Se il Volga passa per il Nord Italia

Uno dei quadri in mostra (Foto: archivio personale)

Uno dei quadri in mostra (Foto: archivio personale)

Dalle Langhe ai territori della Russia settentrionale. Viaggio tra i lavori a pastello di Pierre Tchakhotine, in mostra a Mosca fino al 13 febbraio, in un percorso dove territori lontani si incontrano. Uniti dal peso sacro delle icone

Iniziò tutto con un furto. Se non fosse stato per quel ladro che, un giorno di 28 anni fa, appena lui arrivò in Italia, gli scassinò l’auto portandogli via ventidue dipinti, forse la sua carriera artistica avrebbe preso un’altra strada. “Fu in quel momento che capii che i miei quadri potevano piacere”. Oggi, a distanza di diversi anni, Pierre Tchakhotine, nato a Parigi da russi emigrati all’estero, italiano di adozione, continua a dipingere. E a fermare sulla tela le colline delle Langhe, le valli fiorite e le distese di vigneti che corrono tra Asti e Cuneo. “Da quando sono arrivato in Italia, negli anni Ottanta, ho sempre dipinto. E proprio nelle Langhe ho trovato quell’atmosfera che mi ha permesso di diventare artista a tempo pieno. Paesaggi bellissimi. Spazi sconfinati. Luoghi di grande ispirazione”. 

I lavori di Tchakhotine oggi hanno dato vita a una mostra, intitolata “L’Italia del Nord e il Nord russo” (Severnaya Italiya i russkij sever), allestita fino al 13 febbraio 2014 nella sala al piano terra del centro Dom Russkogo Zarubezhya “Solzheitsyn” di Mosca.

Una delle opere in mostra
(Foto: archivio personale)

“L’esposizione è solo l’apice di un percorso artistico ben più lungo, iniziato molto tempo fa”, racconta. In mezzo, ci sono stati l’Europastello (una grande mostra del pastello europeo, alla quale hanno partecipato 300 artisti contemporanei), e un plein air del pastello, organizzato a Cuneo nel 2011, in occasione dell’Anno di interscambio culturale tra Russia e Italia, al quale presero parte diversi artisti russi e italiani, insieme per ritrarre le Langhe.

“In seguito a questi eventi, ricevetti la proposta di allestire una mostra personale insieme a mia moglie, anche lei artista”. 

Il risultato è un viaggio attraverso specifici territori del Nord della Russia e del Belpaese, lontani chilometri, diversi per storia e origini, accomunati da spazi, colori e paesaggi. Fra le 40 tele esposte, si alternano ritratti delle Langhe, della Carelia e del Mar Bianco; distese di vigneti e prati verdi. “I quadri ritraggono le Langhe e l’alto Volga: c’è una certa sintonia nella loro diversità. Le dimensioni dei territori, gli spazi, ma anche l’approccio culturale degli abitanti suggeriscono svariate similitudini tra questi luoghi. Le Langhe italiane sono la mia piccola Russia”.

La mostra è quindi completata da un’esposizione di icone, dipinte dalla moglie, Nadezhda Lavrova, che le realizza sulla base della tradizione iconografica russa del Quattrocento e Cinquecento. Da 25 anni, poi, insieme al marito lavora con pazienza a un progetto dedicato a Santa Anastasia. E proprio un’icona della Santa, realizzata da Nadezhda Lavrova, nel 1995 è stata spedita nello spazio, rimanendo all’interno della stazione spaziale “Mir” per sette mesi.

“Le icone esposte alla mostra sono le stesse che si possono ammirare all’interno di quelle chiese russe che appaiono sullo sfondo nei miei pastelli”, spiega Tchakhotine. Che conclude: “Per un russo non esiste un luogo migliore dell’Italia per vivere all’estero. Siamo molto simili per temperamento e sentimenti. Siamo gente di cuore. E in un certo senso, l’Italia del Nord mi ha liberato, facendomi riscoprire artista”.

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