Le spie russe contro James Bond

A cinquant'anni dall'uscita di "Agente 007 - Licenza di uccidere", una carrellata di sodali, girls o antagonisti dell'agente britannico, direttamente dalla terra degli zar

La più famigerata saga spionistica della storia del cinema celebra il suo 50esimo anniversario: il 5 ottobre 1962 a Londra uscì nelle sale “Agente 007 - Licenza di uccidere”. Ma chi erano gli antagonisti o i sodali russi che hanno combattuto contro l'agente al servizio di Sua Maestà o lottato al suo fianco?

Rosa Klebb

Foto: Afp/Eastnews

Nome: Rosa Klebb
Interpretata da: Lotte Lenya
Film: Dalla Russia con amore (1963)

Come manuale per la scelta delle parti durante la guerra fredda, James Bond sarebbe stato efficace anche senza audio: per non ostacolare l'orientamento, i buoni sono sempre anche belli. All'inverso, Rosa Klebb, l'avversaria sadica di Bond, proveniente dall'ambiente del servizio segreto russo, è una nana occhialuta con il fascino di Leonid Brezhnev. All'autore dei romanzi, Ian Fleming, sarà piaciuta l'idea che i comunisti convinti siano già stati segnati dalla natura.

Per la sceneggiatura dei film, i toni dei romanzi sono però stati smorzati con riguardo alle relazioni internazionali: nel film non è il dipartimento di controspionaggio Smersh ad essere l'avversario principiale, ma la banda terroristica fittizia “Spectre”. Rosa Klebb, il cui nome è la storpiatura di un vecchio slogan sindacalista che rivendica “pane e rose” per le donne, è una ex capo reparto dello Smersh. Su incarico di Spectre cerca di tendere un tranello a Bond. Alla fine fallisce, nonostante la sua arma segreta: delle lame velenose ribaltabili, nascoste dentro le sue scarpe.

Il ruolo della Klebb viene interpretato dall'austriaca Lotte Lenya che insieme al marito, il compositore Kurt Weill (“Opera da tre soldi”), era emigrata negli Usa nel 1935. In seguito al suo ruolo nel film disse che, incontrando degli sconosciuti, avrebbe sempre controllato per prima cosa le scarpe.

Tatiana Romanova

Foto: Afp/Eastnews

Nome: Tatiana Romanova
Interpretata da: Daniela Bianchi
Film: Dalla Russia con amore (1963)

La talentuosa agente emergente Tatiana Romanova è convinta di rendere buon servizio alla sua patria, facendo lo zimbello per James Bond, mentre in realtà viene strumentalizzata dall'organizzazione internazionale segreta “Spectre”, composta da un mucchio di banditi fuori di testa con l'idea fissa di voler conquistare il mondo. Il piano di tentare il vecchio rubacuori 007 non può che fallire, mentre tra i due scatta invece la scintilla nonostante le barriere ideologiche.

Neanche in “Dalla Russia con amore”, dunque, ci vuole tanto per convertire un'agente sovietica in una bondgirl. In fondo è stata soltanto l'ingenuità che ha portato la sottotenente Romanova a combattere inizialmente dalla parte sbagliata, per il resto lei è l'ingenuità fatta persona. D'altronde, può avere intenzioni cattive chi porta il nome della famiglia degli zar russi?

Il compito dell'attrice italiana Daniela Bianchi fu soprattutto fare bella figura al fianco di Sean Connery cosa che peraltro è stata la sua dote più grande. Nel 1960 la modella venne nominata “Miss Roma” e si classificò seconda a “Miss Universo”. La carriera d'attrice della Bianchi finì già nel 1968 limitandosi a un totale di dieci film.

Anya Amasowa

Foto: AFP/East News

Nome: Anya Amasowa
Interpretata da: Barbara Bach
Film: La spia che mi amava (1977)

Bond? “Un porco maschilista”. Lo disse una volta Barbara Bach, modella di Playboy e attrice americana di origine austriaca. Nel ruolo della maggiore Kgb Anya Amasova la pensa leggermente diversamente. La vendetta preannunciata per la morte del suo amante perlomeno non si compie: nella scena finale de “La spia che mi amava” invece di freddare il suo collega interpretato da Roger Moore, spara soltanto a un tappo di spumante. Tutto è bene ciò che finisce bene.

Eppure la Amasova, nome in codice Tripla X, a differenza di qualche altra bondgirl ha pure classe. Anche il conto aperto con Bond lo vuole saldare, da vera professionista, soltanto a lavoro concluso. E quel lavoro i due lo compiono per la maggior parte unendo le forze. MI6 e Kgb hanno incaricato i loro migliori uomini di far luce sulla sparizione di due sottomarini nucleari, uno britannico e uno sovietico. La pista porta nel regno subacqueo del magnate lunatico Karl Stromberg (Curd Juergens in uno dei suoi ultimi film). Della sua critica alla civilizzazione non vale la pena parlare, mentre dell'orgia distruttrice finale invece sì. Bond e Amasova ne escono indenni com'è giusto che sia.

Nel 1981 Barbara Bach sposa il batterista dei Beatles, Ringo Starr. Sette anni dopo la coppia è ricoverata per problemi di alcool per sei settimane in una clinica di disintossicazione. A quel punto però la Bach già non viene più richiesta come attrice.

Natalya Simonova

Foto: AFP/East News

Nome: Natalya Simonova
Interpretata da: Izabella Scorupco
Film: GoldenEye (1995)

Certo che a volte le sceneggiature della saga di “James Bond” sembrano stilate in una cella dove gli ubriachi smaltiscono la sbornia, tanto sono schizzate le trame. Ma la cosa pazzesca è avvenuta tra i film numero 16 e 17 fuori dalle sale: a Berlino è caduto il muro, l'Europa dell'Est non voleva più stare sotto la tutela di Mosca e l'Unione Sovietica si è abolita da sola.

Ma cosa poteva essere Bond senza la cortina di ferro? Con "GoldenEye" viene catapultato negli anni '90 che lo aspettano con una marea di nuovi cattivi e una nuova alleata: invece di agenti sovietiche pentite, stavolta tocca alla programmatrice Natalya Simonova. Con il suo aiuto si riesce a disinnescare un sistema di armamento cosmico russo chiamato GoldenEye che in precedenza era finito nelle mani sbagliate.

Questo film che segna il debutto di Pierce Brosnan nel ruolo di Bond, per l'interprete della Simonova, Izabella Scorupco, rappresenta di gran lunga il suo ruolo più importante. Per il resto l'attrice di origini polacche che vive in Svezia, ha vissuto successi più grandi come modella e cantante pop.

Arkady Ourumov

Foto: AFP/East News

Nome: generale Arkady Ourumov
Interpretato da: Gottfried John
Film: GoldenEye (1995)

“Un muso sbattuto con occhi a fessura e una fronte come l'uomo di Neandertal”. Non si può certo dire che l'attore televisivo e cinematografico tedesco Gottfried John a 17 anni si volesse tanto bene. Forse è stato anche questo giudizio che in seguito lo ha portato a mettersi nei panni degli altri in maniera così credibile. L'ormai 70enne John ha lavorato sotto la regia di Rainer Werner Fassbinder, Volker Schloendorff e Doris Doerrie, mentre nel film “Asterix e Obelix contro Cesare” ha interpretato l'imperatore romano. Può darsi che con il ruolo dell'ufficiale russo d'élite Arkady Ourumov nel film “GoldenEye” sia stata premiata proprio questa versatilità. Ma anche il “muso sbattuto” sarà stato determinante.

Nel Ministero della Difesa russo, Ourumov è responsabile dell'uso militare dello spazio. Il suo è un gioco doppio però: per l'organizzazione criminale “Janus” sotto l'ex agente 006 creduto morto, Alec Trevelyan, assalta e distrugge un centro di controllo satellitare. Cerca in seguito di affibbiare l'azione a dei “separatisti siberiani” e fredda senza scrupoli il ministro della Difesa, quando la verità sta per venire fuori. Anche James Bond però si sa muovere nella Russia post sovietica: per una furiosa caccia all'uomo per le vie di San Pietroburgo si impadronisce di un carro armato T-55 e uccide Ourumov.

Xenia Onatopp

Foto: AFP/East News

Nome: Xenia Onatopp
Interpretata da: Famke Janssen
Film: GoldenEye (1995)

Alla fine il corpo esanime di Xenia Onatopp, strangolata con un cavo di sicurezza, è appeso a un albero sull'isola di Cuba. “Le contusioni le sono sempre piaciute”, commenta Bond secco.

Xenia Onatopp, secondo la leggenda del film nata in Georgia e addestrata dall'Aeronautica russa come pilota militare, ha un nome sciocco ma non è certo l'aspetto più bizzarro di questa bella donna dalla quale persino James Bond preferisce stare alla larga, e ci sarà una ragione. Il motivo è una, beh, chiamiamola stranezza comportamentale. Onatopp uccide senza scrupoli traendone soddisfazione sessuale. Quando le sue vittime, che di solito schiaccia tra le sue cosce, perdono i sensi, per lei è il massimo del piacere.

