Collassa una cisterna di carburante a Norilsk: disastro ambientale minaccia l’Artico

Reuters
Da un serbatoio sono fuoriuscite 20.000 tonnellate di gasolio che hanno contaminato il terreno, due fiumi e un lago vicino alla città russa oltre il Circolo Polare Artico. Putin dichiara lo stato d’emergenza e striglia i dirigenti dell’impianto per aver denunciato tardi l’incidente

Una grossa fuoriuscita di carburante in una centrale elettrica di Norilsk ha gravemente danneggiato il fragile ambiente dell'estremo nord. Dure le parole del presidente Putin, che non ha risparmiato una lavata di capo al responsabile dell’azienda per non aver denunciato tempestivamente l’accaduto.

Lo sversamento è avvenuto in una centrale elettrica situata a circa 10 km a ovest di Norilsk, la seconda città al mondo per popolazione oltre il Circolo Polare Artico, la più settentrionale della Siberia. Si stima che il 29 maggio circa 20.000 tonnellate di gasolio siano fuoriuscite da un serbatoio di stoccaggio, contaminando il terreno, due fiumi e un lago. 

Dopo la fuoriuscita è scoppiato anche un incendio, causato da un veicolo sopraggiunto sul posto che ha infiammato il carburante. Fortunatamente le fiamme si sono spente rapidamente; non ci sono state ripercussioni sull’attività della centrale elettrica. 

Gli specialisti inviati sul posto per contenere il disastro sono riusciti a recuperare 100 tonnellate di carburante e a ripulire 780 tonnellate di terreno contaminato. I funzionari regionali e i portavoce della società hanno dichiarato che saranno necessarie almeno due settimane per affrontare le conseguenze immediate dell'incidente.

Ma i danni per l’ambiente saranno pesanti e duraturi: secondo le organizzazioni ambientaliste, ci vorranno anni per il recupero di quest’area situata sopra il Circolo Polare Artico, caratterizzata da un ecosistema fragile e delicato.

Nonostante la gravità dell'incidente, lo stato di emergenza è stato dichiarato solo cinque giorni dopo, e ora si sta cercando di far chiarezza sulle responsabilità. 

Durante il meeting governativo organizzato mercoledì per fare il punto sulla situazione, il ministro per le Emergenze Evgenij Zinichev ha detto che per due giorni il gestore dell’impianto avrebbe taciuto con le autorità sull’accaduto, nel tentativo di risolvere l’incidente internamente. 

“Dobbiamo venire a conoscenza di situazioni di emergenza tramite i social network?”, ha chiesto indignato il presidente Putin al direttore della società. 

Il capo della controllata di Norilsk Nickel che gestisce la centrale sostiene di aver denunciato lo sversamento subito e di poterlo dimostrare con dei documenti. La NTEK è la controllata che gestisce la centrale, fornisce riscaldamento e acqua alla città di Norilsk e ai villaggi circostanti, e gestisce una rete elettrica non collegata alla rete nazionale principale a causa della posizione remota della città. 

Nel frattempo, l’ufficio del procuratore generale sta cercando di far luce sulle circostanze dell’incidente, trattato inizialmente come un caso di violazione delle norme di sicurezza e di grave danno ambientale. Il manager dell’impianto responsabile della cisterna di carburante è stato arrestato.

Secondo una prima ricostruzione, la fuoriuscita sarebbe stata causata da un cedimento strutturale delle fondamenta del serbatoio. Un operatore ha riferito che il serbatoio era in uso da oltre 30 anni e che potrebbe essere stato compromesso per via dell'età, o perché il cambiamento climatico avrebbe causato un cedimento del permafrost, alterando la struttura rispetto al progetto originale. 

Il ministero russo per le Emergenze ha dichiarato di avere un solido piano d'intervento per liquidare completamente la fuoriuscita, che sarebbe stata contenuta già martedì, nel tentativo di impedire infiltrazioni nei corsi d’acqua che potrebbero trasportare il gasolio a nord, verso l'Oceano Artico.


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