Coronavirus, primo contagio a Mosca: è un cittadino russo da poco rientrato dall’Italia

Global Look Press
Il paziente si trova ora in quarantena in condizioni “stabili”. Disagi per alcuni italiani arrivati in Russia e tenuti in isolamento nonostante il tampone avesse dato esito negativo

Il coronavirus è arrivato a Mosca. Nella capitale russa si è registrato il primo caso accertato di contagio: si tratta di un cittadino russo appena tornato dall’Italia. La notizia è stata pubblicata dalla Tass.

"Secondo i dati dello studio epidemiologico, il giovane avrebbe contratto la malattia il 21 febbraio quando si trovava in Italia", hanno fatto sapere dall'Unità di crisi incaricata di controllare e monitorare la diffusione del virus.

Il ragazzo è tornato a casa, nella Regione di Mosca, il 23 febbraio; quattro giorni dopo si è recato in una clinica denunciando sintomi da infezione respiratoria acuta. È stato quindi trasferito in un ospedale specializzato, dove si trova ora in isolamento. Secondo i medici, sarebbe in condizioni “stabili”.

Fino a questo momento in Russia si erano registrati solo due casi di contagio: come vi abbiamo raccontato qui, si tratta di due cittadini cinesi trovati positivi al virus in Siberia.

Nel frattempo, così come riporta un post pubblicato sulla pagina ufficiale Facebook del Consolato Generale d’Italia a Mosca, ci sarebbero stati alcuni casi di italiani arrivati in Russia e trattenuti in isolamento in via precauzionale, nonostante il tampone per il coronavirus avesse dato esito negativo. “I protocolli di sicurezza adottati a livello federale prevedono comunque il trattenimento in isolamento per 14 giorni, anche quando il test è negativo”, si legge nel post. Una situazione che può avere sgradevoli conseguenze per chi si reca a Mosca anche solo per pochi giorni, con possibili ripercussioni sugli impegni familiari e lavorativi. La situazione - si legge nel post - si rivela quindi “estremamente seria” e “dovrà essere attentamente valutata prima di definire programmi di viaggio”. 

Conclude il post: “In strettissimo raccordo con l'Ambasciata, il Consolato Generale naturalmente assiste 24/24 e 7/7, ma non siamo noi a decidere in casa d'altri. In queste materie, a noi spetta rispettare leggi e limiti di mandato del Paese che ospita la Rappresentanza consolare”.

Così come riporta il sito di Viaggiare Sicuri, infatti, "tutti i passeggeri di voli in arrivo direttamente dall’Italia, dalla Cina, dalla Corea del Sud o dall’Iran in qualsiasi aeroporto russo sono sottoposti a controlli della temperatura. In alcuni scali ciò avviene a bordo dell’aeromobile. Le decisioni delle autorità sanitarie presso gli aeroporti sono improntate alla massima sicurezza. I viaggiatori che presentino anche solo leggeri sintomi influenzali o da raffreddore/tosse, o con poche linee di febbre vengono trattenuti in osservazione presso l’aeroporto stesso, con difficoltà di comunicare con l’esterno. I viaggiatori così identificati in aeroporto vengono poi trasferiti nella maggior parte dei casi, per successivi accertamenti presso le strutture pubbliche specializzate in malattie infettive (che possono presentare anche forti differenze rispetto agli standard italiani), dove è previsto un periodo di osservazione di qualche giorno ed eventualmente una quarantena di 14 giorni. Controlli sanitari (misurazione della temperatura e tampone) su viaggiatori provenienti dall’Italia possono essere effettuati anche una volta giunti presso la struttura alberghiera di destinazione".

"Alla luce della possibilità di essere oggetto delle misure sopra descritte - si legge sul sito -, si raccomanda di evitare di recarsi nella Federazione Russa se si presentano sintomi anche molto lievi di raffreddore, tosse, febbre o influenza". 

Ricordiamo che l’Italia è il terzo paese al mondo più colpito dal virus; l'infezione si è già estesa a 65 Paesi e a livello globale è stata superata la soglia di 3.000 morti. 


Qui vi abbiamo raccontato le testimonianze di alcuni russi che vivono in Italia e le ultime precauzioni adottate dalla Federazione

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