Putin all'Onu: "Necessaria coalizione antiterrorismo"

Il Presidente russo Vladimir Putin all'Assemblea Onu

Il Presidente russo Vladimir Putin all'Assemblea Onu

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Intervenuto all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il leader russo ha proposto di unire le forze per combattere la minaccia dello Stato islamico: "Con i suoi crimini profana una grande religione mondiale come l'Islam". Il capo del Cremlino ha affrontato poi la questione ucraina, le sanzioni e il problema dei cambiamenti climatici

Il Presidente russo è intervenuto nella 70esima sessione dell’Assemblea generale dell’Onu, dove hanno partecipato oltre 150 capi di Stato. Dalla Siria al terrorismo, ecco i temi affrontati dal leader russo. Rbth ve ne propone una sintesi.

L'Onu

L’Onu è l’organizzazione che ha aiutato l’umanità a evitare ben più gravi problemi. Non ha eguali in quanto a rappresentatività, legittimità e universalità, anche se ultimamente è stata oggetto di critiche. Vorrei ricordare che ci sono sempre state differenze e si è sempre utilizzato il diritto di veto. I fondatori dell’Organizzazione delle Nazioni Unite non hanno pensato che ci sarebbe stata sempre unanimità: la sua missione è quella di trovare compromessi, ascoltare opinioni diverse. Le decisioni che vengono discusse all’Onu vengono approvate in forma di risoluzione (...). Qualsiasi azione di qualsiasi Stato al di fuori di questo ordine è illegittima.

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Condanniamo i tentativi di minare la legittimità delle Nazioni Unite e li consideriamo molto pericolosi. 

La Siria e lo Stato islamico

I problemi politici ed economici della regione sono aumentati negli ultimi tempi. La gente lì aveva voglia di cambiamenti. Ma qual è stato il risultato? Invece di realizzare riforme, c’è stata una distruzione delle istituzioni. 

Non posso evitare di chiedere a coloro che hanno causato questa situazione: si rendono conto di cosa hanno fatto? Ma temo che nessuno risponderebbe. 

Il vuoto di potere generatosi in Medio Oriente e nel Nord Africa ha creato zone di anarchia piene di estremisti e terroristi. Ci sono reclute che provengono dalla Libia, e membri dell’opposizione siriana moderata, armati dall’Occidente, che hanno disertato e si sono uniti allo Stato islamico.

Lo Stato islamico non è nato dal nulla.(...). In tali circostanze è ipocrita e irresponsabile fare pompose dichiarazioni sulla minaccia del terrorismo internazionale, quando invece si chiudono gli occhi davanti alle fonti di finanziamento dei terroristi. Sarebbe anche irresponsabile cercare di metterlo al proprio servizio nel tentativo di raggiungere precisi obiettivi politici.

È stato un grave errore rinunciare a collaborare con le autorità siriane, con le truppe governative e con coloro che combattono valorosamente, faccia a faccia, il terrorismo. Dobbiamo riconoscere che le forze di Assad e le milizie curde sono coloro che combattono realmente contro lo Stato islamico e altre organizzazioni terroristiche.

La proposta è quella di farci guidare da valori e interessi comuni, invece che da ambizioni; di unire le forze sulla base del diritto internazionale per risolvere nuovi problemi e creare una coalizione internazionale anti-terrorismo veramente amplia

Così come avvenne per la coalizione contro Hitler, (la nuova coalizione) potrebbe unire le varie forze che sono disposte a contrastare in maniera decisa chi, come i nazisti, incarnano oggi il male e la misantropia.

Ovviamente tale coalizione dovrebbe comprendere i paesi musulmani, perché l’Isis non solo li minaccia direttamente, ma, con i suoi crimini, profana una grande religione mondiale come l’Islam. Gli ideologi dell’Isis alterano i veri valori umani. 

Ucraina

Le vecchie repubbliche sovietiche sono state messe davanti a una falsa scelta: stare con l’Occidente o stare con l’Oriente. Prima o poi questa logica di scontro avrebbe causato una grave crisi geopolitica ed è esattamente ciò che è accaduto in Ucraina, dove il malcontento della popolazione è stato utilizzato per orchestrare un colpo di stato che ha portato alla guerra civile. 

Siamo convinti che solo attraverso l’applicazione fedele degli accordi di Minsk dell’11 febbraio di quest’anno si possa porre fine allo spargimento di sangue. 

Con le minacce e la forze militare non si garantisce l’integrità dell’Ucraina. Bisogna prendere in considerazione gli interessi e i diritti del popolo del Donbass, rispettando la loro scelta.

Putin: “L’economia russa si è stabilizzata”

Sanzioni ed economia

Le sanzioni unilaterali violano la Carta dell’ONU. Oltre a cercare obiettivi politici, queste sanzioni servono a eliminare la concorrenza. 

Alcuni paesi hanno formato associazioni economiche segrete alle spalle dei propri cittadini e di altri paesi. 

La Russia propone di armonizzare i progetti economici regionali. Faccio riferimento alla cosiddetta “integrazione delle integrazioni” su una base di normative trasparenti. Mi riferisco all’intenzione di collegare l’Unione Eurasiatica e all’iniziativa cinese della Nuova Via della Seta. 

I cambiamenti climatici

Prevediamo di ridurre, entro il 2030, le emissioni del 70%. Dobbiamo concentrarci per produrre nuove tecnologie nel rispetto della natura. È una sfida planetaria e dobbiamo unire le nostre forze. 

Propongo di organizzare un forum, sotto l’egida dell’Onu, per una revisione globale delle questioni legate all’esaurimento delle risorse naturali e del cambiamento climatico. La Russia è disposta a patrocinare questo forum.

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