Il reggimento giocattolo di Pietro il Grande: così da bambino lo zar imparò a comandare un esercito

Dominio pubblico; Russia beyond; Leonid Vladimirskij
Assecondando l’indole del figlio, lo zar Aleksej Mikhailovich regalò allo tsarevich Pietro un reggimento composto da più di 50 ragazzini da addestrare. Più tardi, questo “esercito giocattolo” si trasformò nella più temibile delle formazioni militari russe: la Guardia Imperiale

Da bambino, lo zar Pietro il Grande possedeva giocattoli meravigliosi di ogni tipo: orologi meccanici a forma di uccellino, carillon, cavalli d’argento, una vera carrozza in miniatura con finestre di cristallo, tirata da quattro pony e uno scompartimento per quattro nani. 

Ma ciò che più preferiva erano le pistole giocattolo, gli archi, le frecce, le asce e le spade per bambini.

Il reggimento di Pietro

Avendo notato questa sua passione per le armi, il padre di Pietro, lo zar Aleksej Mikhailovich (1629-1676), ebbe una brillante idea, senza eguali in Europa: creò per il figlio un reggimento giocattolo da comandare. 

Pietro I detto

E così, a soli 4 anni, Pietro divenne il colonnello di un suo personale reggimento. Il ragazzino, aiutato dal padre, impartiva ordini e riceveva resoconti sulle varie necessità dell’esercito. 

Quando Aleksej Mikhailovich morì, nel 1676, Pietro continuò a comandare da solo, aiutato da un generale scozzese, Paul Menesius, che suo padre aveva incaricato per l’addestramento militare del futuro zar. 

I “soldati” del reggimento di Pietro erano ragazzini come lui, appena un po' più grandi. Non si sa con certezza, ma si suppone che fossero i figli di famiglie ricche e nobili. 

Inizialmente si contavano 50 giovani, vestiti con uniformi verdi; ma in poco tempo il reggimento assunse dimensioni ben più grandi, perché molti desideravano che i loro figli studiassero le esercitazioni militari insieme al giovane Tsarevich. 

Alla fine, questo piccolo esercito fu conosciuto come il reggimento “Poteshnye”, ovvero il reggimento dei divertimenti. Ma cosa c’era di così divertente nell’addestramento militare di Pietro? 

L’esercito giocattolo

Prima di Pietro, i figli dello zar si intrattenevano con giullari, pagliacci, nani e giocolieri. I giocattoli, meticolosamente intagliati per gli tsarevich, o le carrozze trainate dai pony, venivano preparati dai contadini di alcuni villaggi, conosciuti come “Poteshnye syola”, i villaggi del divertimento, poiché lì si lavorava per il divertimento del futuro zar.  

Una miniatura dal manoscritto

E anche l’esercito di Pietro venne “confezionato” dai contadini di questi villaggi. Il villaggio Preobrazhenskoye (oggi situato nel territorio di Mosca) era fra questi. 

Ecco perché l’esercito in miniatura di Pietro passò alla storia come “Poteshnye polki”, il reggimento del divertimento. Tuttavia, con il tempo, anche questo esercito giocattolo iniziò a svolgere esercitazioni ben più dure, simili a quelle degli adulti. 

Nel 1683, quando aveva 11 anni, Pietro spostò l’addestramento dei suoi “uomini” su un campo militare. E sempre nello stesso anno, il giovane tsarevich vide per la prima volta il fuoco di un vero cannone: “Gli armaioli e i loro collaboratori hanno organizzato degli spari ricreativi sotto la supervisione di Simeon Zommer”, si legge nelle cronache dell’epoca; lo show avvenne sotto gli occhi stupefatti dello stesso Pietro.

E così lo tsarevich iniziò a reclutare uomini adulti per il suo reggimento. Nel 1684, vicino al Palazzo dei divertimenti, nel villaggio di Preobrazhenskoye, fu eretta una fortezza di legno chiamata Presburg, sotto la supervisione di Franz Timmerman, il nuovo addestratore militare di Pietro. I reggimenti del divertimento, divisi in “nemici” e “difensori”, impararono così ad attaccare e a difendere questa piccola fortezza. Con il passare del tempo, nei vicini villaggi di Izmailovo e Semenovskoye vennero reclutati altri soldati. 

Nel 1686, Pietro introdusse nei suoi reggimenti l’artiglieria vera e, nel 1687, iniziò delle esercitazioni navali nello stagno di Prosyanskij, vicino a Izmailovo.

Dal reggimento “Poteshnye” al nuovo esercito

Nel 1691, Pietro trasformò i Reggimenti del Divertimento nei primi due reggimenti regolari del suo futuro esercito: il reggimento di Preobrazhenskij e il reggimento di Semyonovskij. Successivamente, sarebbero diventati i primi reggimenti della Guardia Imperiale. Nel 1691, Pietro, all’epoca 19enne, li comandava in veri e propri addestramenti, studiando le peculiarità della zona militare. Le loro esercitazioni sul campo duravano mesi, con Pietro stesso che condivideva tutte le difficoltà dell'addestramento. Tali modalità di addestramento erano assolutamente innovative alla fine del XVII secolo: nessun esercito europeo, infatti, lo faceva.

Nel 1693 e nel 1694, Pietro e i suoi reggimenti eseguirono una vera e propria marcia militare verso la regione di Arkhangelsk, nel nord della Russia, e ritorno; poi, nel 1694, si impegnarono in una vasta esercitazione di addestramento vicino al villaggio di Kozhukhovo, a Mosca. Per l’occasione vennero utilizzati cannoni e fucili veri, e ci furono anche le prime vittime.

Il principe Boris Kourakin (1676-1727), amico e socio di Pietro, scrisse che “quasi nessuno dei governanti europei poteva organizzare un ‘addestramento militare’ migliore di questo... Durò sei settimane”. Secondo Kourakin, all'addestramento parteciparono più di 30.000 uomini, ci furono 24 morti e più di 50 feriti. In questo modo, Pietro preparò il suo ex “Esercito del divertimento” a una vera campagna militare che si sarebbe presto sviluppata sui campi della Guerra del Nord

Le esercitazioni militari del giovanissimo Pietro portarono alla creazione di nuove tattiche militari, che avrebbero reso l’esercito russo famoso nel mondo. 

Il futuro zar non amava le esercitazioni militari cerimoniali, e quando, anni dopo, presenziò a un addestramento militare francese, durante una sua visita ufficiale in Francia, bollò gli uomini in divisa come “bambole vestite, non soldati”. Dai suoi uomini, infatti, lo zar russo pretendeva esattamente il contrario: un’azione efficace sul campo di battaglia. Non gli importava molto che i suoi reggimenti mantenessero formazioni regolari sul campo, ma insisteva sul coraggio, sull'attacco fermo e deciso e sull'iniziativa personale di ogni ufficiale e soldato. Grazie a queste qualità della fanteria e della cavalleria di Pietro, la Russia riuscì a vincere la Guerra del Nord e nel 1720 divenne la potenza militare più minacciosa d'Europa.

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