La riforma scolastica secondo Tolstoj

Il credo educativo di Lev Tolstoj era basato su ricerca ed esperienza ed era completamente moderno (Foto: RIA Novosti / Boris Prikhodko)

Il credo educativo di Lev Tolstoj era basato su ricerca ed esperienza ed era completamente moderno (Foto: RIA Novosti / Boris Prikhodko)

Come il grande scrittore russo si dedicò all'istruzione popolare, riponendo le sue speranze sul futuro dei bambini e sulla loro educazione

"Nei primi giorni dopo le nozze - ricordava Sofja Andreevna Tolstaja, moglie di Lev Tolstoj, - la servitù, i contadini e gli scolari venivano a farci gli auguri...".

Per quanto riguarda la servitù e i contadini, è tutto chiaro. I contadini coltivavano i campi dei Tolstoj, proprietari terrieri, e le persone di servizio si occupavano della casa dei signori. Che cos'era invece questa "casta" tutta particolare degli scolari di Jasnaja Poljana? E perché si recavano a rendere omaggio alla giovane coppia insieme ai contadini e ai servitori?

Tolstoj come scrittore è universalmente noto. Non è altrettanto conosciuto come pensatore e predicatore religioso. Ma meno di tutti è noto il Tolstoj pedagogo, autore di un metodo radicalmente innovativo per insegnare ai bambini a leggere e scrivere e per fornire loro le prime nozioni sul mondo, sulla realtà circostante; Tolstoj fu anche autore di un fondamentale Abbecedario, una crestomazia in cui raccolse le opere che secondo lui dovevano essere lette da ogni bambino nella Russia del XIX secolo, dal figlio di un semplice calzolaio ai bambini della casa imperiale. In questo era racchiuso il sogno di Tolstoj: unificare la Russia per mezzo di coloro che ne avrebbero costruito il futuro.        

La visione pedagogica di Tolstoj consisteva nel non fare violenza all'intelletto e al carattere del bambino, affinché egli studiasse solo ciò che lo interessava e che riteneva utile per sé. Queste idee erano in netto contrasto con i principi su cui si basava l'insegnamento nelle scuole parrocchiali, assai diffuse in Russia nella seconda metà del XIX secolo.

Tolstoj cercò di mettere in pratica il suo sistema pedagogico con i figli dei contadini di Jasnaja Poljana e di altri possedimenti delle vicinanze, là dove i proprietari terrieri non si opponevano alla sua iniziativa. 

La scuola di Jasnaja Poljana fu aperta nel 1859. Non aveva una sede vera e propria: i bambini seguivano le lezioni nella baracca del guardiano, situata all'ingresso della tenuta, nella casa in cui vivevano i Tolstoj e nella dependance costruita per la servitù. Gli insegnanti erano studenti scelti da Tolstoj a Mosca; poi c'era lo stesso Lev Nikolaevich, e in seguito si unì a loro anche Sofia Andreevna. Quando si appassionò alla pedagogia, all'inizio degli anni '60 Tolstoj compì un lungo viaggio in Europa in cui ebbe modo di studiare vari metodi di insegnamento. 

Ancora oggi nella casa di Jasnaja Poljana si possono ammirare degli strumenti assai complessi per l'epoca, come i microscopi, che venivano fatti arrivare dall'estero. I bambini studiavano il moto dei corpi celesti, ma anche fondamenti di fisica, chimica, matematica e geografia. E, naturalmente, un ruolo importante era riservato alla letteratura.

Tolstoj compose tre Abbecedari, dedicando vari anni della sua vita alla loro stesura. Alcuni dei racconti per la raccolta li scrisse lui stesso, come ad esempio Il prigioniero del Caucaso, oggi riconosciuto come un capolavoro, di cui sono state realizzate diverse versioni cinematografiche. Alla base dell'Abbecedario vi sono racconti popolari, parabole, e racconti delle vite dei santi. Si trattava però di versioni particolari, che non corrispondevano alla concezione che la Chiesa aveva dei rispettivi generi.

Prendiamo, per esempio, la parabola dei Tre eremiti. Un autorevole metropolita passa navigando nei pressi di un'isola dove si dice che vivano tre santi eremiti. Egli ordina di attraccare. "In che modo pregate?" domanda il metropolita ai tre vecchi. "Molto semplicemente: voi siete Tre, noi siamo tre, abbi pietà di noi!" ("Tre" sta per la Trinità: Dio padre, suo Figlio e lo Spirito Santo).  "È un modo sbagliato", risponde il metropolita, e spiega loro come pregare secondo la Chiesa. Egli riprende il suo viaggio per nave, ed ecco che vede i tre eremiti correre verso di lui sull'acqua come se corressero sulla terraferma.  "Padre, - gridano i tre - ripetici ancora come dobbiamo pregare, ce lo siamo scordato!" Il metropolita rimane turbato. "Pregate come avete sempre pregato! Non spetta a me, che sono un peccatore, insegnarvelo!".

In questo è racchiusa l'essenza del metodo di Tolstoj: la pratica, la "vita vissuta", e non la "lettera morta".

In generale, leggendo le memorie dei figli di Tolstoj sulla loro infanzia a Jasnaja Poljana, se ne trae l'impressione che se lo scrittore sognava di ricreare nella sua tenuta un vero e proprio paradiso, senza dubbio egli riuscì nel suo intento. Ma il sistema e la pratica della pedagogia risultarono incompatibili con la vita familiare della giovane coppia.   

Nel 1862 Lev Tolstoj scriveva all'amico Ivan Petrovich Borisov: "A casa nostra le cose vanno, ringraziando Iddio; stiamo così bene che non avremo mai bisogno di morire". Eppure, lo scrittore si congedò dalla sua "ultima amante", come egli definiva la pedagogia. Non fu solo perché la rivista di pedagogia Jasnaja Poljana, che egli pubblicò nel corso del 1862 e che ospitò i suoi progetti pedagogici, non suscitò l'interesse dell'opinione pubblica. E non fu solo perché i figli dei contadini non avevano tempo per dedicarsi agli studi durante la stagione del lavoro nei campi. Il motivo principale fu probabilmente il fatto che la pedagogia mal si conciliava con gli interessi della giovane moglie. Per esempio, gli insegnanti di campagna che si erano raccolti a Jasnaja Poljana per seguire una sorta di tirocinio e per scambiarsi le esperienze fumavano nel salotto di casa, e Sofja, che ben presto rimase incinta, non sopportava assolutamente l'odore del fumo.     

"Tutti quei giovani - ricordava Sofja Andreevna - si sentivano molto in imbarazzo in mia presenza, e alcuni di loro mi guardavano con ostilità, presentendo che presto avrebbe avuto fine la loro stretta frequentazione con Lev Nikolaevich, che avrebbe spostato il centro dei suoi interessi verso la vita familiare".

Le cosiddette "scuole tolstoiane" non presero piede in Russia né nel XIX né nel XX secolo, e oggi nel Paese si contano solo una manciata di istituti scolastici in cui non tanto l'insegnamento, quanto piuttosto l'educazione degli allievi è condotta secondo l'impostazione tolstoiana. Curiosamente, però, in Giappone esistono delle scuole dove i bambini vengono formati seguendo scrupolosamente il metodo tolstoiano.

Pavel Basinskij è scrittore, critico letterario e studioso di letteratura. È autore delle monografie "Lev Tolstoj: Begstvo iz raja" ("Lev Tolstoj: fuga dal paradiso", 2010) e "Svjatoj protiv Lva" ("Il santo contro il Leone", 2013)

 

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta