Cinque film russi da vedere nel 2018

Queste pellicole sembrano avere tutte le carte in regola per far parlare di sé in patria e all’estero. Nella lista c’è un “Delitto e castigo” in realtà virtuale a 360º, una biografia dello scrittore proibito Dovlatov, e una sconvolgente storia di un futuro prossimo in cui l’umanità, finita l’evoluzione, inizia l’involuzione…

“Dovlatov” – Aleksej German jr.
Questo film biografico, dedicato al famoso scrittore e giornalista russo Sergej Dovlatov (1941-1990), si concentra su alcuni giorni della sua vita a Leningrado (ora San Pietroburgo), nel 1971.

Il regista Aleksej German Jr, nato nel 1976 e figlio di un altro grande uomo di cinema, Aleksej Dovlatov (1938-2013), ha detto di aver scelto questo particolare spezzone della vita dello scrittore, perché allora né Dovlatov né il poeta Josif Brodskij, (1940-1996) avevano lasciato l’Unione Sovietica. La pellicola ritrae la stretta relazione tra i due, entrambi ormai impossibilitati a scrivere dal regime e di fatto costretti all’esilio (Brodskij emigrò nel 1972, Dovlatov nel 1978).
A recitare la parte di Dovlatov è l’attore serbo Milan Marić, che ha una sbalorditiva somiglianza con lo scrittore. E il regista German jr. ha già ottenuto in passato riconoscimenti importanti, tra cui il Leone d’Argento al Festival del Cinema di Venezia nel 2008 per il film “Soldati di carta”, quindi le premesse per un successo della pellicola ci sono tutte.
Meshok bez dnà” (“Sacco senza fondo”) – Rustam Khamdamov
Rustam Khamdamov (nato nel 1944 a Tashkent, Uzbekistan) ha avuto modo di entrare in contatto con alcuni grandi cineasti italiani, tra cui il compianto sceneggiatore Tonino Guerra (1920-2012), e i registi Michelangelo Antonioni (1912-2007) e Luchino Visconti (1906-1976), quindi non sorprende che il suo lavoro sia caratterizzato da un tocco europeo. In particolare i film di Antonioni hanno influenzato lo stile di Khamdamov, che, anche pittore, è l’unico artista vivente ad avere delle sue opere esposte al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo. “Sacco senza fondo” sarà presentato all’International Film Festival di Rotterdam che si terrà dal 24 gennaio al 4 febbraio 2018 e si basa sul racconto del giapponese Ryūnosuke Akutagawa intitolato “Nel bosco” (1922). La stessa storia è stata riadattata dal regista nipponico Akira Kurosawa per il suo famoso “Rashomon” (1950).

Poiché Khamdamov è al tempo stesso regista e pittore, i suoi film comprendono capolavori, come dipinti di artisti del calibro di Giorgio Morandi, le cui iconiche bottiglie di vetro sono state riportate alla vita in “Sacco senza fondo”. Il regista ha anche spostato la storia dal Giappone alla Russia imperiale sotto il regno di Alessandro II (sul trono dal 1855 al 1881). Le riprese del film si sono svolte in uno splendido palazzo abbandonato sulle rive del fiume Neva, a San Pietroburgo.

“Selfie” – Nikolaj Khomeriki

L’intelaiatura del film è il racconto del 2015 “I senza anima del XXI secolo. Selfie” dello scrittore russo contemporaneo Sergej Minaev (nato nel 1975). Minaev è noto per i suoi romanzi scandalosi sul consumismo e la corruzione nella società moderna, quindi aspettatevi che il film “Selfie” del regista Nikolaj Khomeriki (anche lui classe 1975) sia altrettanto scioccante. Racconta la storia di Vladimir Bogdanov, uno scrittore di successo, spiritoso e cinico, che un giorno perde tutto, dopo essere stato sostituito dal suo doppleganger. Lo stile di Minaev può essere paragonato a quello dello scrittore francese Frédéric Beigbeder e al suo famoso romanzo “99 Francs” (nella traduzione italiana il titolo è “Lire 26.900”) .

Prestuplenie i nakazanie” (“Delitto e castigo”) – Roman Doronin

Rielaborare un classico come il romanzo senza tempo di Fedor Dostoevskij non è mai facile, ma Roman Doronin ha dato il cento per cento per questo film, che sarà mostrato in formato VR 360 (realtà virtuale a 360 gradi). Il famoso attore tedesco Til Schweiger è il protagonista (il tormentato Rodion Raskolnikov). Ci sono più di 25 adattamenti cinematografici di “Delitto e castigo”, quindi trovare un nuovo modo di presentare la storia è uno dei compiti principali del film. Doronin si dice sicuro di essere all’altezza.

Involjutsija” (“Involuzione”) – Pavel Khvaleev

“Involution” (questo il titolo inglese per il mercato estero) è una coproduzione russo-tedesca. A firmare la regia è il giovane Pavel Khvaleev (nato nel 1984), già Dj di fama internazionale con il progetto Moonbeam, messo in piedi assieme al fratello Vitalij.
Ha già girato altri due film, “Random” (2013) e “III” (2015). Quest’ultimo è stato presentato in oltre 20 festival cinematografici in vari Paesi, tra cui Stati Uniti, Australia e Russia, vincendo alcuni premi, tra cui quello per la migliore fotografia al IX Byron Bay International Cinema Festival.
I critici si aspettano che “Involution” segua l’esempio. Il film è ambientato in un futuro in cui la teoria dell’evoluzione di Darwin viene rovesciata, causando una involuzione delle persone, che in definitiva minaccia l’umanità e il pianeta.

In attesa dei film russi da non perdere 2018, che ne dite di un bel ripasso della cinematografia sovietica e russa? 

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