L'era Trump e gli effetti sull'economia

11 novembre 2016 Aleksej Lossan, RBTH
Gli indici di Borsa americani e mondiali hanno registrato un crollo dopo l’annuncio della vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane. Tuttavia in Russia si è verificata la situazione opposta: il valore dei titoli delle società è aumentato. Secondo gli analisti ci si attende un’abolizione delle sanzioni e una normalizzazione delle relazioni con Mosca
Donald Trump
È probabile che Trump non sarà a favore di un prolungamento delle sanzioni. Fonte: AP

Il 9 novembre all’apertura dei mercati della Borsa di Mosca l’Mmvb, uno dei principali indici russi, è calato a 1939,66 punti, scendendo dell’1,44%, l’indice Rts è calato a 958,33 punti, scendendo dell’1,5%, è quanto hanno riferito a Rbth fonti della società “Broker credit service”.

Tuttavia, già verso mezzogiorno il quadro era ribaltato, l’indice ha recuperato le perdite del mattino ed è cresciuto di 2000 punti, aumentando dell’1,5-1,7%, in assoluta controtendenza con le reazioni dei mercati mondiali che avevano registrato un crollo dopo l’annuncio della vittoria di Donald Trump. Secondo gli esperti, a spaventare gli investitori mondiali è l’incertezza determinata dai possibili cambiamenti di rotta nella politica estera americana, mentre per la Russia la vittoria di Trump potrebbe portare a un ammorbidimento del regime delle sanzioni.

La prima reazione

Ad aver inciso in larga misura sul comportamento degli investitori è il lag temporale. “Le piazze russe si sono aperte già dopo l’annuncio dei risultati elettorali sullo sfondo di una correzione in ripresa dei prezzi del petrolio, dell’oro e dei futures sugli indici americani”, afferma Aleksandr Egorov, analista capo di “Teletrade”. Per questa ragione la reazione degli indici russi e del rublo è stata contenuta.

La prima reazione degli investitori internazionali è apparsa per molti versi negativa a causa di alcuni punti del programma elettorale di Trump. “L’elezione a Presidente di Trump ha prodotto un clima d’incertezza  nei mercati finanziari che potrebbe protrarsi per lungo tempo”, sostiene Pavel Salas, responsabile per la Russia e la Csi di “eToro”. A suo avviso, il comportamento imprevedibile del miliardario induce gli investitori a trascurare le attività finanziare rischiose per “porti più sicuri”, in attesa di un quadro più concreto.

Alcuni punti del programma economico di Trump e certe sue dichiarazioni in campagna elettorale fanno presumere che il neoeletto Presidente sia favorevole a una limitazione dei rapporti commerciali con la Cina, sottolinea Timur Nigmatullin, analista finanziario di “Finam”. Oltre a ciò, a suo avviso, esiste il rischio che vengano bloccati i negoziati sull’istituzione di una zona franca per il commercio con l’Ue. Simili iniziative potrebbero portare già a in tempi rapidi a una “gelata” dell’economia mondiale.

“Considerato che negli ultimi decenni l’economia mondiale è cresciuta grazie alla riduzione delle barriere commerciali e all’aumento del livello di concorrenzialità, tali passi dell’amministrazione americana segnerebbero indubbiamente una regressione”, concorda Dmitrij Danilin, esperto del settore analisi dei mercati di “Otkrytie broker”.

Una prospettiva a lungo termine

A differenza che per la Cina e l’Unione Europea l’elezione di Trump, a detta degli analisti, rappresenta per la Russia un cambiamento prevalentemente positivo. L’ammorbidimento o l’abolizione delle sanzioni, introdotte a seguito alla crisi ucraina, potrebbero avere un effetto positivo sull’economia russa, sostiene Igor Klyushnev, capo del dipartimento operazioni commerciali di “Freedom Finance”. A suo avviso, Trump, che si è mostrato più leale verso Mosca, con ogni probabilità non sarà a favore di un prolungamento delle sanzioni, ma cercherà piuttosto di intervenire per la loro abolizione.

“L’abolizione totale o graduale delle sanzioni determinerà uno dei possibili scenari di sviluppo economico, ma per il momento è prematuro parlare di una sua effettiva attuazione poiché è improbabile che a breve vengano compiuti i passi necessari in questa direzione”, dichiara con più cautela Aleksandr Egorov. Secondo Timur Nigmatullin, durante la sua campagna elettorale, Trump ha insistito più volte sulla necessità di appianare le divergenze e riprendere il dialogo con la leadership politica russa.

In ogni caso, a detta di Aleksandr Egorov, le dichiarazioni di principio del candidato Trump potrebbero differenziarsi dalle azioni concrete del presidente Trump. “L’unica certezza è che il 2017 sarà un anno di cambiamenti nell’economia mondiale, come effetto della Brexit e anche dell’influenza della politica americana”, rileva Egorov.

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