Meraviglie perdute del parco VdnKh di Mosca: i palazzi espositivi originali degli anni Trenta (FOTO)

Bureau pubblicazioni e illustrazioni VSKhV
Quando venne inaugurata nel 1939, l’Esposizione Agricola di Tutta l’Unione doveva durare solo 100 giorni, e non tutti gli edifici vennero costruiti con l'idea di essere conservati nel tempo. Così molti padiglioni, di quella che poi è diventata l’Esposizione delle conquiste dell’economia nazionale, furono in seguito demoliti e ricostruiti. Peccato, perché alcuni erano dei veri capolavori

Il padiglione della Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka in una foto del 1939-40

Il padiglione della Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka venne creato nel 1937 per ospitare l’esposizione delle industrie della repubblica. L’edificio in legno fu decorato con intagli e dipinti in stile nazionale, realizzati dai migliori artisti uzbeki. Aveva una fontana, quattro statue in gesso bronzato nel cortile e una rotonda a forma di stella. Dopo la Seconda guerra mondiale, l’edificio fu smantellato perché in stato di abbandono.

Il padiglione “Agrolesomelioratsija” che si occupava delle tecniche di miglioramento di terreni agricoli e boschi, in una foto del 1939

Il padiglione “Agrolesomelioratsija” era un edificio in legno piuttosto modesto con molte finestre. Era circondato da una piccola foresta. L’esposizione verteva sul ruolo degli alberi nella protezione del raccolto nei climi siccitosi. Nel 1954 al suo posto fu costruito un nuovo padiglione chiamato “Lesnoe khozjajstvo”, che si occupava di tutta l’attività boschiva.

Il “Glavnyj paviljon” (“Padiglione principale”) dell’Esposizione agricola di Tutta l’Unione (VSKhV) in una foto del 1939-40

Il Padiglione principale, inaugurato nel 1939, era un grande edificio rigoroso con le lettere “СССР” (“Urss”) sulla parte anteriore. Aveva un’alta torre con le sculture di un conducente di trattore e di una kolkoziana in cima. Il Padiglione principale era stato progettato per essere un preambolo a tutte le esposizioni all’interno dell’Esposizione Agricola di Tutta l’Unione (VSKhV; “Всесоюзная Сельско-Хозяйственная Выставка”; “Vsesojuznaja Selsko-Khozjajstvennaja Vystavka”). L’edificio venne persino ricostruito per renderlo più durevole prima della sua apertura.

Il padiglione “Junye Naturalisty” (“Giovani naturalisti”) in una foto del 1939

Il padiglione dei “Giovani Naturalisti” fu inaugurato nel 1939 ed era circondato da alti pini che facevano molta ombra. Questo edificio bianco aveva una torre e arcate coperte. L’esposizione mostrava come i Pionieri sovietici erano d’esempio ai giovani scolari nello studio e nel lavoro, e c’erano anche molti esemplari di piante coltivate e varie attrezzature esposte.

Il padiglione “Sovetskaja Arktika” (“Artico Sovietico”) in una foto del 1939

Quando il padiglione in legno “Artico sovietico” fu aperto nel 1939, la parte anteriore dell’edificio era decorata con una mappa dell’Artico raffigurante la stazione alla deriva dell’esploratore Ivan Papanin. Il padiglione aveva anche un modello in scala reale di un aereo da spedizione polare sulla parte superiore. All’interno, i visitatori potevano scoprire come veniva esplorato l’Artico. Nel 1940 si decise di ristrutturare il padiglione per l’esposizione della Repubblica socialista sovietica carelo-finlandese (repubblica dell’Urss esistita dal 1940 al 1956).

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Il Padiglione della Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa in una foto del 1939

Il primo padiglione di rappresentanza della Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa era un edificio spazioso e luminoso con due portici laterali. L’edificio era decorato con ornamenti nazionali scolpiti e dipinti. Vicino all’ingresso c’erano due enormi vasi brillanti e sculture di una guardia di frontiera e di una kolkoziana. I temi principali di questa esposizione erano il controllo delle frontiere e l’agricoltura.

Padiglione della Repubblica Socialista Sovietica Tagika in una foto del 1939

Il Padiglione della Repubblica Socialista Sovietica Tagika era uno dei più piccoli. Era di legno, con bellissime sculture e statue nazionali. L’edificio era composto da cinque sale decorate in stili diversi, dal moresco al costruttivismo. L’esposizione era dedicata a diverse industrie e agli “udarniki” (i “lavoratori d’assalto”; gli stacanovisti che svolgevano compiti particolarmente ardui o urgenti a ritmi record). Dopo la Seconda guerra mondiale, il padiglione era ormai fatiscente.

