I dieci più grandi direttori d’orchestra russi

Grigorij Sysoev/Sputnik; Aleksandr Kurov/TASS; Getty Images
La loro arma è solo una bacchetta, ma sul podio sono potenti come re, e capaci di trasmettere, con travolgente gestualità, tutte le emozioni più profonde della musica

1 / Vladimir Spivakov (1944-)

Vladìmir Spivakóv inizialmente divenne famoso come uno dei violinisti sovietici più espressivi, versatili e unici. Dopo aver vinto medaglie in quasi tutti i principali concorsi internazionali tra il 1965 e il 1970, il giovane virtuoso ha zigzagato per il mondo come solista, suonando con la crème de la crème delle orchestre di livello mondiale. Nonostante il travolgente successo, Spivakov si è reso conto che il suo posto (e la sua vera vocazione) era in realtà sul podio. Vladimir ha preso lezioni nientemeno che dal geniale direttore d’orchestra statunitense Leonard Bernstein (1918-1990) e ha anche appreso il mestiere da Lorin Maazel (1930-2014), uno dei più grandi uomini di musica del suo tempo.

Bernstein insegnava ai suoi studenti che i direttori d’orchestra sono prima di tutto gli ambasciatori e i messaggeri del compositore. In segno di amicizia, regalò a Spivakov la sua bacchetta, che il maestro ha conservato come una reliquia. Spivakov, noto per la sua ricerca, quasi spirituale, della perfezione, fece il suo debutto come direttore con la Chicago Symphony Orchestra nel 1979. Sul podio, fin dall’inizio, emanava un potente fascino e una grande tensione. L’anno successivo, il talentuoso musicista fondò l’orchestra da camera “Moscow Virtuosi” (in russo: “Виртуозы Москвы”; “Virtuozy Moskvý”). Direttore ospite molto ambito, Spivakov è venerato come uno dei migliori maestri del mondo, che ha dimostrato una rara capacità di padroneggiare una straordinaria gamma di stili.

2 / Valerij Gergiev (1953-)

La sua reputazione lo precede: Valérij Gérgiev è noto per la sua presenza scenica ipnotica. Alto e dalle spalle larghe, il maestro dirige con fervore e sensibilità e ha grande orecchio per i dettagli. Di etnia osseta, Gergiev è nato a Mosca, ma ha trascorso tutta la sua infanzia e giovinezza nell’Ossezia Settentrionale-Alania, a Vladikavkaz. Ha studiato direzione d’orchestra al Conservatorio di Leningrado e ha avuto successo nel 1977, quando ha vinto il Concorso per direttori d’orchestra di Herbert von Karajan (1908-1989) a Berlino. Poco dopo, il giovane carismatico ha debuttato con lo storico Teatro Kirov (ora Mariinskij) di Leningrado (oggi San Pietroburgo). Il debutto non fu certo uno scherzo. Gergiev diresse una messa in scena molto intellettuale del “Guerra e pace” di Sergej Prokofjev (1891-1953) come assistente del direttore principale dell’orchestra (Jurij Temirkanov).

Nei cinque anni successivi, il musicista sovietico si mosse sempre più lungo il percorso di stabilire standard elevati di direzione. Nel 1988, venne finalmente nominato direttore artistico del Teatro Kirov e della collegata orchestra sinfonica. Sotto la sua guida, il leggendario teatro è diventato uno dei teatri d’opera di prima classe del mondo. Nel 1993, Gergiev è stato nominato Direttore dell’anno ai Classical Music Awards di Londra. Ha prestato il suo tempo e talento lavorando con musicisti di prim’ordine. È stato anche direttore principale della London Symphony Orchestra e della Rotterdam Philharmonic Orchestra.

