Doping, niente Paralimpiadi invernali per la Russia

31 gennaio 2017 Oleg Egorov, RBTH
Il Comitato paralimpico internazionale ha vietato agli atleti di prendere parte alle gare di qualificazione per Pyeongchang 2018. Una decisione che potrebbe cambiare solo se Mosca dimostrerà di collaborare e di soddisfare i criteri necessari per il Cpi

Oleg Ponomaryov e Andrej Romanov alle Paralimpiadi di Sochi del 2014. Fonte: Aleksej Filippov/RIA NovostiOleg Ponomaryov e Andrej Romanov alle Paralimpiadi di Sochi del 2014. Fonte: Aleksej Filippov/RIA Novosti

La Russia non potrà partecipare alle gare di qualificazione delle Olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018. Lo ha riferito il Comitato paralimpico internazionale (Cpi), che il 29 gennaio ha respinto la richiesta degli atleti russi coinvolti nello scandalo doping.

Dopo la pubblicazione del rapporto McLaren sul doping nello sport russo, infatti, nell’estate 2016 il Cpi aveva escluso completamente la partecipazione della Russia ai Giochi Paralimpici, a differenza del Comitato olimpico internazionale (Cio), che aveva sospeso dalle Olimpiadi di Rio solo gli atleti precedentemente coinvolti.

Il Comitato paralimpico internazionale ha comunque precisato che il “niet” ai Giochi di Pyeongchang non chiude definitivamente le porte alla Russia: se Mosca collaborerà con il Cpi e dimostrerà di soddisfare i criteri necessari, la sospensione potrebbe essere tolta.

Le controversie dei comitati

Il Cpi aveva sospeso l’adesione del Comitato paralimpico russo il 7 agosto: proprio questo, scrive la Tass, era diventato il motivo dell’esclusione di tutti gli atleti russi ai Giochi Paralimpici di Rio. E il "bando" nei confronti del Comitato paralimpico russo continua ancora oggi.

Il 21 novembre 2016 il Cpi ha riferito al Comitato paralimpico russo i criteri per il ripristino dell’adesione all'organizzazione: rispettare pienamente tutti i requisiti del sistema anti-doping mondiale, garantire il lavoro delle organizzazioni internazionali in materia anti-doping, licenziare dal comitato tutte le persone coinvolte nell’uso di doping. Inoltre, il Cpi ha anche chiesto che nella dirigenza del Comitato paralimpico russo non rientrino funzionari pubblici russi. Criteri considerati “controversi” dal Comitato paralimpico russo.

L’incontro dei rappresentanti di entrambe le organizzazioni, in cui sono stati discussi i criteri, è avvenuto a metà dicembre a Bonn. Secondo il presidente del comitato russo Vladimir Lukin, l’11 gennaio la sua organizzazione ha inviato al Cpi un progetto di "tabella di marcia" per la risoluzione di tutte le questioni. Ma evidentemente non si è giunti a un punto di incontro: l'adesione del Comitato paralimpico russo non è ancora stata ripristinata e da qui il divieto del Cpi alla partecipazione russa alle gare di qualificazione.

Uno spiraglio di speranza

Poco dopo l'annuncio di non voler ammettere i russi alle gare di qualificazione delle Paralimpiadi, il Cpi ha commentato il proprio verdetto dicendo che il Comitato paralimpico russo non soddisfa ancora i criteri per tornare ad aderire al Cpi. Intanto, al comitato hanno sottolineato che la sua partecipazione "non chiude le porte" alla Russia: se il Comitato paralimpico russo continuerà a collaborare con il Cpi, la sua adesione potrà essere ripristinata prima di Pyeongchang  2018 e la Russia sarà in grado di partecipare alle Paralimpiadi.

Secondo un comunicato stampa ufficiale del Comitato paralimpico russo, resta viva la speranza che la squadra paralimpica russa riesca comunque ad andare a Pyeongchang. "Il Comitato paralimpico russo continuerà ad allenare gli atleti russi disabili per i Giochi paralimpici invernali", riporta la Tass.

Le possibilità sono poche

Allo stesso tempo, Aleksej Karpenko, senior partner dello studio legale Forward Legal, specializzato anche in diritto dello sport, crede che se la decisione sull'ammissione alle qualificazioni non verrà presa nel prossimo futuro: è probabile che le Paralimpiadi del 2018 si svolgeranno senza la Russia.

"Penso che senza la partecipazione degli atleti russi alle qualificazioni, la loro presenza alle gare principali diventerebbe praticamente impossibile – ha detto Karpenko a Rbth –. Resta solo da provare in extremis a intavolare ulteriori negoziati con il Cpi e convincerlo a permettere ai russi di partecipare alle qualificazioni a condizione che vengano rispettati al 100% tutti i requisiti del Cpi"

Le lamentele

Il capo del Comitato Paralimpico russo Vladimir Lukin, commentando il verdetto del Cpi all'agenzia R-Sport, si è lamentato della decisione. "Tutti gli atleti, indipendentemente dal fatto che siano colpevoli o no, non parteciperanno alle gare, esattamente come prima. Tra l'altro, non ci hanno comunicato i nomi dei colpevoli", ha ricordato Lukin. Inoltre, secondo Lukin, il Cpi non ha reagito in alcun modo alle proposte costruttive russe presentate nella "tabella di marcia".

Aleksej Karpenko ha detto a Rbth che il Cpi tiene per principio una politica più dura verso la Russia rispetto al Comitato olimpico internazionale. "Questo nonostante il fatto che, se guardiamo all’intera questione, il numero degli olimpici russi accusati di doping supera di parecchie volte il numero dei paralimpici", ha detto l'avvocato. Secondo Karpenko, la differenza tra i due approcci è dovuta a "relazioni personali ostili" tra la dirigenza del Cpi e le strutture russe.

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