“Osservando cosa sta accadendo in Italia con il coronavirus penso che dovremmo chiudere anche Mosca”

Sergej Vedyashkin/Moskva Agency
Parla il primario dell’ospedale di Mosca dove vengono ricoverati i pazienti positivi al coronavirus: “Per ora situazione sotto controllo, Mosca è pronta ad affrontare il virus, ma manca personale medico”

Chi si ammala di coronavirus a Mosca viene ricoverato all’ospedale speciale di Kommunarka, una località a sud ovest della capitale. Il primario Denis Protsenko ha raccontato com’è la situazione al momento e quali scenari aspettarsi.

Sintomi del coronavirus

“In tutti i nostri pazienti risultati positivi al Covid-19 abbiamo riscontrato febbre a 38, che talvolta scende da sola o che passa con una somministrazione di paracetamolo. Questa tipologia di pazienti viene tenuta sotto osservazione, ma non curata, nonostante la positività al coronavirus: guariscono da soli. 

La forma più grave di contagio si manifesta con tosse secca, febbre, difficoltà respiratorie e, nei casi peggiori, un abbassamento dei livelli di ossigeno nel sangue. Ciò accade perché buona parte del tessuto polmonare soffre le conseguenze del virus e smette di svolgere la propria normale funzione, ovvero trasportare l’ossigeno dall’esterno nel sangue. Da qui derivano la carenza di ossigeno e le difficoltà respiratorie”. 

Il coronavirus a Mosca

“Dal punto di vista informativo la situazione a Mosca è molto chiara: attualmente si contano 62 contagi, con 199 casi riscontrati in tutto il paese... non li nascondiamo. La situazione è tesa, e secondo il trend che osservo l’età media di questi pazienti inizia ad alzarsi. Prima si trattava di ragazzi giovani, rientrati dall’Italia… e così si spiegava l’assenza di casi gravi da noi. Ma adesso l’età media dei contagi è scivolata da 35 a 37-39 anni. Ora sono apparsi casi di pazienti anziani: ce ne sono 6 in ospedale. Nessuno di loro però è sottoposto a ventilazione artificiale. 

A Mosca ci sono 5.000 ventilatori meccanici, e sto parlando degli ospedali cittadini, senza contare quelli privati. Credo che Mosca sia pronta per affrontare il virus, ciò che manca è il personale medico”.

Perché in Russia ci sono pochi casi di coronavirus?

“A Mosca l’aumento dei contagi è esponenziale, ma contenuto. Ma non come in Italia, dove i malati sono passati da 2 a 500 in pochi giorni. Noi ci stiamo preparando. 

Il basso numero di infetti non è un miracolo, ma il risultato delle misure draconiane adottate da Mosca: la ricostruzione dei contatti, l'isolamento...”.

Come curare il coronavirus

“Nella maggior parte dei nostri pazienti il coronavirus passa da solo con l’assunzione di una sola dose di paracetamolo. Ma è perché sono giovani! Abbiamo avuto un paziente di 44 anni: non appartiene alla fascia più a rischio, ma fuma, ed è un dettaglio importante. È stato 9 giorni in rianimazione. Ovviamente non siamo tutti uguali, ognuno reagisce in modo differente. 

Abbiamo curato questo paziente grave con antibiotici. Ma non vedendo miglioramenti abbiamo cambiato tipologia di cura. All’epoca non era ancora stata riscontrata la positività di questo paziente al Covid, per questo è stato somministrato un trattamento combinato di terapie antivirali”.

Perché a Mosca hanno iniziato a costruire in fretta e furia un ospedale per le malattie infettive?  

“Perché c’è sempre un piano ‘B’. Ed è meglio magari esagerare, o ritrovarci a pensare che sia stato ridicolo aver costruito in un mese un ospedale che poi non è servito, piuttosto che avere la stessa situazione dell’Italia”.

Perché a Wuhan l’epidemia si è fermata?

“Probabilmente perché là sono state introdotte rigide misure di quarantena. Ma non saprei dire. Ho parlato con degli esperti che sono stati a Wuhan: pensate che i cinesi abbiano mostrato qualcosa a qualcuno? No. Apparentemente sono stati presi provvedimenti severi, magari impopolari. Le altre città russe con milioni di abitanti al momento sono ancora tranquille forse perché a Mosca c’è un serrato controllo su tutti i contatti delle persone infette”. 

Come difendersi dal coronavirus

“Ho un paio di osservazioni da fare in merito all’approccio inglese (che prevede misure di contenimento leggere e l’idea di affidarsi all’immunità di gregge). Innanzitutto, gli anziani non sono persone alle quali si può semplicemente portare una busta con la spesa e la carta igienica, e poi attivargli Skype. Esistono i pazienti allettati e colpiti da infarto, che hanno bisogno di assistenza. Cosa fare con loro? In secondo luogo, finché non sappiamo come si evolverà la situazione in Italia e se ci sarà una nuova ondata di contagi fra 3-4 mesi, non possiamo affermare che funzioni l’immunità di gregge. Insomma, il modello inglese ha diversi punti deboli.

Perciò la via seguita dall’Italia, che punta all’isolamento e parallelamente allo sviluppo di un vaccino, mi sembra comprensibile. Vedendo ciò che sta accadendo in Italia, credo che bisognerebbe chiudere anche Mosca”.

Quando finirà la pandemia?

“Seguendo l’approccio cinese, vorrei sperare che tutto possa finire a maggio o giugno; se invece seguissimo quello italiano e se si registrasse un’esplosione di contagi, allora potremmo considerarci fortunati se tutto questo finisse a settembre”. 

Quanto sono affidabili i tamponi per il coronavirus?

"Per poter parlare della precisione di qualsiasi test, è necessario prima di tutto effettuare osservazioni e calcoli su larga scala. Al momento testiamo solo la reazione a catena della polimerasi (PCR), non stiamo ancora testando gli anticorpi. Per questo motivo non possiamo dire con certezza che questa tipologia di test sia super accurata. Ma non possiamo nemmeno affermare il contrario. Il test viene effettuato tre volte. Non abbiamo ancora registrato casi in cui il primo test abbia dato risultato positivo e i successivi negativo".

Tre cose che ognuno di noi dovrebbe fare adesso 

"Non fatevi prendere dal panico. Seguite i consigli delle autorità mediche. E prendetevi cura degli anziani. Solo le persone appartenenti ai gruppi a rischio devono essere sottoposte a test. Se avete mal di gola e febbre, mettetevi in auto-isolamento: è questa la cosa più efficace da fare. Attraversare tutta la città per fare il tampone può avere conseguenze molto negative”.

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