3 / Teodor Currentzis (1972-)

Questo direttore d’orchestra greco-russo non ha pari quando si tratta di musica illuminante che probabilmente avrete sentito mille volte. Currentzis (in greco: Θεόδωρος Κουρεντζής; in russo: Теодор Курентзис; Teodór Kuréntzis) ha avuto una rapida ascesa alla fama dopo essere stato nominato Direttore musicale del Teatro dell’Opera e del Balletto di Perm, nel 2011. Ha adottato un approccio non convenzionale al repertorio, e ha rinnovato il rapporto tra musica classica e pubblico del XXI secolo. Currentzis ha trasformato l’Opera di Perm in una Mecca per gli amanti della musica non tradizionale. L’anno scorso ha deciso di dimettersi per catapultare il suo frutto, l’ensemble “Musica Aeterna”, sotto i riflettori. I biglietti per i concerti della sua orchestra si vendono come il pane e sono prenotati con mesi di anticipo. L’innovativo direttore d’orchestra può reinventare qualsiasi cosa, dal “Lady Macbeth del distretto di Mtsensk” di Shostakovich al “Requiem” di Verdi, con ottimi risultati.

Currentzis è anche affascinante da guardare. È in movimento quasi ininterrotto o spaventosamente immobile, come un predatore che si prepara ad attaccare. I suoi movimenti bruschi e caotici sul podio e un approccio emotivo alla musica trasformano i suoi concerti in spettacoli pirotecnici. Attualmente è Direttore principale della SWR Symphony Orchestra di Stoccarda, in Germania.

Currentzis è nato ad Atene e ha iniziato a prendere lezioni di pianoforte quando aveva solo quattro anni. All’età di 12 anni è entrato nel dipartimento di violino del Conservatorio nazionale greco. Nel 1994-1999 ha studiato direzione d’orchestra al Conservatorio di Stato di San Pietroburgo e si è innamorato della Russia. Nel 2014, Currentzis ha ottenuto la cittadinanza russa come ricompensa per il suo eccezionale lavoro. L’esuberante direttore d’orchestra ha recentemente fatto parlare di sé anche nell’industria cinematografica. Currentzis ha interpretato il leggendario fisico sovietico Lev Landau nel film “Dau”, dell’omonimo progetto di Ilja Khrzhanovskij, presentato in anteprima mondiale a Berlino nel 2019.

4 / Jurij Bashmet (1953-)

Prima di impugnare la bacchetta, Jurij Bashmét si è guadagnato la reputazione di abile violista, elogiato per la sua straordinaria tecnica. Si è esibito come solista con le più grandi orchestre del mondo, tra cui la Berliner Philharmoniker, la New York Philharmonic Orchestra e la Vienna Philharmonic. Bashmet, nato nella città russa meridionale di Rostov sul Don, ha iniziato a dirigere nel 1985. L’anno successivo l’ambizioso violista ha fondato l’orchestra da camera “Solisti di Mosca” (“Солисты Москвы”; “Solisty Moskvý”).

All’inizio degli anni Novanta, Bashmet fu costretto a rifondare il suo gruppo, quando i membri originali della compagnia decisero di rimanere in Francia per sempre. La sua orchestra di recente formazione è stata composta dai diplomati più promettenti del Conservatorio di Mosca. In vari momenti, i migliori musicisti del mondo, tra cui Svjatoslav Richter (1915-1997) e Mstislav Rostropovich (1927-2007), hanno collaborato con l’ensemble. Nel 2008, Bashmet e la sua orchestra hanno fatto notizia vincendo un Grammy Award, elogiati per la loro esecuzione di opere di Stravinskij e Prokofjev. Dal 2002, Bashmet è anche direttore artistico e direttore d’orchestra principale della “New Russia” State Symphony Orchestra (“Государственный симфонический оркестр ‘Новая Россия’”; “Gosudarstvennyj simfonicheskij orkestr ‘Novaja Rossija’”). Il suo repertorio comprende più di 350 opere di classici russi e mondiali.

