Cinque abitudini che hanno mantenuto i russi snelli e asciutti

Alena Repkina
In passato la magrezza era sinonimo di poca salute. Si preferivano infatti i corpi rotondi e i fianchi morbidi. Tuttavia in epoca imperiale certe consuetidini, la religione e il lavoro nei campi portarono molto a gente a perdere peso. Vi spieghiamo come

In passato si credeva che la magrezza fosse sintomo di poca salute e in Russia vi era la convinzione che sia gli uomini sia le donne dovessero essere in carne. Caterina I fu addirittura costretta a ingrassare in previsione del suo matrimonio con lo zar Pietro I. Ma al di là di queste convinzioni, nel Paese esistevano diversi modi (a volte non sempre salutari) che permettevano alla gente di perdere peso. Vediamo quali.

Attenzione! Questo articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non vuole suggerire rimedi per dimagrire: per qualsiasi dieta, consultate il vostro medico o il nutrizionista. 

La dieta del popolo

I contadini di solito erano sempre piuttosto magri: il costante lavoro fisico e la mancanza di cibo conferiva loro un aspetto secco e asciutto. Il lavoro nei campi iniziava già con il sopraggiungere della primavera e durante la giornata potevano portare con sé solo un misero pezzo di pane e un pentolino di latte acido, talvolta del kvas. Si nutrivano inoltre dei frutti raccolti durante il lavoro e di erbe e bacche che si trovavano facilmente nei boschi. Cibi ben poco calorici, ovviamente. La loro dieta prevedeva poi pochi dolci, visto che lo zucchero era molto caro e il miele veniva utilizzato solo in occasione di feste e come medicinale. Anche la marmellata all’epoca era poco diffusa. 

Digiuno ortodosso

In passato l’aspetto magro e asciutto di molte persone era forse dovuto anche alle tradizioni ortodosse, che imponevano un rigido digiuno ogni mercoledì e venerdì. In questi giorni infatti era opportuno evitare di mangiare carne, latticini e uova. In tutto l’anno poi si contano quattro grandi periodi di digiuno: il grande Digiuno di primavera e quello di Natale, che insieme raggiungono quasi 50 giorni, a seconda della data in cui cade la Pasqua; senza dimenticare il Digiugno degli Apostoli e il Digiuno della Dormizione. Ai credeti veniva quindi proibito il consumo di proteine animali e di olio vegetale. Infine era consuetudine osservare un periodo di digiuno anche nei giorni che precedevano la confessione e la comunione, molto diffusi tra il popolo.  

Banya

Tra i rimedi più diffusi per prevenire l’eccesso di peso e le malattie c’era la banya, la tradizionale sauna russa, che di solito si faceva il sabato. Si riteneva inoltre che l’acqua calda e il vapore non solo eliminassero la sporcizia, ma anche i peccati e i cattivi pensieri. A differenza del passato, oggi la banya è utilizzata prevalentemente per liberare il corpo dalle tossine e facilitare la perdita di peso.

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La dieta dell’imperatore

Diversamente dal popolo, l’élite russa poteva ovviamente permettersi cene abbondanti e succulente e numerose portate. Lo zar Pietro il Grande (1689-1725) cervaca infatti di prestare particolare attenzione alla sua dieta: si svegliava ogni mattina alle 5 e faceva una colazione leggera per potersi poi dedicare ad altre cose. Poi non mangiava più fino all’ora di pranzo. Nel suo menu era sempre presente una zuppa, il più delle volte lo shchi (l’aveta mai assaggiata? Provate la ricetta di questa prelibatezza!). Seguivano poi portate di anatra o maialino, accompagnate da smetana e formaggio. Lo zar infine adorava accompagnare le proteine e le verdure assunte con frutta secca. Egli infatti era molto orgoglioso della frutta che veniva coltivata nei giardini imperiali!

Saltare la cena

Così come narra Ivan Goncharov nel suo libro “Una storia comune”, durante il periodo dell’Impero russo la classe benestante era solita saltare direttamente la cena per mantenere un peso ideale. Uno dei protagonisti del romanzo di Goncharov afferma addirittura che la cena non è altro che un’abitudine dei contadini e del popolo. Non c’è da stupirsi infatti che molti imperatori non cenassero. Si dice che lo zar Nicola I (1825-1855) non abbia mai cenato in tutta la sua vita! 

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