Un Cremlino? Tanti cremlini

Il simbolo di Mosca, la fortezza per antonomasia, ha 12 sorelle sparse per la Russia. Da difese militari a musei da visitare, per ognuna una leggenda.

In molti conoscono il Cremlino di Mosca, simbolo dello stato e del presidente russo, ma pochi hanno sentito parlare delle altre fortezze della Russia. La parola “cremlino” non è altro che un termine per descrivere le fortificazioni cittadine dell’antica Russia, a difesa dei centri abitati. Tra XVIII e XIX secolo, le fortezze persero la loro funzione militare e cominciarono a essere smantellate. Oggi, la maggioranza di queste costruzioni è adibita a museo e tra le mura di ciascuna di esse si cela una leggenda.

La fortezza più antica

Staraja Ladoga

La città più antica della Russia è Staraja Ladoga. Le prime testimonianze scritte sulla città risalgono all’862 e riportano l’invito rivolto a tre fratelli variaghi (il maggiore dei tre Rjurik) a intervenire in Russia per superare il momento di crisi. La posizione del centro abitato era molto favorevole.

Lungo le rive del fiume Volchov, a 15 chilometri dal quale sorgeva il villaggio, passava un tratto della famosa via che collegava i variaghi ai greci, dove un gruppo di vichinghi trovò un’ottima postazione per aprire una dogana e riscuotere dazi dalle carovane che viaggiavano lungo il fiume.

Staraja Ladoga, però, fu capitale della dinastia Rjurikovič solo per un breve periodo: Rjurik si trasferì infatti a Novgorod (oggi Velikij Novgorod). Nonostante ciò, non dimenticò mai Staraja Ladoga: alla fine del IX secolo, nella città furono erette le prime mura in pietra. Tale opera si attribuisce a Oleg di Kiev, che si ritiene fosse cognato acquisito del leggendario Rjurik oppure uno dei suoi condottieri. Fu proprio Oleg di Kiev (all’epoca Igor, figlio di Rjurik, era ancora un bambino) a fondare lo Stato dell’antica Russia. Egli compì una serie di campagne militari, sottomise popoli e appese persino lo scudo alle porte della capitale di Bisanzio-Costantinopoli.


Secondo la tradizione, i magi predissero al principe che sarebbe morto per colpa del suo cavallo preferito. Oleg rise di questa profezia, ma morì in seguito al morso di un serpente, uscito dal teschio del suo cavallo morto. Ancora oggi la zona è piena di serpenti e le guide consigliano ai turisti di evitare determinate zone, dove si dice che sopravvivano i discendenti di quella famosa vipera. Esiste poi un’altra leggenda secondo cui il cavallo e il serpente erano attributi del dio Veles, protettore dell’aldilà nel culto pagano seguito dagli abitanti del luogo.


Oggi Staraja Ladoga ha perso d’importanza e non è che un villaggio di campagna, ma una parte della fortezza si conserva ancora.

Il cremlino dei bambini

Velikij Novgorod

Una delle più antiche fortezze in pietra conservate fino ad oggi sul territorio russo è il cremlino di Velikij Novgorod (Novgorod la Grande), dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Fino al ХIV secolo, il cremlino era chiamato “Detinets” (“il recinto del giovane”) e in esso abitavano i membri della družina del principe, chiamati appunto “giovani” o “bambini”.


Ai tempi dello zar Ivan il Terribile, la città si è trovata coinvolta in agitazioni politiche. Venuto a sapere che gli abitanti di Novgorod stavano pensando di staccarsi da Mosca, Ivan il Terribile condusse una campagna contro la città di Novgorod, rasandola al suolo. La leggenda narra che la repressione dei separatisti cessò solo quando una colomba arrivata a Novgorod da lontano dopo lunghe peregrinazioni si posò sulla croce della cattedrale di Santa Sofia e restò pietrificata alla vista che gli si presentò.

