Cinque medici e infermieri russi divenuti noti al grande pubblico dopo l’epidemia di Covid-19

lina_alexa96, Valerij Sharifulin/TASS, vk.com
Da mesi combattono in prima linea contro il virus, e uno ci ha anche rimesso la vita. Ecco le loro storie

Denis Protsenko

Denis Protsenko, capo medico dell’ospedale per le malattie infettive di Mosca del quartiere di Kommunarka, è diventato la principale fonte di informazioni sui primi pazienti russi che si sono ammalati di Covid-19, nonché sullo stato degli ospedali e sui metodi di cura. E fu il primo a parlare della necessità di un lockdown totale a Mosca. 

Il 31 marzo 2020, fu reso noto che lui stesso era stato infettato dal coronavirus, pochi giorni dopo aver accolto la visita in ospedale del presidente Vladimir Putin. Non avendo sintomi troppo gravi, non ha lasciato il lavoro, ma si è auto-isolato nel suo ufficio e per due settimane ha guidato l’ospedale a distanza e ha condotto visite in telemedicina. Sotto la sua guida, da marzo a giugno, i medici dell’ospedale hanno curato oltre 3.000 pazienti.

All’inizio di giugno, Protsenko, insieme alla sua squadra, è andato in Daghestan per aiutare i medici locali nella lotta contro il Covid-19.

Aleksandr Semjonov

Nel marzo 2020, Aleksandr Semjonov, capo del laboratorio di Immunologia e virologia dell’HIV presso l’Istituto Pasteur di San Pietroburgo, è andato con altri medici in Italia per aiutare a a istituire l’ospedale da campo russo-italiano a Bergamo per i pazienti di Covid-19.

I costruttori e i medici hanno completamente attrezzato l’ospedale sul territorio del complesso espositivo della Fiera di Bergamo in sole due settimane. Successivamente, lo stesso virologo ha lavorato in quell’ospedale, aiutando a curare i pazienti.

Sotto la sua supervisione, i medici dell’ospedale da campo hanno curato e dimesso 75 pazienti. Tuttavia, è diventato particolarmente popolare dopo aver pubblicato su Facebook una foto del borsch che gli italiani avevano preparato come segno di gratitudine per i medici russi.

“La zuppa di barbabietola-cavolo-patate con brodo di carne era deliziosa. Tutti avevamo nostalgia del cibo di casa, tutti volevano la zuppa”, ha scritto sui social network.

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Nadezhda Zhukova

Durante l’epidemia di coronavirus, l’infermiera più popolare in Russia (e forse nel mondo) è diventata la ventitreenne Nadezhda Zhukova dell’ospedale regionale di Tula, diventata famosa come “l’infermiera in costume da bagno”.

Della Zhukova si è iniziato attivamente a discutere sui media e sui social network dopo che uno dei pazienti ha inviato una sua foto, con il solo costume da bagno sotto la tuta protettiva trasparente, a un giornale locale. L’infermiera si è giustificata parlando del caldo insopportabile sotto la tuta, poiché l’ospedale era chiuso e i condizionatori d’aria non funzionavano. È diventata immediatamente protagonista delle news.

Inizialmente, il Ministero della Salute regionale voleva punirla per l’aspetto inappropriato, ma gli utenti dei social network hanno supportato la ragazza, e molti colleghi si sono messi in bikini per solidarietà, e il governatore locale in seguito le ha persino espresso gratitudine.

Presto Nadezhda è divenuta il volto di un marchio di abbigliamento sportivo russo, ma ha detto che non lascerà l’ospedale per il mondo della moda.

“Non ho mai aspirato a diventare famosa, ho altri punti di riferimento nella vita. Voglio che il personale sanitario venga trattato con rispetto, che il nostro lavoro sia apprezzato sempre, e non solo nella situazione attuale”, ha scritto la Zhukova sul suo account personale.

Lina Alekseeva

Lina è un’infermiera del Centro federale di cardiologia di San Pietroburgo. Nel tempo libero, la ragazza è appassionata di fotografia e, nel febbraio 2020, ha aperto un account TikTok per parlare del suo lavoro, degli hobby e della relazione con suo marito.

Nel maggio 2020, il posto dove lavora è stato convertito in un ospedale Covid-19. Quindi Lina ha iniziato a parlare con molta sincerità delle condizioni in cui i medici della zona rossa sono costretti a lavorare.

“Le tute sono molto difficili da portare, specialmente quando fa caldo. Non ci sono condizionatori d’aria nel dipartimento. In terapia intensiva, i medici generalmente devono indossare i pannoloni e farsela addosso, e molti sono svenuti per il caldo e la mancanza di ossigeno”, ha raccontato la ragazza.

Grazie a TikTok, la ragazza ha ricevuto molte parole di supporto, che l’hanno aiutata a far fronte a un lavoro difficile. I suoi video sul lavoro nel reparto Covid-19 hanno raccolto fino a 600 mila visualizzazioni, ora sul suo canale ha 68.400 follower.

Maksim Starinskij

L’urologo cinquantaseienne Maksim Starinskij è stato il primo medico russo a morire per complicazioni causate dal coronavirus. Era responsabile del dipartimento Covid-19 dell’ospedale per i veterani di guerra.

Secondo “The Moscow Times”, l’ospedale non era pronto, a inizio aprile, a ricevere pazienti con coronavirus. La malattia è stata diagnosticata a 64 dipendenti, tra cui Starinskij.

“È stato immediatamente trasferito per le cure all’ospedale della Kommunarka. Sfortunatamente, è deceduto il 20 aprile. La causa della morte è stata l’infezione da SARS-CoV-2, con lo sviluppo di una polmonite bilaterale grave”, ha affermato il dipartimento sanitario di Mosca.

Al momento, 584 tra medici, infermieri, assistenti di laboratorio e altri dipendenti delle istituzioni sanitarie sono deceduti per Covid-19 in Russia. Qui il sito con l’elenco completo

Ognuno di loro, così come ogni persona che aiuta direttamente o indirettamente a combattere il Covid-19, merita il titolo di eroe e un’immensa gratitudine


I poster russi per ringraziare il personale sanitario che lotta contro il Covid-19 

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