Ben sei film russi si contenderanno un Golden Globe

Andrej Bogatyrev, Art Camacho / Marins Group Union, 2019
È un record storico quello del numero di pellicole russe che il 9 dicembre si giocheranno una nomination per il Premio al miglior film straniero, che sarà poi assegnato nella cerimonia del 5 di gennaio 2020 a Beverly Hills

1 / “Dylda”/“Beanpole” – Kantemìr Balàgov

Il mondo del cinema russo oggi ripone grandi speranze nel regista ventottenne Kantemir Balagov. Nel 2017, il suo film d’esordio, “Tesnotà”/“Closeness”, fece furore a Cannes, vincendo il Premio Fipresci nella sezione “Un Certain Regard”. Anche il suo secondo film promette molto. Da Cannes è tornato con il Premio alla Miglior Regia e il Premio Fipresci, sempre nella sezione “Un Certain Regard”. E ha fatto bella figura in vari festival del cinema, tra cui quello di Torino, dove il 30 novembre, le due interpreti, Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina, hanno vinto ex aequo il Premio come Migliore attrice. Inoltre rappresenterà la Russia all’Oscar per il “Miglior film internazionale” (il nuovo nome, più politically correct, che dal 2020 avrà l’Oscar al Miglior film in lingua straniera).

Al centro della trama c’è una donna di nome Ija (soprannominata “Dylda”; “spilungona” in russo), tornata a casa dal fronte, dove era addetta a un cannone della contraerea, dopo essere rimasta ferita, e che ora lavora come infermiera in un ospedale di Leningrado e cresce un bambino. Un giorno alla porta di casa appare la sua amica Masha, anche lei appena tornata dal fronte, dopo la fine della guerra. Sta per iniziare l’autunno del 1945. Tutto ciò che accade in seguito è un intreccio di decisioni non banali di due donne in una situazione emotiva di certo non facile. Morte, ricatti, sesso, manipolazione psicologica, sesso lesbico sono gli ingredienti in campo.

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2 / “Kadish”/“Kaddish” – Konstantìn Fam

Questo è il terzo film di Konstantin Fam (1972-) sulla Seconda guerra mondiale. Il primo, il cortometraggio “Tufelka”/”Shoes”, uscì nel 2012 facendo incetta di premi in molti festival russi e internazionali, con tanto di nomination all’Oscar. Anche il secondo film, “Brut”/”Brutus”, sulla catastrofe bellica vista attraverso gli occhi di un pastore tedesco, era stato selezionato nella long list degli Oscar e aveva collezionato premi in Nevada, a Los Angeles, Sochi, Hong Kong ed Helsinki.

La trama di “Kadish”, una coproduzione russo-bielorussa, è costruita attorno al testamento di un ex prigioniero di un campo di concentramento, che, finito nelle mani di due nostri contemporanei, un violinista di Mosca e un giovane insegnante ebreo di New York, cambia completamente le loro vite. Come dice lo stesso regista, questo è un film importante sul dolore della guerra e su quanto sia importante ricordare questo dolore, specialmente nelle realtà moderne. La pellicola è ideale per chi ama i drammi di guerra senza pathos eccessivo.

3 / “Byk”/The Bull”– Borìs Akòpov

Anni Novanta in Russia. Bande criminali in ogni cortile, crisi economica, teste rasate, tirapugni, mafia cecena, tutti sopravvivono come meglio possono. Il protagonista del film, soprannominato “Byk” (“Toro”)  è un giovane ragazzo con un grande cuore, letteralmente (ha una patologia) e in senso figurato, ma che si trova sulla strada del crimine e cerca di sopravvivere. Il periodo storico in cui è cresciuto non gli ha dato altra scelta.

Questa immagine dell’universo provinciale russo è mostrata nel sensazionale debutto cinematografico di Boris Akopov (nato nel 1985). Il film ha vinto il principale festival russo, il “Kinotavr”. Secondo i critici, la ragione del successo sta anche e soprattutto nei cliché sull’epoca e sul fatto che vengono messi in scena molti degli oggetti simbolo di quei tempi, come il Sega Megadrive, la carta da parati kitsch nell’appartamento, la polaroid e i rave di quartiere. Tutte cose che, insieme alla generale qualità del film, non hanno lasciato indifferenti né la giuria né gli spettatori, che si sono lasciati prendere dalla nostalgia.

4 / “Spastì Leningràd”/“Saving Leningrad” – Aleksèj Kozlòv

La trama di questo film di Aleksej Kozlov (1959-) si basa su una storia vera dell’autunno del 1941, rimasta segreta fino al 2004. Leningrado (l’attuale San Pietroburgo) era assediata dalle truppe tedesche, e la gente cercava di lasciare la città su una chiatta. Il compito della chiatta era di evacuare gli abitanti e di aprire la “Strada della vita”, l’unica via di trasporto rimasta a collegare la città con il resto del Paese, attraverso il Lago Ladoga. Ma la chiatta super affollata iniziò ad affondare proprio nel mezzo del lago. Una terribile tempesta e un raid aereo tedesco aggravarono la situazione.

Questo spettacolare blockbuster è uscito in occasione del 75º anniversario della fine dell’assedio di Leningrado (che durò dall’8 settembre del 1941 al 27 gennaio del 1944). È curioso che il regista Aleksej Kozlov abbia girato l’intero film in condizioni reali, usando decine di costruzioni complesse, modellini, e allestimenti sperimentali, cosa molto rara in questi giorni di effetti speciali e grafica computerizzata.

5 / “Stranniki terpenija”/“Strangers Of Patience” – Vladìmir Alènikov

Gli eventi di questo film si svolgono ai nostri giorni. Un fotografo di successo di San Pietroburgo si sta preparando per una prestigiosa mostra a Venezia. Trova un’affascinante modella sordomuta proveniente dalla provincia. Ormai è tardi per finire la sessione di foto quel giorno, così si decide di proseguire il giorno successivo, e poi ancora quello dopo, e ancora, e un altro ancora… La musa si trasforma in prigioniera.

La première del thriller psicologico di Vladimir Alenikov (1948-) si è svolta al Festival internazionale del cinema di Montréal, dove è stato premiato ed è stato il film di chiusura.

6 / “Dikaja Liga”/“Wild League” – Andrej Bogatyrjòv e Art Camacho

Per stare con la sua amata, il contadino Varlam lascia una piccola città e va a lavorare a Mosca. Prende parte a combattimenti di pugilato, dove viene notato da un inglese, il proprietario di una squadra di calcio, che gli offre un contratto. Tuttavia, la squadra di inglesi rifiuta il rude russo e Varlam decide di fondare “la sua squadra”. Il tutto all’inizio del XX secolo.

Al centro di questo film a tema sportivo c’è la vera storia della “KGO” (Kolomenskoe Gimnasticheskoe obshchestvo; Società di ginnastica di Kolomna), la più antica squadra di calcio russa (fu fondata nel 1906; ora gioca in serie C). Abbondantemente condito di umorismo russo, il film racconta come in Russia il calcio sia diventato un elemento importante della vita.


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