Mologa: sette fatti sull’Atlantide russa, finita per sempre sott’acqua nel 1941

Legion Media
È rimasta sul fondo di un grande lago, il bacino artificiale di Rybinsk, dopo la costruzione di un’enorme diga sul Volga. Restano molti misteri, tra cui quello secondo cui 294 persone avrebbero preferito morire annegate piuttosto che essere evacuate

1 / Mologa era una città ricca e fiorente

La Piazza del Commercio durante una festività. Sulla destra, la torre dei vigili del fuoco, costruita sul progetto dell'architetto A. M. Dostoevskij, fratello del celebre scrittore

È consuetudine contare gli anni della città di Mológa dal 1149: è allora, infatti, che comparvero le sue prime menzioni negli annali. L’insediamento si trovava tra due fiumi: il Volga e il Mologa. In questi luoghi venivano pescati storioni, sterletti e vari pesci bianchi che finivano sulla tavola dello zar.

Dalla fine del XIV all’inizio del XVI secolo, qui si tenne una delle più grandi fiere della Russia, dove si riunivano mercanti provenienti dall’Europa e dall’Asia.

Nel 1777, per decreto dell’imperatrice Caterina II, Mologa ottenne lo status di capoluogo (“uézdnyj górod”; l’uezd era allora, e fino agli anni Venti del Novecento, la suddivisione amministrativa di secondo livello; un po’ come la provincia in Italia). La rotta commerciale che attraversava il Volga e la costruzione a tappe forzate di San Pietroburgo contribuirono alla sua crescita. Ogni anno centinaia di navi passavano da qui, per essere caricate di merci e rifornimenti.

2 / Mologa era famosa per la sua architettura medievale e classica

Il Monastero Afanasevskij, fondato nel XV secolo

Uno degli edifici principali della città era il Monastero Afanasevskij, fondato nel XV secolo. Alla fine del XIX secolo, c’erano quattro chiese sul suo territorio.

Tra gli edifici sacri della città, spiccava la Cattedrale dell’Epifania (Bogojavlenskij), costruita nel 1882 in stile russo-bizantino. Gli abitanti di Mologa erano anche orgogliosi della caserma dei pompieri in pietra con la torre di guardia (“kalanchà” in russo), progettata da Andrej Dostoevskij, il fratello del grande scrittore.

3 / La città non avrebbe dovuto essere sommersa

Il progetto iniziale del bacino idrico di Rybinsk non prevedeva l’allagamento di Mologa: la città avrebbe dovuto rimanere su una specie di isola. Tuttavia, durante la costruzione della diga, si decise di aumentare il livello dell’invaso di diversi metri per aumentare la potenza della centrale. Questa decisione comportò un aumento significativo dell’area del bacino idrico e il fatto che la città risultasse completamente sommersa.

4 / Più di 6.000 cittadini vivevano qui al momento dell’allagamento

Nel 1940, 6.100 abitanti vivevano a Mologa. La città era composta da 900 case, di cui un centinaio in pietra. C’erano duecento tra chioschi e negozi nella zona commerciale. Undici fabbriche e laboratori erano attivi, e qui si producevano vino, mattoni, colla, estratti di bacche e altro ancora.

5 / Alcuni cittadini preferirono morire sott’acqua

Quando il destino della città fu finalmente deciso, i residenti iniziarono a essere evacuati nella vicina Rybinsk. Le case di legno furono smantellate e fatte galleggiare lungo il Volga, fu pagato un risarcimento per quelle in pietra, e gli edifici più massicci vennero fatti saltare in aria. Ma, a quanto si dice, non tutti i residenti accettarono di lasciare la città.

Secondo il rapporto segreto dell’ufficiale dell’Nkvd Skljarov, 294 persone si rifiutarono di andarsene e scelsero di andare a fondo con quanto restava di Mologa. Si incatenarono per protesta a oggetti pesanti e furono lasciati lì a morire annegati.

Tuttavia, alcuni storici dubitano della veridicità di questo documento. Il fatto è che il bacino è stato riempito d’acqua gradualmente, in ben sei anni. Questo fatto rende la versione sulla morte sott’acqua meno credibile. Il destino dei residenti che rifiutarono l’evacuazione resta un mistero.

6 / L’inondazione era stata profetizzata mezzo secolo prima

Nel 1881, alla badessa del monastero di Mologa, Taisia, apparve in sogno una profezia. Al risveglio, la donna scrisse dettagliatamente cosa aveva visto.

Aveva attraversato un campo di segale che terminava nell’acqua. La donna sentiva che l’acqua era apparsa a causa dell’uomo. Entrò in acqua e continuò a camminare finché l’acqua non le raggiunse il collo. Poi qualcuno dall’alto le porse un bastone. Taisia vi si appoggiò e l’acqua iniziò a ritirarsi. Da sotto riemersero i muri di pietra bianca del monastero.

Molti credono ancora che la seconda parte della profezia si avvererà e che le zone allagate saranno un giorno di nuovo sulla terraferma.

7 / La città torna a galla di tanto in tanto

A volte il livello dell’acqua nel bacino idrico di Rybinsk (la cui superficie massima è di 4.580 chilometri quadrati; più del Molise, per un raffronto; o come oltre 12 laghi di Garda affiancati) diminuisce e Mologa riaffiora dall’acqua. In questi casi, i discendenti della popolazione di Mologa si riuniscono da tutto il Paese per visitare la loro piccola patria.

Oggi la città è quasi completamente distrutta. In circa ottant’anni l’acqua ha finito di demolire ciò che i bolscevichi non erano riusciti a far saltare in aria, e ora qui rimangono solo i resti delle strade acciottolate e delle fondamenta delle case.


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