Perché sia l’Urss che gli Usa volevano far scoppiare una bomba atomica sulla Luna?

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Come prova di forza, e perché fosse ben visibile, senza tema di smentite, il fatto che erano riusciti a raggiungere il satellite della Terra. Per fortuna il buonsenso prevalse, sia a Mosca che a Washington

Durante gli anni Cinquanta, la Guerra Fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti d’America, si stava surriscaldando: non solo le due superpotenze cercavano si superarsi a vicenda in termini di numero e potenza delle testate nucleari, ma anche in quella che è passata alla storia come la Corsa allo Spazio. Le armi atomiche erano necessarie per poter cancellare il rivale dalla faccia della terra con la semplice pressione di un bottone. Ma lo Spazio era questione di prestigio: si poteva così dimostrare al mondo la propria superiorità tecnologica.

Ci fu un momento, tuttavia, in cui i due aspetti si unirono. Fu quando gli accademici sovietici iniziarono a pensare seriamente se non fosse il caso di sganciare una bomba atomica sulla Luna. Come si sarebbe saputo più tardi, anche Washington stava progettando più o meno la stessa cosa.

La corsa verso la luna

Neil Armstrong è stato il primo uomo a mettere piede sulla Luna, dopo che il modulo Apollo-11 si posò sul Mare della Tranquillità nel luglio 1969. L’Urss non ha mai eguagliato questa impresa impressionante. 

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Eppure, un decennio prima, i sovietici erano nettamente in testa nella corsa. Il 14 settembre 1959, il Luna-2, una sonda automatica sovietica, sbarcò per la prima volta sulla superficie della Luna. Fu un viaggio di sola andata. La sonda fu letteralmente sparata da Bajkonur e, dopo un volo di 33 ore, arrivò suolo lunare, per rimanere lì per l’eternità. 

Nel 1959, gli Stati Uniti non potevano nemmeno sognare qualcosa del genere. Il primo amministratore della Nasa, T. Keith Glennan, non poté far altro che complimentarsi con l’Urss per la sua sonda sulla luna: “È un grandissimo successo”, disse, “Nessuno dubita che i sovietici siano molto più avanti di tutti gli altri popoli per quanto riguarda lo sviluppo delle tecniche per la conquista del Cosmo”.

Nikita Khrushchev, in visita negli Stati Uniti poche settimane dopo, donò con orgoglio al presidente Dwight Eisenhower la copia dello stendardo che i russi avevano spedito sulla Luna. Si può ancora vederlo nel museo della città natale di Eisenhower, Abilene, in Texas.

Un prova inequivocabile

Naturalmente, dietro al successo del Luna-2 si nascondevano molti test falliti e più di un progetto abbandonato. Uno dei più esotici era stato preso in considerazione un anno prima del lancio della sonda, nel 1958, quando il fisico nucleare Jakov Zeldovich (1914-1987) aveva proposto ai dirigenti del programma spaziale sovietico Sergej Korolev e Mstislav Keldysh non solo di inviare una sonda sul satellite della Terra ma di spedire lassù anche una bella testata nucleare.

L’idea venne presa in seria considerazione. Ma per quale motivo? L’Urss aveva bisogno che il successo fosse notato dall’estero, ma gli esperti avevano paura che, viste le ridotte dimensioni della sonda, nessuno potesse fissare con la strumentazione dell’epoca il suo effettivo arrivo sulla Luna. Se al suo impatto fosse scoppiata una bella bombetta atomica, invece…

“Si riteneva che al momento dell’esplosione sulla Luna, ci sarebbe stato un lampo così grande che ogni osservatorio spaziale in quel momento puntato verso il satellite della Terra sarebbe stato in grado di registrarlo”, ha spiegato lo scienziato e ingegnere sovietico Boris Chertok nel suo libro “Rakety i ljudi” (tradotto anche in inglese: “Rockets and people”). Chertok era uno degli aiutanti più vicini a Sergej Korolev, uno dei capi del programma spaziale sovietico.

Non proprio un’idea brillante

Per la Luna finì bene. Chertok e Mstislav Keldysh (l’altro direttore del programma spaziale) riuscirono a dissuadere Korolev, e poi anche Zeldovich, dal portare avanti il piano. I rischi erano troppo grandi. Se la sonda fosse uscita dalla rotta, si sarebbe schiantata sulla Terra insieme al suo carico esplosivo proprio sull’Unione Sovietica. E se fosse accaduto più tardi nello spazio e non fosse scoppiata nell’atmosfera, la bomba sarebbe potuta cadere letteralmente ovunque, mettendo a rischio di una Terza guerra mondiale.

In conclusione, Mosca riuscì a far in modo che il volo del Luna-2 fosse registrato dai radar occidentali senza ricorrere a una esplosione atomica: semplicemente informarono il direttore dell’osservatorio britannico, che monitorò le fasi finali del viaggio, e poi confermò il suo successo agli americani. Nessuno poté dubitare del successo sovietico.

Dall’altro lato della barricata

Nel corso la Guerra fredda, l’Urss e gli Stati Uniti sembravano nemici implacabili, ma le decisioni prese nelle alte sfere erano spesso simili, e la storia dello “bomba atomica sulla luna” è un buon esempio. Anche se è vero che negli Stati Uniti un tale progetto venne sostenuto non dagli scienziati, ma dai militari.

Alla fine degli anni Novanta fu desecretato il “Progetto A119”, all’interno del quale gli scienziati della Nasa negli anni Cinquanta considerarono la possibilità di bombardare la luna per dimostrare il potere militare americano.

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“Era chiaro che l’obiettivo principale di tale esplosione sarebbe stato propagandistico e per dar prova della propria superiorità”, ha dichiarato il fisico Leonard Reifel, responsabile dello sviluppo del Progetto A119, in un’intervista a “The Guardian”. Lo scienziato era molto infastidito dal progetto: “Ho chiarito allora che la scienza avrebbe subito enormi danni dalla distruzione del fragile ambiente della superficie lunare (con un attacco nucleare), ma l’aeronautica americana era preoccupata solo per l’effetto che l’esplosione avrebbe prodotto qui sulla Terra.”

Il buon senso poi prevalse anche negli Stati Uniti: gli scienziati riuscirono a convincere i militari che il gioco non valeva la candela, e il progetto venne abbandonato. Sembra che sia Mosca che Washington abbiano capito che colpire l’unico satellite naturale della Terra con armi distruttive non era solo pericoloso per l’umanità, ma anche incredibilmente stupido.

Perché i sovietici non arrivarono per primi sulla luna? 

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