5 / Jurij Temirkanov (1938-)

Pochi direttori hanno avuto una carriera così lunga e prolifica come Jurij Temirkànov, che è rimasto fedele all’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo dal 1988. Come molti ragazzi sovietici della sua generazione, Jurij ha studiato musica fin da bambino. Ha frequentato il Conservatorio di Leningrado e stava progettando di diventare un violista. Temirkanov ha dovuto mettere da parte i suoi piani iniziali, tuttavia, dopo aver vinto il Concorso sovietico di direzione nel 1966. Il vincitore venne invitato in tournée in Europa e negli Stati Uniti con il geniale violista sovietico David Oistrakh (1908-1974) e la Filarmonica di Mosca. Temirkanov ha debuttato con la Filarmonica di San Pietroburgo nel 1967. Ha avuto la possibilità di lavorare fianco a fianco con il maestro Evgenij Mravinskij (1903-1988).

È stato anche Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica di Leningrado dal 1968 al 1988. Temirkanov ha diretto molte delle più grandi orchestre del mondo. Secondo i critici musicali, pochi maestri possono rendere Chajkovskij e Shostakovich in modo così splendido. Nel 1992 è stato nominato Direttore Principale della Royal Philharmonic Orchestra di Londra. Dal 1992 al 1997 è stato anche Direttore ospite principale della Filarmonica di Dresda, dell’Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese e del Teatro Bolshoj, solo per citare alcune delle sue attività

6 / Evgenij Mravinskij (1903-1988)

Nato in una famiglia aristocratica, Evgénij Mravìnskij era una vera leggenda e, senza dubbio è stato uno dei direttori d’orchestra più rispettati di tutti i tempi. Mravinskij fu un fulgido esempio della migliore scuola di direzione sovietica, in cui la tecnica e la precisione millimetrica erano fondamentali.

L’eccezionale direttore non è mai rimasto bloccato dall’emotività della musica eseguita dalla sua orchestra. Dirigendo senza bacchetta, Mravinskij ha creato una simbiosi di suoni e gesti che è ancora riconoscibile nel mondo musicale di oggi. Questa leggenda sovietica diresse la Filarmonica di Leningrado per mezzo secolo, dal 1938 al 1988. Ha guidato la sua orchestra con compostezza, dignità e precisione. Il suo repertorio rivoluzionario includeva le prime sei sinfonie di Shostakovich.

7 / Evgenij Svetlanov (1928-2002)

Evgénij Svetlànov nacque con la musica nel sangue. Suo padre era un solista del teatro Bolshoj e sua madre una mima. Nel 1951, Evgenij si diplomò come pianista all’Istituto “Gnesin” di Mosca. Il suo insegnante al Conservatorio di Mosca, Genrich Nejgauz (noto anche come Heinrich Neuhaus; 1888-1964), i cui famosi allievi includevano Svjatoslav Richter ed Emil Gilels, gli insegnò a pensare al pianoforte in termini orchestrali. Svetlanov aveva una forte individualità e non si è mai conformato ciecamente alla tradizione per un rapido successo.

È stato per due anni direttore principale nel teatro dove a lungo aveva lavorato suo padre, il Teatro Bolshoj. Poi ha voltato pagina e ha lasciato il Bolshoj per dirigere l’Orchestra Sinfonica Statale dell’Urss, dove tenne la bacchetta per 35 anni (dal 1965 al 2000) Con il crollo dell’Unione Sovietica divenne Orchestra Sinfonica Accademica di Stato della Russia e dal 2005 è intitolata proprio a Svetlanov. Questi raggiunse il picco creativo e personale negli anni Settanta e Ottanta, vincendo riconoscimenti per le sue interpretazioni non convenzionali di Rachmaninoff, Prokofjev, Shostakovich e soprattutto Mahler. Svetlanov guidava e ipnotizzava la sua orchestra, esercitando un controllo preciso senza dover esercitare particolari pressioni.

