I sei più importanti luoghi buddisti della Russia

Ramil Sitdikov/Sputnik
Nel Paese più grande del mondo ci sono l’unica zona a maggioranza buddista in Europa, il tempio con il Buddha più settentrionale in assoluto e un sacco di posti degni del Tibet, con datsan pieni di atmosfera

Accanto all’Ortodossia e all’Islam, il Buddismo è una delle più diffuse religioni tradizionali presenti sul territorio della Russia. Ci sono intere intere regioni a maggioranza buddista e molti luoghi importanti per i cultori di questo credo.

Buriazia, la capitale spirituale del buddismo russo 

Il maestoso Ivolginskij Datsan è il principale luogo di pellegrinaggio buddista in Russia e la residenza del Pandido Khambo Lama (il leader spirituale dei buddhisti russi). Il tempio fu aperto nel 1945, a 30 chilometri dalla capitale della regione, Ulan-Udè. In questo Datsan ci sono un’enorme biblioteca e un’università buddista, dove vengono istruiti i novizi. Il monastero ospita il corpo incorruttibile del 12° Khambo Lama, Dashi-Dorzho Itighelov (1852-1927), in incredibile stato di conservazione. Come dice la leggenda, nel 1927 si sedette nella posizione del loto e meditò finché non cessò di mostrare segni di vita. In questa posizione, fu sepolto in uno speciale cubo di cedro. Nel 2002, il corpo fu ritrovato: era incorrotto. I pellegrini credono che Itighelov possa far realizzare il proprio desiderio più caro.

A 90 km da Ivolginskij Datsan sorge l’Atsagatskij Datsan, costruito nel 1825. È uno dei più antichi in Russia: molti leader spirituali buddisti venivano da qui. L’Atsagatskij Datsan è noto come un importante centro di medicina tibetana. All’inizio del XX secolo, venivano portate qui preparazioni medicamentose dalla Cina e dalla Mongolia e si invitavano insegnanti stranieri. Nel 1936, le autorità sovietiche chiusero il datsan, aprendo nei suoi locali un collegio per bambini senza famiglia. Il complesso religioso è stato restituito ai credenti solo nel 1991.

Un altro luogo molto sacro per i buddisti in Buriazia è Nìlova Pùstyn, situato ai piedi dei Monti Sajany, 500 chilometri a sud di Ulàn-Udè. La gente del posto crede che qui dimori lo spirito delle montagne e che si possa chiedergli la felicità della propria famiglia. Le acque termali del luogo sono considerate sacre. 

I Buriati hanno molte tradizioni associate alle montagne: per esempio, la montagna Uran-Dushe è considerata il luogo di elezione dei draghi celesti, che scendono sulla terra per lavorare il ferro, e coloro che vedono il bagliore rossastro della forgia provenire da là saranno felici per tutta la vita. 

Tyvà, la patria degli sciamani 

Gli indigeni di questa repubblica siberiana erano nomadi. Iniziarono a professare il buddismo tibetano nel Medioevo, quando il territorio della moderna Tyvà (o Tuvà) faceva parte dell’Impero mongolo. È interessante notare che, tra i tuvani, il buddismo è combinato in modo sincretico con le tradizioni locali dello sciamanesimo. A seconda della situazione, le persone si rivolgono agli sciamani o ai lama.

All’inizio del XX secolo, c’erano una ventina di templi nella repubblica, ma tutti furono chiusi negli anni del potere sovietico, e finora solo una piccola parte è stata restaurata.

Il principale è lo Tsechenling, situato vicino alla capitale Kyzyl. Dal tuvano il nome si traduce come “la dimora della sconfinata compassione”. Dicono che prima di visitare il tempio sia necessario andare in senso orario per tre volte, toccando tutti gli angoli. Lo Tsechenling è stato costruito solo nel 1998, ma se si guarda da vicino, tutti gli angoli sono già consunti. Questo non è solo un luogo dove i credenti vengono a pregare, ma anche un centro spirituale. Ci sono lezioni di lingua tibetana, di yoga e di filosofia.

Regione di Irkutsk, i buddisti del Bajkàl 

La regione di Irkutsk confina con la Buriazia e anche qui molti residenti praticano il buddismo. Come in altre regioni, durante gli anni sovietici i datsan furono distrutti dalle autorità, e solo alla fine del XX secolo è iniziata la loro rinascita. La maggior parte dei templi erano situati nella zona di Ust-Orda vicino a Irkutsk. Il più vecchio di loro è il darsan di Alarskij, costruito nel 1814.

Nel 2011, nel villaggio di Ust-Orda, a una sessantina di chilometri da Irkutsk, è stato aperto un altro tempio, il Tubden Darzhelin, che in tibetano significa “La terra del risveglio dell’insegnamento del Buddha”. 

A proposito, nel mezzo del Lago Baikal, c’è un posto speciale sull’isola di Olkhon, Capo Burkhan, detto anche la Roccia della Sciamana. La gente del posto crede che la divinità principale del Bajkal viva lì. In precedenza, qui venivano svolti rituali sciamanici con sacrifici crudeli. Ora c’è un altare del Buddha.

Calmucchia, una regione buddista in Europa 

Questa zona nel sud della Russia è l’unica regione buddista in Europa. Gli antenati dei calmucchi migrarono qui dalle steppe mongole all’inizio del XVII secolo, portando con sé le tradizioni buddiste. I templi in Calmucchia sono chiamati khurul. Il più famoso è nella capitale della repubblica, Elista. 

La dimora dorata del Buddha Shakjamuni, costruita nel 2005, è una delle principali attrazioni della città. In questo maestoso edificio bianco decorato in oro c’è la più grande statua di Buddha (ben nove metri) di tutta la Russia e l’Europa. Chiunque può entrare nel khurul, la cosa principale è togliersi le scarpe e muoversi strettamente in senso orario per mantenere la giusta circolazione dell’energia.

Altaj: gli spiriti malvagi non sono ammessi 

L’energia delle montagne ha sempre attratto le persone alla ricerca di illuminazione spirituale. La zona degli Altaj è uno di questi luoghi misteriosi. Gli abitanti del posto professano il Burkhanismo, un mix di credenze buddiste e antiche usanze. Si rapportano negativamente con la magia “nera” e adorano solo spiriti luminosi, negando, ad esempio, sacrifici e appelli alle forze ultraterrene. Considerano negativamente gli sciamani; come messaggeri di forze malvagie.

Inoltre, qui viene prestata grande attenzione all’osservanza di alcune regole comportamentali: non fumare tabacco, non tagliare la legna umida, portare cappelli di colore bianco o giallo e altro ancora. 

Finora, l’unico datsan burkhanista, Ak Burkhan, è a Gorno-Altajsk, capitale della Repubblica dell’Altaj.

San Pietroburgo, il tempio buddista più a nord 

Il Datsan Gunzechojnej, alla periferia della città, fu costruito all’inizio del XX secolo. Le vetrate sono state realizzate in base agli schizzi del famoso artista russo Nikolaj Rerich. Oggi, il tempio è considerato il datsan buddista più settentrionale al mondo. 

Ci sono molti servizi di culto. Nel centro del tempio è posta una statua di Buddha di cinque metri, placcata in oro. E per coloro che vogliono nutrire non solo lo spirito, al tempio c’è un caffè dove si possono provare i piatti tradizionali della Buriazia.

 

Sei bellissimi templi buddisti da visitare in Russia 

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