Quel filo che lega i russi alla Campania

Vincenzo Schiavo, console onorario della Federazione Russa a Napoli (Foto: Nicola Sellitti)

Vincenzo Schiavo, console onorario della Federazione Russa a Napoli (Foto: Nicola Sellitti)

Dopo diciotto anni di assenza, riapre i battenti il consolato della Federazione Russa a Napoli, in una regione che conta 23mila imprese che commerciano con l’est e 170mila turisti che ogni anno visitano queste zone. Il console: “Vogliamo essere un tramite fra questi due paesi”

Avvicinare le culture. E allargare l'orizzonte per nuovi intrecci commerciali, per legare i russi alla Campania, producendo bellezza, ricchezza, posti di lavoro. Vincenzo Schiavo è console onorario della Federazione Russa a Napoli con circoscrizione della Regione Campania. Il consolato ha da poco riaperto i battenti dopo 18 anni, in via Partenope, sul Lungomare di Napoli, proponendosi come punto di riferimento per il Meridione nei rapporti con la Federazione Russa. Con servizi (comprese le pratiche per il visto), politiche sulla salute degli oltre quattromila russi residenti in Campania, un occhio alla cultura ma anche grande attenzione ai rapporti economici sull'asse Napoli – Mosca.

“Tante imprese possono produrre ricchezza in Russia, creare posti di lavoro per campani in un grande Paese come quello russo, con 150 milioni di abitanti. Noi proveremo a essere un tramite, un facilitatore tra russi e campani, una base per gli imprenditori regionali che non conoscono la realtà russa, che vogliono fare import-export oppure trasferirsi nella Federazione”, spiega il console Schiavo.

Artigianato, gastronomia, moda. E passioni come nautica (costruzioni di barche, navi, yacht), oppure abiti da sposa e gioielli, l'ultimo grido sulla produzione campana, con linee presentate l'anno scorso a San Pietroburgo: il Made in Campania solletica le fantasie dei russi, soprattutto della fascia medio alta della popolazione, alla ricerca di grandi marchi e prodotti di qualità. Senza dimenticare il filo rosso che unisce campani e russi, con il Regno di Napoli che è stato il primo a instaurare rapporti internazionali con la Russia.

In Campania ci sono 23mila imprese con rapporti commerciali con la Federazione, mentre ammontano a 170mila i turisti russi tra Napoli, le isole (Costiera Amalfitana presa d'assalto assieme a Carpi, vecchia passione russa e Ischia) ogni anno. “I numeri dicono che i turisti russi lasciano sul territorio campano circa 170 euro al giorno e mediamente restano in Campania per almeno quattro giorni, ma non basta, bisogna accelerare – aggiunge il console Schiavo -, porteremo operatori campani in Russia con il loro know how e viceversa. Le sanzioni economiche imposte alla Federazione Russa stanno creando problemi, ci sono aziende campane che mordono il freno, hanno investito sul capitale umano, sulla formazione professionale per sbarcare sul mercato russo e che ora non possono farlo. Ci sono potenziali 40 milioni di euro di fatturato che potrebbero produrre ricchezza, posti di lavoro in Campania. Opportunità imperdibile, si deve lavorare, anche al Parlamento Europeo per fermare queste sanzioni, un danno per l'economia italiana e campana”.

Ma c'è di più: “Per i russi la Campania è una fantastica regione, chi viene qui, torna altre volte, ci sono imprenditori che sono intenzionati a investire sul nostro territorio – rivela il console -, e non tutti sono a conoscenza, e per questo motivo serve una comunicazione più incisiva, che grazie a un'azienda come Meridiana e all'impegno della Gesac ci sono voli per Napoli in arrivo dalla Russia praticamente tutti i giorni, tre settimanali da Mosca, altrettanti da San Pietroburgo, rotta inaugurata da poche settimane. Tre ore di volo, Russia e Campania collegate, bisogna sfruttare questa autostrada”, spiega il console Schiavo. Per ora è occupato dai russi il 35% dei posti sui voli verso Napoli, ma ci sono margini per triplicare il flusso di turisti dalla Federazione in Campania nei prossimi anni.  

 

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