In quali aziende e settori conviene investire sul mercato russo nel 2020?

Vladimir Smirnov/TASS
Il 2020, nonostate sia stato segnato dall’epidemia di Covid-19 e dalla flessione del mercato energetico, permette comunque buone opportunità a chi vuole diversificare gli investimenti. Ecco su cosa puntare secondo gli analisti finanziari.

L’economia russa ha risentito della pandemia di Covid-19 molto meno di quanto si pensasse in precedenza. Gli esperti del Ministero dello Sviluppo economico e del Commercio hanno stimato il calo del Pil nazionale nel 2020 al 3,9%, sebbene solo tre o quattro mesi fa fosse stato previsto un calo del 5%. Si presumeva inoltre che il volume degli investimenti nelle imprese russe potesse essere ridotto del 12%. Secondo le stime attuali, il calo degli investimenti, in realtà, non sarà così marcato, e ammonterà al 6,6% rispetto al dato del 2019, oltre ai 33 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri attratti dall’economia russa.
Ma quali sono i settori dell’economia russa di maggiore interesse per chi vuole investire?

Gli indicatori macroeconomici attuali

Il fatturato del commercio al dettaglio in Russia, nei primi sette mesi del 2020, è stato di circa 18 miliardi di rubli, il 5,8% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il settore è in continua ripresa dalla fine del lockdown, durante il quale aveva registrato un calo nelle vendite del 20-25%, se comparate con il 2019.

Nel giugno 2020, il numero di cittadini disoccupati ha raggiunto i 4,606 milioni di persone (6,2% della popolazione attiva in Russia). La crescita rispetto all’estate 2019 è del 38,1%, ma questo valore è notevolmente inferiore alle previsioni annunciate in primavera, durante l’emergenza sanitaria. Nonostante la pandemia, i salari hanno continuato a crescere. Il reddito mensile medio in Russia è aumentato a giugno 2020 a 52.100 rubli (circa 580 euro – ovvero il + 3,8% rispetto al giugno dell’anno precedente).

Dall’aprile 2020 si registra un calo del livello di produzione industriale in Russia. Nel periodo gennaio-luglio, il volume totale della produzione industriale russa è diminuito del 4,2% rispetto allo stesso lasso di tempo del 2019. Il calo principale è stato nell’industria petrolifera, che sta subendo le conseguenze dell’accordo OPEC ++. La ripresa della produzione petrolifera è ostacolata da una diminuzione della domanda sul mercato internazionale, che incide negativamente sul bilancio russo. Ora il prezzo di un barile di petrolio è scambiato a circa 46 $, tuttavia, a causa di una riduzione del 15-20% della produzione e delle esportazioni, il dipartimento del Tesoro russo continuerà a ricevere entrate inferiori al previsto.

Il rublo russo continua a indebolirsi nei confronti del dollaro e dell’euro. Il crescente interesse delle banche nell’acquisto di valute estere e la minaccia di nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti e di altri Paesi occidentali giocano contro la valuta nazionale. Tuttavia, non ci sarà un indebolimento eccessivo della valuta russa. Gli esperti ritengono che la stabilizzazione del tasso di cambio avverrà al livello di 72-75 rubli per dollaro.

In questo contesto, alla fine di luglio la Banca Centrale Russa ha tagliato il suo tasso di riferimento principale di 25 punti base, portandolo al 4,25%. Il governatore della Banca Centrale, Elvira Nabiullina non ha escluso un ulteriore taglio del tasso, ma vista l’inflazione, che si attesta attorno al 4%, non sarà una mossa da attendersi nell’immediato. 

Quali aziende è meglio tenere d’occhio?

Le azioni del settore del petrolio e del gas sono di interesse tradizionale per gli operatori stranieri, tuttavia, in condizioni di incertezza per il mercato energetico, l’industria IT, il settore bancario e la metallurgia non ferrosa vengono alla ribalta.

I fondi russi hanno continuato la loro ripresa dopo un forte crollo nel primo trimestre del 2020. Ad agosto, gli indici della Borsa di Mosca e dell’RTS (Russian Trading System) sono aumentati di quasi il 2%. Restano sottovalutate le azioni della più grande banca nazionale del Paese, Sberbank, le cui azioni a luglio 2020 sono aumentate del 9,3%. Per la prima volta da molto tempo, il prezzo delle azioni era al di sopra del “trend rialzista” a cinque anni. Sberbank ha buone prospettive di crescita. L’istituto mantiene la sua schiacciante leadership nel settore bancario russo e sta attivamente sviluppando i servizi digitali.

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Di grande interesse sono le azioni di MTS, uno dei quattro maggiori operatori di telefonia mobile in Russia. Nel corso dell’anno, il prezzo dei titoli della società è aumentato di quasi il 23%. Secondo gli analisti di KIT Finance Broker, le azioni MTS sono ancora promettenti per gli investimenti. Con la revoca delle restrizioni ai viaggi internazionali associate al coronavirus, l’operatore aumenterà le sue entrate dalla fornitura di servizi di roaming ai suoi clienti. Inoltre, MTS sta sviluppando attivamente una linea di prodotti fintech e servizi multimediali.

Anche le azioni di Nornickel sono interessanti: la loro quotazione è aumentata del 5% a luglio. Nonostante l’enorme multa (2,1 miliardi $) per il disastro ambientale seguito al famigerato incidente del deposito di carburante, la società di estrazione del metallo rimane attraente per gli investitori. Nornickel è considerato il più grande produttore mondiale di palladio, la cui domanda crescerà costantemente da parte delle case automobilistiche. E l’azienda del settore estrattivo ha anche buone posizioni nei mercati del nichel e dell’oro.

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Questo pezzo fa parte della nuova rubrica “Fare affari in Russia”, realizzata in collaborazione con la Camera di Commercio italo-russa e firmata dal presidente della CCIR, Vincenzo Trani. Ogni due settimane analizzeremo un aspetto specifico del business bilaterale attraverso interviste, esperienze dirette, analisi e approfondimenti. La rubrica si pone come uno strumento per capire meglio l’orizzonte degli investimenti italo-russi, una bussola per orientare e ispirare quegli imprenditori e le imprenditrici ancora pronti a scommettere sul paese più grande del mondo

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