Perché mai i russi si fanno una super vacanza di 11 giorni a inizio gennaio?

Valerij Sharifulin/TASS
Dopo Capodanno, è diventato tradizionale un ponte lunghissimo. Cittadini e lavoratori sono felicissimi di poter tirare il fiato e stare in famiglia, ma gli economisti li bacchettano: così si perde produttività

Immaginate questa situazione: un ministro russo suggerisce di cancellare le lunghe vacanze di Capodanno per aumentare la produttività del Paese. Immediatamente questo lo rende la persona più odiata del Paese e molti russi, anche quelli che sopportano tutte le leggi e le restrizioni imposte dal governo, iniziano enormi rivolte per difendere il loro diritto al riposo.

Questa è in realtà la trama di una serie tv russa in 15 puntate (una seconda stagione è in corso di lavorazione) realizzata per il periodo delle feste e intitolata “Poslédnyj Ministr” (“Последний Министр”; ossia “L’ultimo ministro”; titolo inglese per il mercato estero: “The Last Minister”). E non si allontana troppo dalla realtà: proposte per ridurre i giorni di ferie a Capodanno, che in Russia sono moltissimi, per via del fatto che l’economia del Paese ne risente sempre, vengono avanzate ogni anno, ma restano senza successo. Persino il presidente Vladimir Putin, nel febbraio 2012 (allora era primo ministro), suggerì di spostare almeno alcune festività da gennaio a maggio, ma non è successo.

Una scena tratta dalla serie tv “L’ultimo ministro” (“The Last Minister”)

La lunghissima vacanza di Capodanno è una tradizione relativamente giovane: è iniziata solo nel 2004. Ma è diventata rapidamente una cosa sacra per i russi. Dopo un anno di duro lavoro, e il periodo folle dei preparativi per le festività con il seguente burn-out emotivo… le persone ritengono  semplicemente di meritare quel tempo di relax da trascorrere in famiglia.

Perché i russi si sono ritrovati con delle vacanze così lunghe?

Il Capodanno non era una festa molto celebrata fino all’epoca di Stalin. Prima della Rivoluzione del 1917, i russi celebravano il Natale ortodosso, proprio come i cattolici, il 25 dicembre. Poi, i bolscevichi passarono al calendario gregoriano e tutte le date si spostarono di 13 giorni. Il Natale ortodosso finì al 7 gennaio, ma poi la celebrazione delle festività religiose venne annullata del tutto, visto che nell’Urss infuriava la propaganda atea.

Un originale costume di Capodanno

Ovviamente, le persone avevano ancora bisogno di alcune celebrazioni e tradizioni invernali. Stalin fece rivivere l’albero di Natale, ma lo ribattezzò albero di Capodanno. La festa era più incentrata sui bambini, che si vestivano con costumi da carnevale (guardate qui i più creativi) e ricevevano regali.

All’inizio, per dare un po’ di riposo ai lavoratori sovietici dopo la terribile esperienza della Seconda guerra mondiale, le autorità fecero del 1° gennaio un giorno festivo, nel 1947. Tuttavia, il giorno successivo, il 2 gennaio, tutti tornavano al lavoro. Solo i bambini potevano godersi una intera settimana di vacanze.

Capodanno sul fronte orientale della Seconda guerra mondiale, 1941

Nel 1991, verso la fine della Perestrojka e ormai alla vigilia del crollo dell’Urss, il Natale ortodosso (7 gennaio) si trasformò in una festa nazionale. Nel 1992, venne aggiunto il 2 gennaio all’elenco delle festività, e nel 2004 ai russi furono concessi cinque interi giorni di riposo. L’iniziativa venne portata avanti da un gruppo di deputati della Duma di Stato di vari partiti, che sostenevano che il provvedimento avrebbe aiutato i genitori a trascorrere le vacanze invernali con i loro figli, il che a sua volta avrebbe rafforzato la famiglia.

Serata danzante di Capodanno in una residenza russa

Cinque giorni contenevano o erano direttamente collegati a un fine settimana e il 7 gennaio (Natale) non era troppo lontano… Inoltre, avere una festa nazionale in un fine settimana non era considerato giusto, e venne approvata una legge per recuperare il giorno di riposo al lunedì successivo o al primo giorno utile non festivo.

Quindi, cinque giorni di riposo si sono spesso trasformati in 8, 10 o anche 11 giorni di relax. Per inciso, nel 2015 si è verificata la combinazione “perfetta” per il “superponte”, dando vita a 11 giorni di ferie consecutivi.

Nel parco VDNKh di Mosca

Infine, nel 2012 (lo stesso anno in cui Putin ha proposto di ridurre le vacanze di Capodanno!), le autorità hanno deciso di non fare affidamento sulla sorte e di rendere ufficiale il periodo di festività dal 1º all’8 gennaio, qualunque cosa accada. Se capita che quei giorni siano seguiti da un fine settimana, come è successo nel 2020, allora così sia. Inoltre, anche il 31 dicembre 2020 è stato dichiarato giorno non lavorativo.

Cosa significano queste vacanze per le persone e per il Paese?

Secondo il VTsIOM, il Centro Russo di Ricerca dell’Opinione Pubblica, all’inizio del 2020 fino al 51% dei russi considerava l’iniziativa delle vacanze lunghe una buona idea. Le fasce d’età che le apprezzavano maggiormente erano i giovani tra i 18 e i 24 anni (il 75% si è detto a favore delle lunghe vacanze di gennaio) e quelli tra i 25 e i 34 anni (66%).

Festa di Capodanno a Vladivostok

Tuttavia, il 33% delle persone non approvava le lunghe vacanze. E circa il 3% degli intervistati è generalmente favorevole all’idea, ma ha suggerito di spostare i giorni o parte dei giorni liberi al mese di maggio.

All’inizio del 2020, gli esperti hanno calcolato che ogni giorno di vacanza costa alla Russia 120-150 miliardi di rubli (circa 1,3-1,7 miliardi di euro), per un totale in media di circa 15 miliardi di euro.

La produzione nelle fabbriche e negli stabilimenti durante queste vacanze invernali si riduce di circa il 15-20%, ma, allo stesso tempo, la domanda nel settore della vendita al dettaglio aumenta del 30-50%. Negozi, teatri, cinema e caffè continuano però a lavorare, visto che le persone sono pronte a spendere soldi per lo shopping e l’intrattenimento.


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