8 / Mikhail Pletnev (1957-)

Mikhaìl Pletnjóv (spesso traslitterato Pletnev) è nato in una famiglia di musicisti di Arcangelo, nel Nord della Russia. Ha seguito le orme di sua madre, studiando pianoforte al Conservatorio di Mosca. A 21 anni, Mikhail è salito sulla scena internazionale come pianista che ha vinto il primo premio al prestigioso Concorso Chajkovskij. Ha girato il mondo a lungo e ha collaborato con le maggiori orchestre come pianista (è considerato uno dei più grandi interpreti al mondo di Pjotr Chajkovskij). Nel tentativo di crescita ulteriore, ha debuttato come direttore nel 1980.

Da allora, si è esibito come direttore ospite con numerose orchestre importanti, tra cui la London Symphony, la City of Birmingham Symphony e la Los Angeles Philharmonic. Nel 1990, Pletnjóv ha fondato finalmente un suo ensemble, l’Orchestra nazionale russa (“Российский национальный оркестр”; “Rossijskij natsionalnyj orkestr”), divenuta nel frattempo una delle migliori compagnie sinfoniche del mondo. La registrazione di Pletnjóv dell’opera “Pierino e il lupo” di Sergej Prokofjev, narrata da Bill Clinton, Sophia Loren e Mikhail Gorbachev, ha vinto un Grammy nel 2004. Secondo la rivista “Gramophone”, Pletnjóv è “uno dei più intelligenti ed eleganti direttori di Chajkovskij”.

9 / Aleksandr Vedernikov (1964-2020)

Aleksandr Vedérnikov è stato Direttore Principale dell’Opera Reale Danese e Direttore musicale del Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo. Tragicamente, la sua vita è stata interrotta all’età di 56 anni. Il direttore è deceduto il 30 ottobre 2020, a causa di complicazioni in seguito all’infezione da Covid-19. Era figlio del basso del Teatro Bolshoj e professore di organo al Conservatorio di Mosca Aleksandr Vedernikov (1927-2018), da cui era stato educato nel rispetto delle tradizioni musicali. Aleksandr Vedernikov figlio iniziò come assistente del direttore principale e in seguito come secondo direttore della Chajkovskij Symphony Orchestra. Nel 1995 ha fondato la “Russian Philharmonia Symphony Orchestra” (“Русская филармония”; “Russkaja Filarmonija”), che si esibisce alla Dom muziki (“Casa delle musica”) di Mosca, ed è stato Direttore Artistico e Direttore principale di questa orchestra fino al 2004.

Vedernikov è stato poi alla guida del Teatro Bolshoj per quasi dieci anni. La sua presenza ha animato il palco, con delicati colpi di bacchetta e personalità magnetica che hanno affascinato il pubblico di tutto il mondo. Dal 2009 al 2018 è stato Direttore Principale della Odense Symphony Orchestra, in Danimarca. Nel 2018, Vedernikov ha ottenuto lodi per aver diretto la Bbc Symphony Orchestra su pezzi di Glinka e Chajkovskij, nonché per la prima mondiale del concerto per chitarra di Joby Talbot.

10 / Gennadij Rozhdestvenskij (1931-2018)

Gennàdij Rozhdéstvenskij fece il suo debutto professionale al Teatro Bolshoj quando era ancora studente. Ricevette notevoli riconoscimenti per aver diretto il classico balletto di Chajkovskij “La bella addormentata”. Poco dopo, divenne il direttore principale dell’orchestra. Nel 1959, Rozhdestvenskij diresse la prima messa in scena completa dell’opera epica “Guerra e pace” di Prokofjev.

Ha anche diretto l’Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca per oltre un decennio. Mentre la Guerra Fredda era in pieno svolgimento, Rozhdestvenskij fu uno dei pochi artisti sovietici autorizzati a fare tournée all’estero. Divenne anche il primo direttore sovietico a essere nominato direttore principale di prestigiose orchestre straniere: la Bbc Symphony Orchestra, la Vienna Symphony e la Stockholm Royal Philharmonic Orchestra. Rozhdestvenskij era affascinante da guardare. La sua intensità emotiva, l’energia instancabile e i movimenti estremi arricchivano la musica che dirigeva.


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