È probabile che la leggenda sia legata alla tradizione di porre una colomba di metallo sulle croci delle chiese, assai diffusa a Bisanzio e diventata prassi comune nella giovane Russia. A tal proposito, va ricordato che la nonna di Ivan il Terribile era Sofia Paleologa, discendente degli ultimi imperatori bizantini.

Il cremlino delle donne

Nižnij Novgorod

Anche Nižnij Novgorod, la quinta città in Russia per popolazione, ha conservato un cremlino in pietra. Edificata nel XVI secolo, la fortezza costituiva uno dei principali bastioni difensivi del giovane Stato della Russia di Mosca. In un primo tempo, la roccaforte ha difeso la Russia dall’Orda d’oro, fondata dall’invincibile Gengis Khan e all’epoca indebolita seppur ancora temibile; in un secondo momento, la fortezza venne utilizzata per difendere lo Stato dal canato di Kazan’.

L’edificio ricorda una collana di pietra che poggia lungo i pendii del monte Časovaya. La leggenda narra che nel 1520 i tartari si fossero preparati ad attaccare il cremlino di Nižnij Novgorod. I piani degli assalitori furono però mandati all’aria da una cittadina che si era recata a prendere l’acqua con un bilanciere. Con quello la donna uccise dieci spie nemiche. I tartari si spaventarono: se le donne erano così in quella città, chissà com’erano i soldati! E decisero di battere in ritirata.


All’inizio del XVII secolo fu proprio il cremlino di Nižnij Novgorod a diventare un baluardo per la creazione di un esercito volontario e popolare sotto il comando di Minim e Požarskij, grazie al quale il Paese fu liberato dagli invasori polacchi e la Russia di Mosca non venne cancellata dalla mappa d’Europa negli anni delle agitazioni politiche.

Frutto di una visione

Pskov

Pskov era la terra natale della principessa Ol’ga, madre del principe Svjatoslav, che sconfisse il canato dei Chazari, e nonna del principe Vladimir, che convertì la Russia al cristianesimo. Il nome stesso della principessa Ol’ga è ben noto agli storici della Russia. Ol’ga, infatti, la prima reggente russa che decise di battezzarsi ancor prima della conversione della Russia al cristianesimo, divenne la prima santa russa.


Il cremlino di Pskov venne eretto su sua iniziativa. Al centro della struttura si erge una cattedrale che, secondo la leggenda, Ol’ga fece costruire dopo aver avuto un presagio: la principessa vide tre raggi di sole che, attraverso le nuvole, scendevano a terra e andavano a illuminare un promontorio roccioso, all’intersezione di due fiumi. In seguito a questa visione, la principessa ordinò di costruire la cattedrale della Trinità e il cremlino.

Il paradiso dei cercatori di tesori

Rostov

Il cremlino di Rostov è uno dei pochi che non venne costruito a scopi difensivi, ma come residenza del metropolita. Le mura avevano probabilmente una funzione decorativa piuttosto che difensiva. Questo cremlino è stato baciato dalla fortuna. Dopo la sconfitta nella battaglia di Narva, in seguito alla quale l’esercito russo perse quasi tutta l’artiglieria, lo zar e futuro imperatore di Russia Pietro il Grande ordinò di far fondere le campane delle chiese e dei monasteri perché servivano metalli per costruire cannoni. Questa sorte toccò anche a Mosca, la capitale, mentre la cattedrale di Rostov riuscì a sfuggire a questo triste destino.


Sul cremlino di Rostov aleggia poi un’altra leggenda: sembra che nei sotterranei dell’edificio sia conservato un enorme tesoro. Per la prima volta si sentì parlare di questo tesoro nel 1826 e i cercatori di tesori si precipitarono al cremlino di Rostov. Nessuno sa se ci fosse davvero qualcosa, oltre a vecchi cocci. A dire il vero, alcuni storici ritengono che sia inutile cercare il tesoro lì, perché fu proprio con il finanziamento del tesoro che venne costruito il cremlino di Rostov. Corre poi voce che gli ecclesiastici organizzarono un complotto contro il padre di Pietro il Grande, Aleksej Michajlovič e, in caso di azioni militari, le mura potevano benissimo essere convertite in contrafforti di difesa.

