Quell'opera di Stravinskij perduta e ritrovata

28 novembre 2016 Anna Galajda, RBTH
Il 2 dicembre il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo presenterà il “Canto funebre”, composizione rimasta nascosta per moltissimi anni e tornata alla luce solo ora. Il lavoro, ideato per un'enorme orchestra sinfonica, risuonerà per la prima volta sotto la direzione del maestro Valerij Gergiev
Valery Gergiev
Il maestro Valerij Gergiev sul palco del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Fonte: Mikhail Metzel / TASS

Come dice il proverbio, “tre traslochi sono come un incendio”. Proprio questo era l’umore del Conservatorio di San Pietroburgo un anno e mezzo fa, quando ha dovuto sgomberare i locali storici di Piazza Teatralnaya per via di improvvisi lavori di ristrutturazione. Forse la pressione maggiore in quel periodo è ricaduta sulla biblioteca del Conservatorio, che doveva trasferire in un nuovo edificio gli innumerevoli tesori accumulati nel corso di secoli. Analizzando le pile infinite di partiture nelle profondità degli scaffali, la bibliotecaria Irina Sidorenko si è imbattuta in una pila di vecchie composizioni per orchestra: com’è emerso in seguito, il conservatorio se ne era liberato nel 1951. Il manoscritto sembrava carta straccia, vecchio ciarpame, ma fortunatamente la Sidorenko non si è fatta prendere dal panico del trasloco.

È tornato alla luce così il “Canto funebre”, l’opera che il compositore Igor Stravinskij considerava irrimediabilmente perduta e che ora, a distanza di tutti questi anni, verrà presentata il 2 dicembre al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. La presentazione avverrà nell’ambito del V Forum Culturale Internazionale di San Pietroburgo e in onore dell'apertura dell'Anno di Igor Stravinskij

Per la morte del compositore

Il prossimo anno ricorrerà il 135esimo anniversario della nascita di Igor Stravinskij. Senza questo compositore sarebbe impossibile immaginare la musica moderna. Diventò un classico già in vita, sin dalla gioventù. Negli anni Dieci del Novecento creava, uno dopo l'altro, pezzi di musica commissionati dal leggendario impresario Sergej Diaghilev, che a ogni première prorompevano nel mondo musicale per il loro distinguersi da tutto ciò che già si conosceva.

Il grande futuro di Stravinskij, figlio di un eccezionale tenore del Teatro Mariinskij, era già prevedibile in giovinezza. Sembra che i contemporanei seguissero ogni sua mossa, registrassero non solo ogni nota, ma anche ogni parola.

Era proprio così e grazie a questo sappiamo che nel 1908 Stravinskij compose il “Canto funebre”, datato come quinto dei suoi canti. Si trattava della sua reazione alla morte del giovane compositore Nikolaj Rimskij-Korsakov, che gli aveva dato lezioni private di composizione non avendo passato l’esame al conservatorio. Stravinskij sperava che il suo lavoro risuonasse ai concerti in memoria di Rimskij-Korsakov, ma incontrò l’inaspettato rifiuto degli organizzatori. A dimostrare l'importanza che Stravinskij attribuiva a quest’opera è il fatto che si rivolse alla vedova del compositore e a suo figlio per il permesso, così il “Canto funebre” rientrò nel primo concerto sinfonico russo in memoria di Rimskij-Korsakov nella Sala Grande del Conservatorio di San Pietroburgo.

Questo avvenne un anno e mezzo prima del trionfo del balletto di Stravinskij "L’uccello di fuoco" a Parigi, seguiti dai non meno importanti "Petrushka" e "La sagra della primavera", che resero il compositore una delle figure chiave nel mondo della musica classica.

Il “Canto funebre”, della lunghezza di 12 minuti, non venne più eseguito e nel turbine delle première parigine, della prima guerra mondiale, della rivoluzione e della guerra civile in Russia, il compositore ne perse le tracce, ma ci ripensava con sofferenza. Chiese agli amici di cercarle a Leningrado, pur considerando la sua opera più importante "L’uccello di fuoco".

Un regalo per il suo anniversario

Fortunatamente, i ricercatori delle opere di Stravinskij hanno davvero studiato ogni sua mossa e hanno fatto ripetuti tentativi di ritrovare il “Canto funebre”. Natalia Braginskaya, uno dei massimi esperti dell’attività di Stravinskij e preside della facoltà di musicologia del Conservatorio di San Pietroburgo, ha cercato di trovarne le tracce alla Filarmonica e chiesto aiuto a Irina Sidorenko. Per questo, trovando della musica sconosciuta al conservatorio, la bibliotecaria ha pensato al "Canto funebre".

Dopodiché, la Braginskaya ha presentato la scoperta alla comunità di esperti. In occasione di un Forum scientifico internazionale e sotto l’egida della Società Internazionale di Musicologia, ha mostrato il frontespizio dell’opera e la partitura con le annotazioni degli interpreti e presentato altri dettagli professionali. Successivamente, sulla base della composizione per orchestra, è stata preparata la partitura. Questo lavoro, ideato per un'enorme orchestra sinfonica di forma ternaria, risuonerà per la prima volta al Teatro Mariinskij diretto da Valerij Gergiev, che ha voluto che il 2017 sia l'Anno di Stravinskij. Oltre al “Canto funebre”, sarà eseguita una suite sinfonica dall’opera di Rimskij Korsakov "La leggenda dell'invisibile città di Kitezh”.

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