Le immagini dei quattro eventi che hanno cambiato la storia della Russia

Museo Statale di Nizhnij Novgorod
Sono stati questi punti di svolta epocali, nel corso dei secoli, a forgiare il Paese così come lo conosciamo oggi

1. La chiamata dei Variaghi: 862

“L’invito dei Variaghi” di Viktor Vasnetsov, 1909

Secondo le antiche cronache russe, nell’862 il leggendario condottiero variago Rurik, insieme ai suoi fratelli e al suo seguito, arrivò nel nord della Russia dalla Scandinavia e si stabilì a Novgorod (che con Kiev era allora uno dei due centri principali della Rus’). Secondo la leggenda, a Rurik fu chiesto di guidare le tribù slave perché “non c’era ordine tra di loro”. Accettò l’invito e divenne il primo sovrano conosciuto della Rus’, e da quella data iniziò la storia dello stato russo.

Come disse il famoso storico del XIX secolo Sergej Solovjov, “l’invito dei primi principi ha un grande significato nella nostra storia. Questo è un evento tutto russo ed è giusto considerarlo il punto d’inizio della storia russa.” Per la prima volta, diverse tribù slave furono unite sotto lo stesso potere, il potere dei Variaghi, in questo caso.

Alcuni storici negano però la connotazione pacifica della chiamata, sostenendo che Rurik fu ingaggiato come mercenario e capo militare, ma poi organizzò un colpo di stato, rovesciò gli anziani locali e si nominò sovrano della terra slava settentrionale. Più tardi, la dinastia che ha stabilito, quella dei Rjurikidi, estese il suo controllo su tutti gli antichi territori russi tra cui Kiev, che divenne la capitale del nuovo Stato. Gradualmente, secondo quanto sostiene un viaggiatore ebreo dell’epoca, i Variaghi “adottarono la lingua slava e si mischiarono con la popolazione locale”.

2. La Cristianizzazione della Rus’: 988

“Il battesimo della Rus” di Viktor Vasnetsov, 1890

La Rus’ di Kiev, l’antico stato slavo che copriva i vasti territori della Russia europea contemporanea, dell’Ucraina e della Bielorussia, fu battezzato al cristianesimo nel 988 dal Gran Principe Vladimir I di Kiev, detto il Santo. Si ritiene che abbia scelto la versione ortodossa del cristianesimo, principalmente a causa degli stretti legami che la Rus’ aveva con l’Impero bizantino, dove questa religione era maggioritaria. I collegamenti con l’Impero vennero mantenuti fino alla fine del XV secolo, dopo di che, con il crollo di Bisanzio, Mosca si dichiarò il successore dell’Impero bizantino, la Terza Roma. Pertanto, la decisione di Vladimir definì la traiettoria dello sviluppo storico della Russia.

Inoltre, il cristianesimo divenne un importante fattore di unione dei territori slavi. “L’accettazione del cristianesimo ha dato inizio alla formazione della comunità nazionale russa, che procedette attraverso l’unione di comunità tribali, strati sociali e individui nello spazio spirituale comune della chiesa di Cristo”, ha affermato il vescovo ortodosso russo Hilarion Alfeev in una conferenza dedicata al principe Vladimir di qualche anno fa.

Vladimir è un santo venerato in Russia e un imponente monumento al principe è stato solennemente innalzato due anni fa vicino al Cremlino.

3. La battaglia di Kulikovo con i mongoli: 1380

“La battaglia di Kulikovo” di Sergej Prisekin, 1980

C’è anche un punto di vista storiografico secondo cui l’evento che unì la nazione russa ebbe luogo 400 anni dopo, nella battaglia di Kulikovo. Nel 1380, i russi sotto il comando del principe di Mosca Dmitrij sconfissero le truppe del Khan Mamai, un potente comandante dell’enorme Stato mongolo dell’Orda d’oro.

L’invasione mongola nella metà del XIII secolo aveva devastato la Rus’, e da allora i principati russi erano stati governati dai sovrani mongoli dell’Orda d’oro. Dmitrij raccolse un enorme esercito che comprendeva soldati di quasi tutti i principati russi e combatté ferocemente contro le truppe di Mamai. Dmitrij stesso si batté in prima linea, e fu chiamato “Donskoj” (“del Don”) dopo quella vittoria.

“I russi sono andati a Kulikovo come cittadini di vari principati e sono tornati indietro come nazione russa unita”, ha scritto il famoso storico russo del XX secolo Lev Gumilev.

4. L’impresa di Minin e Pozharskij: 1612

“Kuzma Minin e Dmitrij Pozharskij”, Museo d’arte statale di Nizhnij Novgorod

“Alla fine del 1611, il governo di Mosca sembrava essere stato quasi completamente demolito. I polacchi avevano preso Smolensk. Le truppe polacche avevano bruciato Mosca e preso il Cremlino, stabilendovisi. Gli svedesi avevano preso Novgorod e proposto il loro candidato per il trono di Mosca”, ha scritto lo storico Vasilij Kljuchevskij a proposito del cosiddetto Periodo dei Torbidi.

Tuttavia, poiché l’intero Stato sembrava collassare, le classi medie e inferiori si unirono e presero nelle loro mani i destini della Russia. Kuzma Minin, un venditore di carne e funzionario municipale di Nizhnij Novgorod (a 400 chilometri da Mosca) insieme a un comandante militare, il principe Dmitrij Pozharskij, organizzò la Milizia popolare volontaria. L’intervento liberò Mosca e creò le condizioni per l’ascesa al trono dello zar Michele, il padre fondatore di una nuova dinastia (i Romanov), mantenendo così la Russia come Stato indipendente e sovrano.

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