Coronavirus, la Russia prende nuove precauzioni per chi arriva dall’Italia

Global Look Press
Voli concentrati al terminal “F” dell’aeroporto Sheremetevo di Mosca per misurare la febbre a tutti i passeggeri. E dall’Italia, le testimonianze dei russi che vivono nelle regioni a rischio: “Il panico forse è esagerato, ma speriamo che vengano prese tutte le misure necessarie per fermare il virus”

Mentre in Italia si combatte per fermare l’epidemia di Coronavirus che ha già fatto 17 morti e oltre 650 contagi, la Russia rafforza le misure per contenere il virus. Come riportato dall’ultimo aggiornamento pubblicato dal servizio “Viaggiare Sicuri”, e diffuso tra i connazionali nella Federazione da GIM Unimpresa, dal 1° marzo anche i voli da e per l'Italia, Iran e Corea del Sud, così come quelli da e per la Cina, saranno concentrati al terminal "F" dell'aeroporto internazionale di Sheremetevo, il principale scalo aeroportuale di Mosca. Tutti i passeggeri in arrivo e partenza, inclusi i passeggeri italiani, saranno sottoposti a controllo della temperatura con l'utilizzo di termo-camere portatili e fisse.

Se un passeggero dovesse presentare una temperatura corporea ritenuta elevata o qualsiasi altro sintomo simil-influenzale, anche lieve, sarà immediatamente sottoposto a ulteriori controlli sanitari da parte di un apposito team medico, presente nello scalo aeroportuale. Le autorità russe potranno poi disporre ulteriori misure di tutela.

Le autorità di Mosca si riservano inoltre la facoltà di chiedere a tutte le persone in arrivo dalla Cina di osservare una "auto-quarantena" di 14 giorni. Una misura che potrebbe essere estesa anche ad altri viaggiatori provenienti dalle zone a rischio. 

Nel frattempo i tanti cittadini russi che vivono in Italia stanno correndo al riparo per scongiurare il rischio di un possibile contagio. “Per evitare il virus me ne sono andata qualche giorno in Spagna - racconta Alevtina Silaeva, che da anni vive a Milano -. Forse le reazioni che ci sono state in Italia sono state un po’ esagerate… Fa un certo effetto osservare un panico del genere nel XXI secolo! Io personalmente ho iniziato a lavarmi molto più spesso le mani, ma direi che è questa l’unica misura che ho adottato. Secondo me la stampa e i mezzi di comunicazione hanno avuto un grosso peso su come ha reagito la gente: in Spagna, ad esempio, dove la situazione si sta facendo seria solo adesso, si registrano reazioni ben più tranquille”. 

Bella Shakhmirza, anche lei residente a Milano, racconta il suo punto di vista in poche parole: “È più il panico che la reale minaccia - dice -. E mi sembra che in Russia tutti credano che qui sia la fine del mondo. Certo, hanno chiuso scuole, musei, piscine. Qualche giorno fa il mio ragazzo non è potuto entrare in banca perché avevano sospeso tutti i ricevimenti al pubblico. Io ho ricevuto almeno 10 avvisi di cancellazione da parte di lezioni, conferenze, spettacoli ed eventi ai quali volevo partecipare. Un incubo, vero? Ma in Italia c’è l’usanza di prevenire, piuttosto che curare. Meglio prevenire, finché non è del tutto chiaro come affrontare il virus. È per questo che sono state adottate misure così straordinarie”. 

E da Venezia, dove il virus ha mandato in fumo i festeggiamenti del Carnevale e fatto scappare i turisti, Gleb Smirnoff si lascia andare a tragicomiche riflessioni: “Quest’anno la maschera del dottore della peste (l'abbigliamento utilizzato in passato dai medici per proteggersi dalle epidemie, diventato uno dei simboli del Carnevale, ndr) è tornata a Venezia, ma questa volta in un contesto ben più sinistro, e la si percepisce più viva e realistica che mai”, commenta.

Festa annullata, scuole e musei chiusi, vaporetti disinfettati. “Spero che le autorità prendano tutte le misure necessarie - dice Smirnoff -. In merito alla chiusura anticipata del Carnevale, non vedo perché arrabbiarsi... Un detto popolare recita: ‘Non c’è stata felicità, ma l’infelicità ha aiutato’. Per quanto riguarda l’isolamento, è da tempo che io non esco di casa: ho talmente tanto lavoro arretrato che non vado da nessuna parte… una vera fortuna, no?”. 

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