Sembra che nel suo precedente posto di servizio questa patologia non l'abbia notata nessuno, ma da quando Onatopp, interpretata dall'olandese Famke Janssen, lavora per l'organizzazione segreta, la sua strada è lastricata dei corpi delle sue vittime. Durante lo showdown finale sull'isola di Cuba sussurra a Bond: “Stavolta il piacere sarà tutto mio”. In questo caso però si sbaglia.

Valentin Zukovsky

Foto: AFP/East News

Nome: Valentin Zukovsky
Interpretato da: Robbie Coltrane
Film: GoldenEye (1995), Il mondo non basta (1999)

Robbie Coltrane non sempre è stato il mezzo-gigante Rubeus Hagrid nei film di “Harry Potter”. In tempi antecedenti a Hogwarts, lo scozzese ha interpretato in maniera ugualmente convincente l'ex agente del Kgb Valentin Zukovsky, che dopo il crollo dell'Unione Sovietica si è inserito nel “business”, in altre parole nel mondo della mafia.

Commercia armi in un club di San Pietroburgo che funge da copertura. Siccome un mafioso conosce l'altro, tramite lui James Bond incontra “Janus”, un'organizzazione russa che lavora in clandestinità. Un precedente incontro tra i due per l'ex spia sovietica finì con un handicap alla gamba causato da uno sparo di Bond al ginocchio. Ma anche la stampella ha i suoi lati positivi perché nasconde un'arma.

Quando Zukovsky, nel frattempo proprietario legale di un casinò e di una fabbrica di caviale a Baku, viene ferito a morte dall'avversaria di Bond, Elektra King, ancora prima di morire riesce a liberare il suo vecchio collega 007 con uno sparo di trucco.

Generale Orlov

Foto: AFP/East News

Nome: Generale Orlov
Interpretato da: Steven Berkoff
Film: Octopussy – Operazione piovra (1983)

Esotismo e politica del giorno: questo Bond la prende alla larga per incrociare l'esotismo dell'India con il dibattito sul riarmo Nato. La misteriosa Octopussy contrabbanda per il principe Kamal Khan tesori russi all'Ovest, precedentemente portati fuori dal Paese dal generale sovietico Orlov, interpretato dall'attore inglese Steven Berkoff ("Rambo", "Beverly Hills Cop").

Orlov è un comunista integralista che accarezza l'idea di un attacco alla Germania Ovest che però viene persino respinta dai suoi compagni di partito, così decide di realizzarla da solo. All'insaputa di Octopussy sostituisce il tesoro dello zar che lei è convinta di portare in Germania Ovest tramite un circo ambulante, con una bomba atomica che dovrebbe scoppiare nel luogo della prossima tappa del circo, una base aerea Usa. Il retroscena è l'idea piuttosto astrusa, che però si infila perfettamente nello schema delle pazzie targate Bond, che dopo la catastrofe il movimento per la pace in Germania Ovest chiederebbe il ritiro delle truppe americane, rendendo la Germania Ovest in questa maniera una facile preda per l'Unione Sovietica.

Bond, invece, indovina il piano e sale sul treno per disinnescare la bomba, mentre dall'altra parte Orlov cerca di impedirglielo. Quando, alla frontiera tra Germania Est e Ovest, salta dalla carrozza per inseguire il treno a piedi, viene ucciso dai doganieri che – ironia della sorte – lo prendono per un fuggitivo.

Generale Anatol Gogol

Foto: AFP/East News

Nome: Generale Anatol Gogol
Interpretato da: Walter Gotell
Film: La spia che mi amava (1977), Moonraker – Operazione spazio (1979), Solo per i tuoi occhi (1981), Octopussy – Operazione piovra (1983), Bersaglio mobile (1985), Zona pericolo (1987)

È stato solo un ruolo da non protagonista ma che ruolo! Sei volte il tedesco Walter Gotell interpreta nei film di James Bond degli anni '70 e '80 il capo del Kgb Anatol Gogol. Non ci è voluto tanto tempo per rendere la sua testa pelata un simbolo per gli spettatori quanto la frase “Agitato, non mescolato”.

Gogol dirige il servizio segreto sovietico da un immenso ufficio poco accogliente nel Cremlino. Rimane il dubbio che alla sua segretaria Miss Rublevich non lo leghi soltanto l'amore per la patria. Il suo nome dovrebbe essere correttamente Anatoli, viene però chiamato anche Alexis a volte. Per i produttori di James Bond il russo è senza dubbio una lingua sconosciuta.

In compenso e per fortuna hanno concesso al generale dei tratti umani. Gogol è un avversario sì, ma non un agitatore accecato: rifiuta operazioni che potrebbero portare all'escalation e non ha paura di collaborare nella lotta contro nemici comuni. Succede addirittura che una volta Gogol fa visita al MI6 a Londra, con l'ordine di Lenin per James Bond nel bagaglio.