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Il Padiglione “Sakharnaja svjokla” (“Barbabietola da zucchero”) in una foto del 1939

Il padiglione della “barbabietola da zucchero” aveva enormi finestre e un cortile con un piccolo giardino e una statua di un “udarnik”. La mostra era dedicata all’industria della barbabietola da zucchero e all’esperienza dei lavoratori d’assalto. C’era anche un piccolo cinema con una collezione di documentari. Nel 1954 comparve un nuovo edificio al posto di questo.

Il Padiglione “Pechati” (“della stampa”) in una foto del 1939

Il padiglione “della stampa” venne costruito in stile stalinista, con un portico con pilastri. Davanti al padiglione c’era un obelisco sormontato da una statua di un lavoratore con in mano un libro sulla storia del Partito Comunista Sovietico. L’esposizione era dedicata alla letteratura classica russa e alla stampa contadina. Nel 1954 l’edificio fu demolito.

Il Padiglione “Torf” (“Torba”) in una foto del 1939

Anche il padiglione “Torba” era molto piccolo. Venne progettato come un vero bricchetto di torba e decorato con quattro enormi lettere: “ТОРФ” (“TORBA”). Nei pressi del padiglione venne ricavato uno spazio per esporre le macchine utilizzate per scavare e migliorare la torba. L’esposizione e le immagini dei lavoratori d’assalto in mostra dovevano informare i sovietici sui modi di utilizzare questa risorsa. Nel 1951 l’esposizione ottenne un nuovo edificio.

Il Padiglione della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina in una foto del 1939-40

La Repubblica Socialista Sovietica Ucraina all’inizio costruì un padiglione di legno in stile casa contadina, ma lo stesso Nikita Khrushchev (all’epoca Primo Segretario del Partito Comunista dell’Ucraina) non amava l’edificio. La versione finale assomigliava alla stazione ferroviaria Kievskij di Mosca. L’ingresso era decorato con una corona di frutti e una vetrage. L’esposizione mostrava le diverse conquiste agricole e scientifiche della repubblica.

Il Padiglione delle regioni di Voronezh, Kursk e Tambov in una foto del 1939

Il padiglione in legno dedicato alle regioni di Voronezh, Kursk e Tambov fu inaugurato nel 1939. Aveva un tetto a tenda dipinto a due spioventi e una piccola torre con una guglia. Era decorato con ornamenti russi colorati, un omaggio all’architettura nazionale in legno. L’esposizione mostrava le particolarità della natura e delle industrie di queste regioni.

Il Padiglione “Pchelovodstvo” (“Apicoltura”) in una foto del 1939

Il padiglione “Apicoltura” non aveva il nome scritto sulla facciata, perché tanto il suo aspetto parlava da solo. La parte centrale dell’edificio era decorata con un enorme nido d’ape e una grande ape metallica faceva mostra di sé sopra l’ingresso. Il padiglione aveva anche un giardino delle api che ospitava 45 famiglie di api caucasiche. La mostra spiegava le tecnologie per ottenere e utilizzare il miele.

Il Padiglione della Repubblica Socialista Sovietica Turkmena in una foto del 1939-40

Il padiglione della Repubblica Socialista Sovietica Turkmena sembrava molto arioso, poiché era stato progettato come un edificio con ampi portici coperti. Era riccamente decorato con ornamenti floreali dipinti, intagli e vetrate. L’esposizione mostrava la natura, la cultura, le conquiste industriali e la vita contadina della repubblica.

Il Padiglione “Glavkhladoprom” (“Direzione centrale dell’industria della refrigerazione”) in una foto del 1939

Il padiglione della “Direzione centrale dell’industria della refrigerazione”, era uno degli edifici più insoliti del complesso. Venne costruito come una montagna di ghiaccio con terrazze e una statua di un orso polare in cima. Il padiglione istruiva i visitatori sulla conservazione dei prodotti lattiero-caseari sovietici e sull’industria del gelato. Dopo la Seconda guerra mondiale, l’esposizione fu trasferita in un nuovo edificio.

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Padiglione della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Tatara in una foto del 1939

L’edificio dedicato Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Tatara (che faceva parte della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa) aveva due fontane e un cortile interno, un elemento specifico delle case tatare. Le sale riccamente decorate descrivevano in dettaglio le risorse naturali della repubblica e le diverse conquiste dei contadini. Negli anni Sessanta, però, l’amministrazione del VdnKh (Esposizione delle conquiste dell’economia nazionale) decise di riorganizzare il territorio e di demolire il padiglione come tanti altri ormai fatiscenti.

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