Il concorrente di Mosca

Tula


Tula non è soltanto la patria dei famosi dolcetti russi chiamati “prjaniki” e delle armi da tiro. Risalente alla stessa epoca di Mosca (negli annali compare appena un anno prima della capitale), la città diviene in più occasioni un avamposto sicuro dello stato di Mosca in direzione Sud. Fu qui che vennero fermate le ondate di incursioni tartare e, durante la Seconda Guerra Mondiale, furono arrestati i carri armati del generale tedesco Guderian.

Proprio qui si trova anche uno dei più antichi monumenti architettonici della Russia, il cremlino di Tula. È molto probabile che il complesso sia stato eretto da architetti italiani, giunti a Tula dopo aver ultimato il cremlino di Mosca. Gli storici ritengono che il cremlino venne costruito da diverse squadre di operai che lavoravano in contemporanea: per questo le mura sono diverse tra loro.


Nel periodo delle agitazioni che seguirono alla morte di Ivan il Terribile, il cremlino di Tula stava quasi per diventare residenza dello zar, al posto del cremlino di Mosca. Era qui che Lžedmitrij I  (Dmitrij I il Falso), l’impostore che dichiarò di essere il figlio superstite di Ivan il Terribile, riceveva i nobili per i giuramenti di fedeltà.


“La prigione delle donne”

Cremlino

All’apice del suo splendore, il cremlino di Kolomenskoe era una delle fortezze più grandi e importanti dell’epoca. Nel XVIII secolo e all’inizio del XIX secolo gli abitanti del luogo smantellarono gran parte delle mura e solo grazie a un’ordinanza di Nicola I è stato possibile preservare una parte dell’edificio.

Il cremlino aveva 17 torri, una delle quali dedicata alla sobillatrice Marina Mnišek, moglie di Lžedmitrij I (Dmitrij I il Falso) che, si dice, sia stata rinchiusa in questa torre fino alla morte. Inoltre, esiste una leggenda secondo cui la prigioniera non morì, si tramutò in gazza e volò via dalla finestra della torre. La torre dove fu tenuta prigioniera la Mnišek, venne chiamata Marinkina. Infine, narra un’altra leggenda, è possibile che il nome della torre derivi non tanto dalla pseudo-principessa, ma da una semplice monaca che fu accusata di seguire una corrente religiosa non conforme all’ortodossia (altri dicono che fosse un’ermafrodita) e venne murata viva nelle pareti della torre perché non inducesse in tentazione le sorelle del convento.

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 Kazan’
Il cremlino di Kazan’ è un’altra cittadella fortificata considerata patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Questo cremlino è una terra santa per i cercatori di tesori perché qui regnarono i khan tartari, esattori di imposte. Gli archeologi hanno già portato alla luce scrigni con monete d’argento.


Uno degli elementi di particolare rilevanza e pregio del cremlino è la torre di guardia Sjujumbike, che appartiene alla categoria delle torri “pendenti” (come quella di Pisa). Una leggenda narra che la zarina Sjujumbike fosse così bella che conquistò il cuore del più perfido reggente della Russia, Ivan il Terribile. Lo zar russo chiese in moglie Sjujumbike, ma lei, orgogliosa, lo respinse. Ivan il Terribile andò su tutte le furie e occupò Kazan’. Sjujumbik non aveva via d’uscita e finse quindi di accettare la proposta di matrimonio dello zar. Come dono di nozze, la zarina chiese al fidanzato di costruirle in sette giorni una torre, da cui si gettò, precipitando nel bel mezzo del banchetto nuziale.


