San Marino, quel ponte con la Russia per aggirare l'embargo

Da tempo formaggi e prosciutti italiani non si trovano in Russia a causa dell'embargo.

Da tempo formaggi e prosciutti italiani non si trovano in Russia a causa dell'embargo.

: Flickr / Londoniss
Prodotti come prosciutto e formaggio, oggi bloccati alla frontiera, potrebbero nuovamente essere disponibili nella Federazione partendo proprio dal piccolo Stato europeo, escluso dalle controsanzioni. E scattano le polemiche

Il formaggio e la carne europei colpiti dall’embargo potrebbero tornare di nuovo nei supermercati della Federazione. Passando per San Marino. Così come scrive Rossiyskaya Gazeta, questi prodotti potrebbero essere importati in Russia proprio dal piccolo Stato europeo, che non è stato colpito dalle controsanzioni. A regolarizzare questo provvedimento, un accordo che potrebbe essere firmato oggi stesso in occasione del Forum Economico Internazionale dei Paesi della CSI. Nell’incontro, si legge su Rossiyskaya Gazeta, sarà presente il ministro dello Sviluppo Regionale e della Cooperazione Economica Internazionale di San Marino, Antonella Mularoni.

Così come ha spiegato Vladimir Lishchuk, direttore esecutivo di NAORTs, l’associazione nazionale dei centri di distribuzione all’ingrosso, da San Marino potrebbero partire alla volta della Russia diversi prodotti europei colpiti dall’embargo, dal prosciutto al parmigiano. 

“Nel territorio della Repubblica si trovano 24 caseifici e molte imprese che producono carne affumicata”, ha detto Lishchuk. 

Tira il freno però Rosselkhoznadzor, l'agenzia federale per la sicurezza alimentare: Aleksej Alekseenko, assistente del direttore, alla Tass ha dichiarato che la stessa agenzia non permetterà la riesportazione di quei prodotti europei colpiti dall’embargo russo. “Il discorso non può riguardare volumi grandi di merce. Per noi la questione importante è un’altra: evitare che le forniture dei Paesi UE entrino in Russia attraverso San Marino. Questo non lo consentiremo”, ha detto.

Una misura vista con scetticismo anche da Romano Prodi, che da un incontro del Club Valdaj di Mosca ha commentato la notizia: “È il simbolo della follia delle sanzioni - ha detto -. Non fa altro che sconvolgere il commercio internazionale e creare dei bypass, come nella circolazione sanguigna. Le sanzioni devono finire. È chiaro che c’è bisogno di gesti di buona volontà e di apertura da parte russa e c’è bisogno di un consolidamento europeo, ma in questi casi è necessario cercare una mediazione per andare avanti”. 

Romano Prodi nel Club Valdaj di Mosca. Fonte: Polina Kortina

Come risposta alle sanzioni, Mosca aveva introdotto il divieto di importazione di una serie di prodotti alimentari nell'agosto 2014. Da allora non possono più varcare il confine russo prodotti provenienti da Stati Uniti, Unione Europea, Canada, Australia e Norvegia.

Nella lista nera sono inclusi carne di manzo, maiale, pollame, pesce, verdure, frutta, formaggi e latticini.

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