Ekaterinburg, aperto il Centro Boris Eltsin

Il Centro Boris Eltsin a Ekaterinburg.

Il Centro Boris Eltsin a Ekaterinburg.

Tatiana Andreeva
Taglio del nastro per il nuovo museo dedicato all'ex Presidente russo e a tutti i Presidenti della Federazione. Sette sale, piene di documenti, foto e ricostruzioni inedite, per rivivere la storia del Paese

Il 25 novembre a Ekaterinburg è stato inaugurato il museo dedicato al primo Presidente russo Boris Eltsin. “Ciò che conta è il lavoro di qualsiasi leader del Paese, non importa quanti anni sia stato al potere", ha commentato Naina Eltsina, moglie di Boris Eltsin, durante l’inaugurazione della sede, alla quale ha partecipato anche il capo del Cremlino Vladimir Putin. 

ll centro è stato realizzato sulla base di una legge federale adottata nel 2008 per preservare il patrimonio storico dei Presidenti del Paese. Si tratta del primo museo di questo genere. L’esposizione è stata realizzata dal celebre architetto Ralph Appelbaum, che ha firmato tra l’altro anche il museo ebraico di Mosca. 

L’area espositiva è divisa in sette parti: “I sette giorni importanti nella storia del Paese”, ognuna delle quali rappresenta una tappa nello sviluppo della Russia alla fine del XX secolo, dal crollo dell'Urss alla nascita della Costituzione. Una struttura pensata dal famoso regista russo Pavel Lungin. 

Agli spettatori viene quindi offerta la visione di un film sulla storia della propria patria, dall’antica Rus ai giorni nostri. La pellicola, accompagnata dal documenti e fotografie, racconta le origini e lo sviluppo della democrazia. La storia del Paese si intreccia ovviamente a quella del Presidente Eltsin. 

Fra gli spazi più interessanti si contano tre sale, dedicate al colpo di stato, alla guerra in Cecenia e all’ultimo giorno di Eltsin al potere. Nella prima sala è stato allestito un vero e proprio appartamento sovietico, all’interno del quale squillano dei telefoni e dalla cornetta si può capire come hanno reagito le persone alla comparsa dei carri armati per le strade di Mosca. Aprendo la porta di una stanza, poi, ci si può affacciare direttamente sulle barricate allestite in quei giorni nel cuore della capitale russa, sui blocchi di cemento grigi, mentre su una parete scorre la cronaca di quei giorni. 

Nella sala dedicata alla guerra in Cecenia, invece, si trova un muro convesso, forato da diversi colpi di proiettile. Sulla parete, diverse fotografie di quei tragici momenti.

L’ultima sala ospita l’ufficio di Eltsin all’interno del Cremlino, dal quale ha salutato il popolo nel suo ultimo giorno di lavoro. Sulla sedia è appoggiata la sua giacca, mentre sul tavolo si intravedono una tazza di tè e la sua penna con la quale firmava leggi e decreti.

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