Generale Leonid Pushkin

Foto: AFP/East News

Nome: Generale Leonid Pushkin
Interpretato da: John Rhys-Davies
Film: Zona pericolo (1987)

Prima Gogol, poi Pushkin: nel quartier generale del Kgb è un via vai di omonimi di letterati russi. Forse si tratta soltanto di un capriccio, o forse di un gesto discreto che dovrebbe indicarci che alla guida del servizio segreto stanno delle persone intelligenti. Quando Anatol Gogol riceve onori nel Ministero degli Esteri, è Leonid Pushkin a prendere l'incarico in un Paese che porta già l'impronta della perestrojka. Subito nel film successivo, il Kgb non avrà più nessuna importanza.

Questa volta però Pushkin, che viene interpretato dal gallese John Rhys-Davies, deve ancora opporsi all'intrigo di un ex collaboratore. L'ex generale del Kgb Gheorgi Koskov, scappato in Occidente, vuole far credere alla superiore di Bond che Pushkin abbia riesumato il vecchio piano “Morte alle spie” e stilato una lista di abbattimento per agenti stranieri. Questa bufala però ha l'unico scopo di scatenare le superpotenze una contro l'altra per poter seguire indisturbato il proprio traffico d'oppio e approfittare dell'occupazione sovietica in Afghanistan. Bond e Pushkin uniscono le forze, per fermare infine Koskov a Tangeri.

Camille

Foto: AFP/East News

Nome: Camille
Interpretata da: Olga Kurylenko
Film: Quantum of Solace (2008)

Quanti sono stati gli attori non russi ad interpretare ruoli russi nelle produzioni occidentali al posto dei russi stessi! Omar Sharif nei panni del dottor Zivago, Greta Garbo nel ruolo della comunista convinta Ninotchka e Robin Williams che interpreta il sassofonista Vladimir Ivanov (“Mosca a New York”) ne sono solo alcuni esempi. Si è addirittura arrivati alla convinzione che l'inglese parlato dallo svedese Dolph Lundgren nel ruolo della macchina da combattimento Ivan Drago nel film “Rocky IV” sia l'accento russo.

Anche i film di James Bond pullulano di russi che non sono tali. Nel 2008 finalmente la novità: il ruolo della protagonista femminile nel finora ultimo Bond “Quantum of Solace” è stato addirittura affidato a un'attrice russa; la ormai 32enne Olga Kurylenko. Solo che nel film non interpreta mica una russa ma un'agente boliviana intenta a vendicare la sua famiglia. E non è che la Kurylenko si possa definire come russa senza restrizioni: è cresciuta in Ucraina e dal 1995 vive in Francia. Sua madre Marina, almeno, è russa. E si dice che sia stata scoperta all'età di 13 anni da una talentscout per modelle durante una vacanza a Mosca. La rappresentante dell'agenzia ha recrutato lei e sua madre sulle scale mobili della metropolitana.

Max Otto von Stierlitz

Foto: Itar-Tass

Nome: Max Otto von Stierlitz
Interpretato da: Vjaceslav Tichonov
Film: Diciassette momenti di primavera (1973)

Il Bond russo, eppure completamente diverso. Con le sue poche scene d'azione e le poche avventure galanti, la saga spionistica “Diciassette momenti di primavera” vive di suspense psicologica. Alla prima visione, nell'estate 1973, le dodici puntate della serie avrebbero attirato tra 50 e 80 milioni di spettatori; la prima replica, infatti, è andata in onda dopo solo tre mesi. Il film è tutt'ora considerato un cult.

La trama: nell'ufficio centrale per la sicurezza del Reich, uno dei dipartimenti chiave del potere nazista, anche l'Unione Sovietica è tutt'orecchi. Ci ha infatti infilato il suo uomo, il caposquadra Max Otto von Stierlitz alias Maxim Isaiev alias Vsevolod Vladimirov. All'inizio del 1945 gli viene assegnato il compito di approfondire le voci che qualcuno appartenente al cerchio più stretto attorno a Hitler stia progettando la pace separata con gli alleati occidentali. Stierlitz, un intellettuale un po' freddo, scopre presto di chi si tratta ma intorno a lui cresce la diffidenza.

La serie deve il suo successo straordinario anche al fatto che mette in scena quasi l'intera dirigenza tedesca: Hitler, Goering, Himmler e tanti altri. Stupisce la raffigurazione neutrale dei tedeschi che vengono disegnati come uomini in carne ed ossa e non come caricature di loro stessi.

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