerato ancora oggi tra i migliori film di guerra.

“Andrej Rubliov”, Andrej Tarkovskij, 1966

Fonte: youtube.com

Questo film che narra la vita del pittore di icone del XV secolo ebbe un destino alquanto complicato. Nonostante gli inviti del Festival di Cannes, i politici sovietici si rifiutarono di inviare il film, che venne sostituito con “Guerra e pace”.

“Andrej Rubliov” venne mostrato a Cannes solo tre anni più tardi, tra l’altro fuori dal programma del festival, e riuscì ugualmente a vincere il premio della Federazione internazionale della stampa cinematografica. Nel 1971 venne proposta una versione censurata in Urss che collezionò quasi tre milioni di biglietti staccati nei cinema. Un’altra versione, accorciata di 20 minuti per motivi commerciali, venne proposta negli Usa nel 1973: tagli che però rovinarono decisamente il film. E fu così che la stampa pubblicò critiche alquanto negative. A metà degli anni Novanta venne pubblicata in DVD la versione iniziale di Tarkovskij, della durata di 205 minuti, che Martin Scorsese aveva acquistato in Urss. E fu così che per il film iniziò una nuova vita.

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“Guerra e pace”, Sergej Bondarchuk, 1966

Fonte: youtube.com

Questo adattamento del capolavoro di Tolstoj non si sarebbe mai realizzato se nel 1959 in Urss non fosse stata presentata la versione americana di “Guerra e pace” firmata da King Vidor. Solamente dopo vennero approvate le riprese di un film considerato tra i più cari della storia del cinema: nessuno studio di Hollywood avrebbe permesso che le riprese durassero cinque anni e che il cast prevedesse la partecipazione di 120.000 persone, tra cui l’intero esercito.

Divisa in due parti per una durata totale di sei ore, “Guerra e pace” è entrata nella storia del cinema non solo per essere stata la prima pellicola sovietica ad aver vinto un Oscar come miglior film straniero, ma anche per essere la più lunga.

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“Il riccio nella nebbia”, Yurij Norshtejn, 1975

Fonte: youtube.com

Il corto di dieci minuti di Yurij Norshtejn che racconta la storia di un riccio che si perde nella nebbia è diventato così popolare negli Usa che la serie tv “I Griffin” nell’ottava stagione gli dedica una citazione.

Sono stati scritti numerosi articoli in diverse lingue sul senso filosofico celato dietro a questo corto, così come alla solitudine e all’orrore delle cose quotidiane che acquisiscono tratti sinistri se osservate da un altro punto di vista. Quest’anno il corto è stato inserito da The Telegraph nella lista dei “Migliori film per bambini”, al 19esimo posto.

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