Nel cuore della Siberia

Tobol’sk


Il cremlino di Tobol’sk è l’unico in pietra della Siberia. Fu proprio qui che, in un campanile appositamente costruito, venne appesa per qualche tempo la campana “esiliata”, utilizzata dai cittadini di Uglič per dare l’allarme in seguito all’uccisione del principe Dmitrij, figlio legittimo di Ivan il Terribile. Su ordine del principe Šujskij alla campana vennero rimossi “orecchio” (maniglia) e “lingua” (pendolo), come fosse una persona, e venne mandata in Siberia.


Il cremlino di Tobol’sk è famoso anche perché una fotografia di tale monumento è stata venduta ad un’asta in occasione dei mercatini di Natale del 2009 per la cifra record di 1.7 milioni di dollari. La ragione del prezzo esorbitante di questa riproduzione fotografica è che a scattare la foto è stato il presidente Dmitri Medvedev.


Campanile smontato e raddrizzato

Astrakhan

Il cremlino di Astrakhan è la fortezza dove lo zar Ivan in Terribile trasferì la città da lui conquistata. Nel XIX secolo, nel territorio del cremlino si ergeva il campanile Varvazievskaja, un ulteriore esempio di torre pendente in territorio russo.

Alcuni intraprendenti fotografi di Astrakhan avevano persino cominciato a stampare cartoline con l’immagine del campanile e la scritta “Campanile pendente della cattedrale di Astrakhan”. Ma il loro business è stato stroncato da questioni relative alla sicurezza: nel 1910 il campanile è stato smontato e al suo posto è stata eretta una torre più imponente, ma non pendente.

Il più piccolo

Zarajsk
Il cremlino di Zarajsk è situato nell’omonima città, a 150 chilometri da Mosca ed è stato uno delle poche fortezze rimaste fedeli al sovrano nei cosiddetti “tempi torbidi”. Ai tempi della Russia di Mosca, era il cremlino più piccolo ed oggi è l’unico a essersi conservato integralmente nella regione di Mosca.

Il principe Dmitrij Požarskij partì proprio da Zarajsk per liberare Mosca ai tempi del primo esercito volontario. Anche se la fortezza non è poi così grande, non si è ancora stati in grado di trovare l’ingresso a una delle torri. C’è chi dice che questo può essere collegato al sistema dei sotterranei. Nonostante i numerosi assedi, la città passò al nemico solo una volta, durante il periodo dei “tempi torbidi” e non per lungo tempo. Forse la ragione della resistenza di questa cittadella risiede nelle catacombe, che non sono ancora state esplorate.

Va però fatto notare che il titolo di “cremlino più piccolo” se lo contendono Zarajsk e Verchotur’e, negli Urali. Quest’ultimo aveva una superficie di 100 x 200 metri. A dirla tutta, si trattava di un’abitazione fortificata di un voivoda. Un tempo era cinta da mura, di cui rimangono soltanto frammenti (come nel caso del cremlino di Staraja Ladoga).

Il più famoso


Mosca

Il più celebre cremlino della Russia è quello di Mosca con, all’interno della torre Spasskoj, i famigerati orologi a carillon i cui battiti scandiscono la fine e l’inizio dell’anno per la Russia intera. Oggi il Cremlino ospita la residenza del Presidente. Il complesso architettonico del cremlino di Mosca è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco.


L’abbondanza di cupole dorate in passato attirava spesso stormi di corvi. Negli ultimi dieci anni del XX secolo, si era giunti a una quantità tale di volatili, che all’interno dell’ufficio del comando militare del cremlino è stato istituito un servizio ornitologico per garantire l’equilibrio dell’ecosistema volatile all’interno dell’edificio. Tale servizio comprende quattro falchi. Queste unità speciali di pennuti cacciano inesorabilmente chi attenta all’ordine: colombe e corvi, che tentano ciclicamente di deturpare le cupole dorate delle chiese e i giardini del cremlino.

Foto di Lori/Legion Media, RIA Novosti, PhotoXPress

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