A Udine il nuovo Consolato onorario russo

Il taglio del nastro del nuovo consolato onorario

Il taglio del nastro del nuovo consolato onorario

Ekaterina Soboleva
Si occuperà di turismo, cultura e supporto all’imprenditoria. A capo dell’ufficio, Carlo Dall’Ava. Presenti al taglio del nastro, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo e l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov

Con la caratteristica cerimonia del taglio del nastro tricolore russo, il 21 settembre 2015 è stata ufficialmente inaugurata l’attività del Consolato onorario della Federazione Russa a Udine. Carlo Dall’Ava, 50enne imprenditore friuliano, produttore del prosciutto Dok Dall’Ava, è stato nominato Console onorario dal Ministero degli Affari Esteri della Federazione due anni fa. Ora proseguirà il lavoro di assistenza istituzionale ai 1.200 cittadini russi residenti nella regione.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo, l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov e il console onorario Dall’Ava, alla presenza di numerose autorità locali, esponenti del mondo imprenditoriale e rappresentanti delle associazione russe di Friuli Venezia Giulia.

Il presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo ha aperto la presentazione ufficiale, partendo dal fatto che i rapporti con la Russia sono stati sempre molto intensi. “Ci sono 1.928 imprese italiane coinvolte nello scambio commerciale con la Russia nei vari settori, tra cui arredo, meccanica, agroalimentare”. Ha ricordato anche il fatto, che nonostante il calo di quasi 30% dello scambio commerciale tra i due paesi nel gennaio 2015, le imprese regionali hanno chiuso il mese in positivo dal 7,35% (Friuli) e 28% in più (Udine).

Un nuovo ponte con l'Italia

Nel suo discorso, l’Ambasciatore Razov ha ricordato che i rapporti tra Italia e Russia “si sviluppano in maniera stabile”. “Il Presidente Putin e premier Renzi negli ultimi due anni si sono incontrati ben quattro volte. Molto spesso si sentono per telefono per affrontare le questioni in agenda. Vi sono state tre visite ufficiali di Putin in Italia. Non c’è un altro paese in Europa dove il Presidente russo si rechi così di frequente come l’Italia”. 

Un momento dell'inaugurazione (Foto: Ekaterina Soboleva)

Le parole dell’Ambasciatore Razov confermano che nella leadership di ambedue paesi c’è lo stesso, unico desiderio “di normalizzare il dialogo politico e continuare a far crescere i rapporti tra Russia e Italia sotto ogni aspetto”; anche se la realtà di oggi, purtroppo, sulla scena internazionale è segnata da “un periodo di turbolenza e di difficoltà”.

Gli scambi commerciali

Il capo della diplomazia russa in Italia ha proseguito poi offrendo alcuni significativi dati statistici relativi allo scambio commerciale tra Russia e Italia, ricordando che nel 2014 lo scambio è calato del 10% rispetto al 2013: da 54 miliardi di dollari a 48 miliardi e, purtroppo, nel primo semestre del 2015 è calato del 30% rispetto all’anno precedente. Tra i motivi, soprattutto il calo dei prezzi del petrolio e delle materie prime, che stanno alla base dell’export russo, poi, senz’altro la svalutazione del rublo rispetto alla valuta europea e al dollaro. Di conseguenza, il vantaggio rispetto all’importazione di beni dall’Eurozona in Russia si è dimezzato, fatto che ha suscitato in generale la riduzione dell’import in Russia. Ovviamente, a questo fatto è legata la riduzione del flusso dei turisti russi in Europa. Pesa lo scambio della valuta nazionale con quella europea; in altre parole cioè “i viaggi in Italia sono diventati due volte meno interessanti”. Infine, come terzo motivo, l’ambasciatore non poteva non citare le sanzioni.

“La soluzione più semplice e evidente sarebbe di abolirle”, sottolinea Sergey Razov, confessando di avere tanto rispetto e onore verso quegli imprenditori italiani che “non incrociano le braccia ma continuano a lavorare”. E ha concluso: “Qualsiasi crisi prima o poi si risolve con una soluzione politica”. Ma “quello che è stato elaborato in 10 anni di lavoro di cooperazione non dovrebbe essere perduto”. In questo senso ha invitato anche gli imprenditori italiani a valutare il passaggio dalle semplice operazioni di import-export alla delocalizzazione della produzione sul territorio russo, in considerazione ora anche il vantaggio del prezzo dell’energia elettrica, delle materie prime e del costo della manodopera.

Il console

Per il console onorario Carlo Dall’Ava, l’inaugurazione del consolato porterà frutti positivi non solo rispetto all’attività ordinaria del consolato onorario, come l’assistenza ai cittadini russi in vari questioni. L’attività avrà più settori, tra cui il turismo, la cultura e il supporto all’imprenditoria. “Il consolato sarà aperto il lunedì dalle 9 alle 12 e su richiesta, per appuntamento”, ha precisato il Console. “Credo di potere portare avanti questa iniziativa nel migliore dei modi”, ha concluso Dall’Ava, promettendo in questo senso di imparare il russo il prima possibile.

Carlo Dall’Ava ha una grande esperienza, più che decennale, nell’imprenditoria come produttore di prosciutto. Con 30mila prosciutti l’anno, esporta il 22% della sua produzione solo verso negozi di alta qualità e verso l’alta ristorazione. Dopo aver conquistato i mercati di Austria, Svizzera, Germani, Inghilterra, Francia, Svezia e Norvegia, ora ha raggiunto anche i consumatori russi. “Sono arrivato anche in Russia, tuttavia il mio export, in crescita, ora è bloccato dall’embargo”. La Russia, - ha continuato Dall’Ava, “è un paese che ama l’Italia e il Friuli Venezia Giulia è visto come la porta d’ingresso in Italia”. Sarà ora una vera sfida per il console a convincere il proprio governo a cambiare rotta politica, nella direzione dell’abolizione delle sanzioni.

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