Due modelle russe sono state accusate di razzismo e appropriazione culturale. Ecco perché (FOTO)

@anastasia1102
Non tutte le ragazze in Russia sono bionde e con gli occhi azzurri. Alena e Anastasija, per esempio, vengono dal Sud del Paese, e hanno radici rom e dei popoli del Caucaso settentrionale. Ma quando hanno posato con indosso la nuova collezione congiunta di Ivy Park (il marchio di Beyoncé) e Adidas hanno scatenato un putiferio sui social network anglofoni, dove si è gridato al “blackfishing”

“Mi dovevo fotografare con il kokóshnik in testa e una lunga treccia russa? Oppure anche le trecce si scopre che sono cosa loro… E poi cosa? Mi impedirete di ascoltare l’hip-hop, di indossare jeans a vita bassa e di andare al solarium? Sì, perché a quanto pare anche il fatto che io sia troppo abbronzata li offende”, si è sfogata sul suo Instagram Alena Bjuni, una delle modelle russe i cui servizi fotografici hanno fatto infuriare gli utenti anglofoni dei social network.

Alena e un’altra modella, Anastasija, hanno pubblicato su Instagram il 4 dicembre foto in cui indossavano abiti della collezione nata dalla collaborazione tra Ivy Park (il brand di Beyoncé) e Adidas. Pochi giorni dopo, il marchio ha notato le foto e le ha ripubblicate sulla sua pagina ufficiale. Ma, quasi subito, le foto sono state rimosse, non appena i social media manager si sono resi conto che le ragazze erano russe. Ma ormai era tardi, il danno era fatto, e centinaia di commenti indignatissimi erano arrivati contro la casa di moda.

“Chiunque abbia pubblicato questa roba deve essere licenziato!”. “Sto per scrivere una lettera di proteste ufficiale all’azienda. Che diavolo è questo?”. “Oh no, cosa stai facendo, ragazza?”. “Questa ripa sta per essere trascinata per Internet tirata per quei capelli che si è fatta. Si tratta di blackface! E queste immagini inappropriate devono essere rimosse!”. Questi alcuni dei commenti, e neanche i più duri, degli utenti indignati, che hanno raccolto migliaia di like.

Le ragazze e i brand Beyoncé e Adidas sono stati accusati di appropriazione culturale, razzismo e “blackfishing”, per aver “copiato” l’immagine degli afroamericani, per via delle treccine, dei capelli ricci e dell’abbronzatura eccessiva. Il “blackfishing”, da non confondere con “blackface”, consiste nell’usare l’acconciatura o l’abbronzatura per fingere di avere delle ascendenze di colore o comunque creare ambiguità etnica.

Ben presto i media stranieri ne hanno scritto e diversi blogger di YouTube hanno persino dedicato interi video a questo argomento. “La domanda è: Adidas sapeva che queste donne non avevano antenati neri?”, si è chiesta per esempio, al colmo dell’indignazione, la blogger “Millennial Tea”.

Tuttavia, la maggior parte degli utenti russi non ha capito perché le modelle sono state criticate, visto che concetti come il “blackfishing” sono ancora pressoché sconosciuti in Russia. Molti hanno quindi difeso le ragazze, anche ricordando che non è mai esistita storicamente una schiavitù nera in Russia, né alcun tipo di segregazione razziale paragonabile a quella americana, ed esortando quindi a non vedere il razzismo in ogni persona bianca con i riccioli e con qualche sessione in più di lettino abbronzante. “Non si può vedere tutto come razzismo. Questo abbigliamento è in vendita e chiunque può acquistarlo. L’abbronzatura è un fatto naturale. Chiunque può diventare come quelle modelle se sta molto al sole. Quanto all’acconciatura, per quale motivo non dovrebbero averla? Molte donne africane si sono trasferite in Russia per lavorare proprio in questo settore: hanno iniziato a proporre trecce, treccine e acconciature tradizionali. Alle russe sono piaciute e hanno iniziato ad adottarle. Volete dire che è razzista farsi fare i capelli da una persona di colore? Che per non essere razziste dovremmo lasciarle senza lavoro?”.

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Né Ivy Park né Beyoncé hanno per ora commentato la situazione. Nel frattempo, gli utenti di lingua russa hanno inondato di commenti il profilo Instagram del marchio: chiedono di ripubblicare le foto delle modelle russe, scherzano sull’appropriazione culturale, e minacciano di boicottare Adidas.

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Le modelle si sono espresse in modo inequivocabile: “Come on, ragazzi! Non ci sono solo ‘nere’ e ‘bianche’ nel mondo; ci sono anche ragazze come noi, del Sud della Russia, con radici rom e caucasiche. E sì, siamo più scure della maggior parte dei russi. E non siamo bionde. E allora cosa dobbiamo fare, spalmarci convulsamente di protezione 100 in modo che nessuna donna dalla pelle un po’ più scura della nostra si arrabbi? A noi sembra un bene lasciarsi ispirare e utilizzare l’eredità e le tradizioni di altre etnie. E ci sembra che ci siano problemi più importanti nel mondo che vomitare cattiverie e bullizzare persone come noi per la loro pettinatura o lo stile scelto in un servizio fotografico”, ha detto Alena.

Anastasija dice di non capire perché il marchio abbia lanciato questa collaborazione e messo in vendita quella collezione in Russia: “Ora in pratica si scopre che la gran parte dei russi questi vestiti non li possono indossare, perché farlo sarebbe appropriazione culturale! E che l’abbronzatura e le trecce sono una palese violazione dei diritti dei neri. E questo è nel XXI secolo! Se li possono indossare solo i neri, perché allora vendono quei vestiti in Russia, che è un Paese multietnico?”.


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